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mercoledì 17 luglio 2013

IL RIPASCIMENTO, IL SINDACO, IL PD LOCALE E IL CONSIGLIERE PACCAMICCIO...

Il problema dell'erosione della costa, come noto, nella nostra cittadina, ha sempre avuto una primaria importanza. Al riguardo, in questi giorni, nell'immediata prossimità di un ingente finanziamento pubblico (più di 4 milioni di euro) è sorta una rovente polemica tra il nostro sindaco, il PD locale, e il consigliere di opposizione Giuliano Paccamiccio.

martedì 25 settembre 2012

RIPASCIMENTI

La Procura di Ancona vuole vederci chiaro: cosa succede intorno al fiume di denaro che gira intorno ai lavori di ripascimento sulle nostre coste? Personaggi molto noti tra chi a Porto Recanati si occupa di difesa della costa dovranno recarsi davanti al GIP e spiegare.

lunedì 2 gennaio 2012

RIPASCIMENTO: GRANDE TROVATA ...O GRANDE BOIATA?

Da qualche giorno sono ripresi i lavori di ripascimento delle spiagge di Scossicci e puntualmente è ripreso il dibattito fra sostenitori e detrattori. Per qualcuno sono soldi sprecati, letteralmente buttati a mare, per altri sono la soluzione ottimale per porre fine all'ingordigia del mare Adriatico.


Nell'intento di non fare torto a nessuno abbiamo inserito una foto delle ruspe al lavoro, quale simbolo dell'efficienza e della capacità progettuale e un simpatico video reperito su Youtube, palesemente polemico nei confronti del tecnico della Regione Marche responsabile della tutela della costa.
E voi come la vedete? Siete pronti, pala in mano, ad aiutare le macchine operatrici, o avete già comprato la busta di carta per "aiutare" Marzialetti?




mercoledì 13 luglio 2011

PORTO RECANATI: ESTATE DI FACHIRI

Grazie a Cronache Maceratesi

di Giancarlo Liuti

Quest’inverno, quando m’imbattei nella parola “ripascimento” riferita a Porto Recanati,  pensai subito a un errore di stampa e credendo che si trattasse invece di “rinascimento” sognai un futuro sempre più ameno per questo centro del litorale maceratese, magari, chissà, con un freno al dilagare del cemento. Illusione. Basta vedere la new entry del supermercato Oasi e tutte le recenti edificazioni in contrada Pizzardeto (a due passi dalla torre sveva e però in territorio di Loreto, nella campagna dove una volta sostavano “i zengheri”, come li chiamavano i portorecanatesi, ossia i pellegrini in marcia verso la santa casa), per accorgersi che, in quanto a bellezza, di “rinascimento” non si può proprio parlare.
Allora ho riflettuto sul significato di “pascere”, che allude al mangiare, all’alimentarsi, al prendere nutrimento, e mi sono augurato che per la stagione estiva i menù dei ristoranti lungo il mare avrebbero compiuto un ulteriore miglioramento in qualità e varietà. Sbagliato. Col termine “ripascimento”, infatti, s’intende il deposito di massi, scogli, ghiaia o sabbia per accrescere il volume di una spiaggia. Era ora, mi son detto. Finalmente saranno riparati i gravi danni inferti agli impianti balneari dalle furiose mareggiate della brutta stagione! Finalmente i turisti troveranno non più solo otto metri di cosiddetto arenile, ma forse quindici o addirittura venti!.
E di colpo mi son tornate alla memoria le lontanissime estati che prima da bambino e poi da ragazzo trascorrevo a Falconara e a Fontespina di Civitanova, dove scogli opportunamente piazzati davanti alla riva tenevano a freno le ricorrenti furie dell’Adriatico e immaginai che anche a Porto Recanati sarebbe stata scelta questa soluzione. No. Per motivi forse economici, la Regione ha deciso di intervenire col cosiddetto “ripascimento morbido”, che tecnicamente consiste nello spargimento di materiale ghiaioso-sabbioso, cioè di sabbie e graniglie naturali.
Così, ai primi di luglio, mi son trasferito a Scossici di Porto Recanati per la mia consueta vacanza e prontamente, di buon mattino, ho messo piede sulla spiaggia ripasciuta. Il mare era lì, davanti ai miei occhi. Ma arrivarci è stato impossibile. Perché quelle graniglie non sono pietre finemente triturate come imporrebbe la parola che le definisce – morbide, poi, figuriamoci! – ma, al contrario, sono frammenti di roccia scheggiati e tagliuzzati in modo che ne risultino spuntoni, lame ed aculei. La qual cosa mi ha fatto pensare alle selci delle remotissime popolazioni del Neolitico che qui risiedevano ottomila anni prima di Cristo (e innumerevoli tracce ne sono state trovate alle falde del Conero). Lo scopo è dunque culturale, di amore per l’archeologia? Ed è per questa ragione che il lavoro è stato affidato ai famosi scalpellini di Cingoli, maestri nel ridurre ad affilati coltelli le rocce strappate all’Appennino? Un museo del Neolitico gestito dai bagnini? No, improbabile. E allora?
Sta di fatto che per fare un bagno, oggi, è consigliabile munirsi di scarponi da montagna, e non è prudente sdraiarsi su materassini gonfiabili perché ne risulterebbero presto forati (meglio, semmai, portarsi dietro un classico materasso a molle), né correre e saltare se non si è provvisti di garze e cerotti, né giocare a palla, che al primo rimbalzo si romperebbe e ce ne vorrebbe una al giorno, con ripetute rotture di palle. Ma allora perché non si è cercato di evitare questo disagio? Mistero.
Nel frattempo ho notato che la spiaggia è frequentata da personaggi di pelle scura, lunga barba bianca e vistosi turbanti, gente mai vista nelle estati scorse. All’inizio ho creduto che fossero venditori ambulanti extracomunitari, ma non vendono niente. Anzi, si comportano da paciosi villeggianti, tranquillamente sdraiati a torso nudo o seduti a gambe incrociate su quell’aguzzo pietrame con un’espressione serafica sul viso. Chi sono? Ovvio: sono fachiri. Strano? Mica tanto. Oggigiorno le notizie fanno presto a diffondersi in tutto il mondo e dev’essere che le immagini della spiaggia ripasciuta di Porto Recanati sono arrivate anche in India e hanno convinto i fachiri a trascorrere qui le loro ferie, potendo giovarsi di quelle condizioni di soggiorno che per loro, bisognosi di pesanti mortificazioni corporali come dormire sui chiodi, sono essenziali. Per ora ne sono arrivate poche decine, ma pare che in agosto saranno molti di più. Ne ho conosciuto uno, siamo diventati amici. Gli ho confidato il mio problema e lui, con un fraterno sorriso, mi ha impartito un corso di yoga e m’ha insegnato varie pratiche di masochismo mistico grazie alle quali, dopo una settimana, sono riuscito a fare il primo bagno.

Lavori per il ripascimento a Scossicci

venerdì 10 giugno 2011

NON PARE... MA E' PORTO RECANATI!!!

Guardate questa foto.
Non è bellissima? 
Notate i colori, le ruspe, la montagna di sabbia, il mare sullo sfondo...


Potrebbe non sembrare, ma questo luogo si trova a Porto Recanati, all'altezza del bivio per il Jet Hotel. E quelli che vedete sono i famosi lavori per il ripascimento, a protezione della costa. Che ovviamente, dalle nostre parti, vengono realizzati in piena stagione turistica...

Abbiamo parlato con il signore, sul lettino, indicato dalla freccia...


...ci ha detto che proveniva dal profondo Nord. Ed era arrivato a Porto Recanati per gustarsi una settimana di mare e di vacanza. E, affezionato a quel balneare, non voleva proprio cambiare spiaggia. Così sopporta le ruspe, i rumori, e un mare di questo colore:



Lo sappiamo, ci diranno che siamo i soliti polemici.

Ma la tempistica, in certi lavori, è importante. E il rispetto per il turista pure.

Qualcuno, in questo paese, dovrebbe tenerne conto.