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martedì 3 dicembre 2013

EL VIGULU, LE NOSTRE DONNE, E UN TEATRO CHE NON ABBIAMO

El Vigulu é un'opera teatrale in dialetto portorecanatese, andata in rappresentazione questo week end presso il Palacongressi di Loreto. Realizzato e messo in scena dalla Compagnia La PIazzetta di Porto Recanati. Siamo andati a vederlo, insieme a tanti altri concittadini. E ci siamo resi conto che "El Vigulu" é molto di più di quanto sopra espresso. Perché in questa opera abbiamo visto l'infinita potenzialità artistica di un paese, abitato da donne speciali. Si, non ce ne vogliano Davide Staffolani , Nicolas Sampaolo, Lorenzo Gaetini e Riccardo Basili, protagonisti maschili di parti di rilievo della rappresentazione, ma El Vigulu ci ha fatto capire quanto straordinario sia stato l'impegno e la bravura di un gruppo di donne meravigliose del nostro paese, coraggiosamente guidate da Pina Zaccari, scrittrice e deus ex machina dell'opera. Donne che, lo sappiamo, hanno spesso provato l'opera in spazi angusti (spesso privati) in un paese che da sempre esprime capacità artistiche, ma che non é stato mai capace di riservare loro la giusta attenzione ed i luoghi idonei. E si, se una cosa era stonata in questa opera, era la dislocazione dove é stata messa in scena: a Loreto. Per la nostra cronica mancanza di strutture. Sia chiaro, agli amici di Loreto va un plauso ed un grazie grande come una casa. Ma il prendere atto di quanto sia meraviglioso il loro palacongressi, si, un pizzico di invidia lo abbiamo provato, da parte nostra.

Noi una struttura del genere ce la sognamo. Purtroppo.

Ma ritorniamo a quanto abbiamo visto rappresentato. É stata una vera sorpresa prendere atto della straordinaria bravura di alcune nostre attrici. Le donne della nostra Porto Recanati, appunto. Vorremmo indirizzare loro un grazie speciale. A Maria Teresa Zaccari, Federica Cingolani, Giulia Caporalini, Amalia Crescenzi, Alessandra Torregiani, Barbara Luconi, Sabrina Casson, Maria Elena Omelli, Silvia Scataglini, Sara Boccalini, Francesca Astuti, Paola Palanca, Giusy Monachesi e Eleonora Rinaldi. E ci scusiamo se non abbiamo menzionato qualcuno.

Donne eccezionali dicevamo. Che si sono spese per un intento benefico visto che l'intero ricavato dei biglietti sarà devoluto all'Associazione Bambini Cardiopatici nel mondo "Progetto Camerun" diretto dal Dott. Alessandro Galimberti.

Non smetteremo mai di dire grazie a Pina Zaccari e Gloria Mazza (presidente della Compagnia la Piazzetta) per il meraviglioso momento di svago e divertimento che ci hanno regalato. Il paese deve essere fiero di questa realtà. Si spera solo che chi avrà l'onere e l'onore di governare la nostra cittadina nei prossimi anni, dedichi alla Compagnia la Piazzetta e alle altre realtà teatrali amatoriali, le giuste attenzioni. Un patrimonio del genere, credeteci, non può essere messo da parte.

Porto Recanati ha bisogno di un teatro. Urgentemente. Prima di ogni porto o altra opera di urbanizzazione. É un'esigenza primaria. Chi deve capire, capisca.

 

 

31 commenti:

  1. Proprio così: meravigliose e speciali.

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  2. Andrea Mihelini3 dicembre 2013 13:40

    condivido tutto e di più; dal plauso per la fatica, l'opera, il fine, la bravura degli attori e la difficoltà di fare CULTURA in un "paese" (nn ce la faccio a gioire come altri al fatto che siamo divenuti CITTÀ) votato da troppi anni a tutt'altri obbiettivi. Brava Pina brava Gloria e bravi TUTTI

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  3. Vi ringrazio per quanto detto, a nome di tutta La Compagnia " La Piazzetta" . Gloria Mazza

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  4. Lorenzo Riccetti3 dicembre 2013 20:05

    Lodi e onori a Pina Zaccari ed alla sua compagnia! (nessuno escluso) Uno spettacolo di altissimo livello sotto tutti i punti di vista, interpretato da attori professionisti. Il testo teatrale è stupefacente, non solo per la ricchezza del lessico dialettale ma anche e soprattutto per il coacervo di proverbi, modi di dire, idiomi popolari e persino gesti tipici, combinati in sequenza con tale maestria da conferire alla rappresentazione un ritmo travolgente. Quando si maneggia il dialetto il rischio è sempre quello di scadere nella caricatura ma in questo caso Pina è riuscita a prendere per mano lo spettatore e ad accompagnarlo in un viaggio della memoria sin dentro el vigulu. Insomma, l'impressione che da spettatore ho avuto è quella di un'opera giammai scritta e tradotta in dialetto sebbene pensata, concepita e partorita in purtannaro. Complimenti vivissimi! A mero titolo campanilistico vorrei rivolgere un encomio finale agli attori e figuranti di Via Perugia...oramai meglio nota come: "la via degli artisti". Bravi Bravi Bravi

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  5. Francesca Astuti3 dicembre 2013 20:35

    Io mi sono emozionata leggendo questo articolo. Grazie, neppa neppa.

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  6. Che sbornia! Sarà tutto questo splendore che ci volete raccontare? Mai sentita nominare la Piazzetta, e dunque? E Andrea Michelini che pronuncia la parola cultura come ne fosse il legittimo rappresentante e depositario. Non ama però la la parola città perché vuole essere il campione di questo provincialismo paesano: sempre quello, sempre uguale a se stesso tra sciabbega e pallo'.

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    1. Anche il dialetto è cultura caro anonimo e la sciabbega forse ne contiene più di quella che ai tu,per quante cose racchiude in se.

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    2. Non credo sia un caso che la parola città derivi dalla stessa etimologia di civiltà. Così come non credo che basti un appellativo di città scritto su un documento, per far si che un paese ne possegga tutte le caratteristiche. La cultura è una parte vitale della vita di un paese o di una città e credo che sia quasi un miracolo che, nonostante tutte le difficoltà, ci siano a Portorecanati, persone che portino avanti e continuino a trasmettere alle nuove generazioni, la tradizione popolare dialettale. Anonimo delle 20:36 pensi che "sputare" sulla sciabbega e pallò" serva a rendere migliore il nostro paese? Parli di provincialismo paesano non rendendoti conto che sono proprio il teatro, lo sport, il rispetto delle proprie tradizioni, a permettere ad un paese di uscire dall'arretratezza e dal provincialismo!!

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    3. Un "anonimo di città" come lei dovrebbe sapere che "sé stesso" si scrive con l'accento; è un errore grammaticale non gravissimo, ma come dire...provinciale!! Distinti Saluti.

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  7. Piuttosto che tante vuote chiacchiere propongo la lettura del seguente testo:
    L'UTILITA' dell'INUTILE -Manifesto di NUCCIO ORDINE Ed. BOMPIANI E.9.OO

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  8. Gentile anonimo delle 20.36,ho visto il lavoro rappresentato domenica pomeriggio e tra le diverse frasi pronunciate una che ricordo le si addice e mi pare dicesse che l'invidia è peggio di ecc....Chissà se qualcuno la può riportare per intero, perchè il concetto era molto chiaro .

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    1. L'invidia è la caratteristica antropologica dominante, a Porto Recanati. Se ci pensi bene il nostro dialetto è per la sua grandissima parte costituito da parole (idiomi, direbbe Riccetti) che esprimono invidia. Da qui anche la perenne mania canzonatoria dei portorecanatesi nei confronti di che non è portorecanatesy correct. Sciabbega e pallo'.

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    2. ....salve Alessandro, gliela riporto io, visto che era affidata a me: "La 'nvidia è peggiu de 'na malatia....un cristià che sta male lu possi' iutà..ma uno 'nvidioso no!!!!...donca, Dio ce ne scampi e libberi!!!! " Saluti!

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  9. Francesca Astuti4 dicembre 2013 15:56

    Capisco che qualcuno possa avere in odio il dialetto, non lo condivido ma lo capisco.
    Sicuramente chi non ama il dialetto potrà partecipare dirigendo uno spettacolo in italiano, sarebbe il benvenuto. Io andrei a vederlo.
    Chissà se l'anonimo in questione è capace di fare le prove in un magazzino o in salotto e di sfornare un prodotto di qualità?

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  10. Michele Bianchi4 dicembre 2013 16:12

    e comunque tengo a sottolineare che il commento dell'anonimo delle 20:36 è oltremodo fuori luogo e dissacrante di una manifestazione davanti alla quale invece ci si dovrebbe togliere il cappello.

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    1. E toglitelo, caro Michele, chi te lo impedisce? Attento però all'influenza.

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  11. Se in ITALIA c'è un paese o una città " divisiva " , termine di moda attualmente, a Porto Recanati
    compete il Premio Nobel. Non sono originario di qui e non posso capire certe dinamiche, ma troppo spesso ciò che dovrebbe essere motivo di orgoglio o quantomeno riconosciuto merito all'impegno ,specialmente difronte a chi lavora senza nulla chiedere in cambio, diventa stupida e ipocrita polemica . Che tristezza ! Onore a tutti coloro che si sono impegnati per un lavoro appassionante, coinvolgente, divertente ,con ottimi spunti di riflessione. Unico mio rammarico non aver compreso a pieno tanti termini, specialmente quelli che hanno suscitato applausi, risate e consensi .Ho trascorso un pomeriggio a teatro davvero speciale e rinnovo il mio caloroso applauso a tutta la compagnia.

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  12. Abbiamo ancora una volta la conferma che esistono vivaci realtà purtannare di cui andare orgogliosi soprattutto per far conoscere a tutti i trapiantati a Porto Recanati nel corso degli anni, la memoria del PAESE che li ha accolti, tollerati e che questo ricordo si coltiva esprimendo la nostra vera identità. Per tutti gli altri che smemorati cercano false rappresentazioni di sé e della propria famiglia, vorrei rimembrare che le nostre origini sono queste anche se per molti è difficile da accettare. Trovato il benessere economico ci si vergogna delle proprie umili origini, cercando di cancellarne ogni traccia, condannando così all'oblio la nostra storia. Sono solo poveri parvenu, ridicoli. Orgoglioso di essere purtannaro.

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  13. Orgoglioso di amare, sciabbega e pallò.

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  14. AVVISO AI NAVIGANTI
    Per un errore tecnico, i commenti pervenuti oggi 5/12/2013 sono andati purtroppo perduti. Vi invitiamo pertanto a ripostarli. Ci scusiamo per l'inconveniente.

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  15. Mariella e Antonella5 dicembre 2013 21:27

    NON E' CHE L'ANONIMO CHE PARLA DI SBORNIA AVEVA QUALCHE ASPIRAZIONE ARTISTICA E SFOGA LA SUA FRUSTRAZIONE ESPRIMENDO GIUDIZI E PARERI SENZA NEANCHE ESSERE STATO PRESENTE ALLA COMMEDIA ?
    LOGICA VUOLE CHE UNO PARLI CON UN MINIMO DI PREPARAZIONE...O NO ?

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  16. Giovanni di VILLA Musone5 dicembre 2013 21:32

    Sono uno spettatore di Loreto che ha assistito alla commedia rappresentata domenica pomeriggio
    ed a quel tizio anonimo di cui sopra dico che dovrebbe chiedere lavarsi la bocca prima di parlare e se conosce qualcuno di quelle persone che hanno recitato e lavorato per quello spettacolo lo invito a stringere la mano ad ognuno di loro .

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  17. Complimenti anonimo delle 2o.36,neanche degno di un pizzico di campanilismo per i compaesani !
    Perché non vai a farti una passeggiata al mare per rinfrescarti le idee?

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  18. Ma voi credete davvero che l'anonimo delle 20.36, non conosce la compagnia La Piazzetta? La conosce, la conosce......... molto........ molto bene!

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  19. un applauso a tutte le persone della compagnia che per essere solo volontari del teatro hanno dato tutti cuore e anima per una rappresentazione di qualità ed uno scopo che ,scritto in fondo al manifesto, li rende persone di esempio tutti sicuramente con una marcia in più. bravi, bravi e ancora bravi e ancora di più grazie.

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  20. Tutto ciò che è stato inviato in redazione il giorno 5 di questo mese è andato perduto, dicono, altrimenti avreste letto che non ho né pregiudizi né giudizi negativi da dare nei confronti di chi fa attività teatrale, anzi, mi complimento con loro. Non mi entusiasma invece questa ossessione para dialettale che penso denunci tutto il nostro provincialismo, molto radicato in noi e purtroppo difficile da estirpare. Ho detto anche che proprio questa esaltazione del dialetto fa sì che a Porto Recanati non vi siano più di un centinaio di persone che parlano un italiano corretto. Il dialetto, infatti, fa sì che ci parliamo tra di noi in forma un po' canzonatoria ma che poi ci troviamo in difficoltà quando dobbiamo parlare con altra gente, turisti compresi. Da qui nasce quella scontrosità tipica del portorecanatese, che non è cattiveria ma soltanto imbarazzo (timidezza) per non saper affrontare un dialogo parlando un italiano perlomeno passabile. Tutto qui. Se vi piace fare le vittime e nello stesso tempo i carnefici (parlo di tutti quelli che si dicono scandalizzati nei confronti dell'anonimo delle 20.36) siete tutti in linea con lo spirito portorecanatese. E di questo non mi scandalizzo.

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    1. Allora , nessuno puo' sentirsi scandalizzato,infatti tu non ti scandalizzi, dai una risposta scontrosa con un "cappello"iniziale denigratorio e scandalizzato che sta tutto nella parola"dicono",(mentalita' di questi ultimi anni) pero' sputi la sentenza ..... va beh ..tipico....Parlo il dialetto sono orgoglioso di parlarlo, in altre parti d'Italia fanno le loro rappresentazioni dialettali solo per il gusto di farlo,e penso parlino il loro dialetto e siano fieri delle loro radici come lo sono io,ma quando lo parlo non ha niente di canzonatorio...(le parole in dialetto non hanno nulla di canzonatorio,casomai i modi di dire possono essere canzonatori) forse hai riscontrato quello che ho riscontrato io , e cioe' che negli ultimi 25 anni molti di noi (anche tu probabilmente) molte volte parliamo a battute....per dire una cosa normale si fa la battuta o la metafora della frase.Molte volte lo si fa per dileggio o per denigrare... come molti commenti che leggo sull' argano...che denotano anche una totale mancanza di rispetto nei confronti delle altrui opinioni,ci stupiamo della normalita' delle parole(anche dialettali) ma e' il nostro vivere che ci porta a pensare che sotto alla normalita' ci sia sempre qualcosa di strano... tipo l'invidia.ti assicuro che per me non e' cosi, quindi dimmi ,di che cosa dovrei vergognarmi ?perche' per me questo e' il senso del tuo scritto; di parlare in dialetto ? di essere Portorecanatese ? un siciliano ,un napoletano, un bolognese, un veneziano ,si devono vergognare di esserlo e di parlare il loro dialetto?di essere quello che sono?sicuramente non tutto di Portorecanati e' "bello",molte volte certe situazioni mi fanno anche arrabbiare.... pensare comunque che tutto quello che sia memoria,ricordo,appartenenza sia una cosa da cancellare e' deprecabile.IL mio consiglio e' che al piu' presto tu trovi il modo di abbandonare questo"paese" ossessionato dal suo essere ... vittima e ..carnefice visto che nulla ti trattiene,neppure le tue radici.P.S. (ecco che esce il portannaro/itagliano che e' in me) .... spero che il mio scritto sia in un italiano passabile e che io possa essere uno di quel centinaio di fortunati che parlano e scrivono in italian correct . re- P.S. L'anonimo delle 20,36 secondo te e' vittima o carnefice ?

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    2. Anonimo delle 2.18, hai letto da qualche parte la parola vergogna nei mio post? Io vi avrei letto piuttosto amore per Porto Recanati. Se tu ami una persona, sei disposto anche a criticarla, se serve, altrimenti sei un adulatore o un plagiato. Adesso non fare la vittima e interpreta ciò che ho detto come rivolto a un tu generico, non alla tua persona. Per quel che riguarda l'orgoglio dell'appartenenza, e chiudo, anche i popoli sottosviluppati lo coltivano. Credevi di essere originale o esclusivo?

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  21. Alla signora autrice della commedia con la quale mi complimento darei un consiglio: dal momento che la storia di mare raccontata ha tanto disturbato il suo concittadino, provi con un argomento campagnolo perché forse la salsedine ha offuscato la mente di quel tizio il quale ha pure la faccia tosta di esprimere pareri senza essere stato presente. Pregiudizio sì ,ma io intravedo una buona dose di cattiveria a prescindere.
    Bravi a tutto lo squadrone!
    Uno spettatore occasionale di passaggio a Loreto.

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    1. Ma quanta gente è passata per caso a Loreto, quella sera. E quanta per caso è capitata dentro al Palasport. Se questi non sono segni del destino cos'altro sono?

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  22. El Portulotto è come el mugiulì,bello dentro ma scurzò de fora.

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