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mercoledì 31 agosto 2016

TAFAZZI

Mi sono fatto i conti della serva. E penso che a 36 ore dall'esposizione, il famoso volantino ritratto in foto e pubblicato sui social e sui siti on line di informazione abbia raggiunto tra le 300 mila e le 350 mila persone con effetto spam ancora in corso e impossibile da fermare.
Ora siccome la città si è spaccata (direi purtroppo) tra chi pensa che chi abbia attaccato quel manifesto abbia fatto bene a farlo e chi invece pensa che esporlo e pubblicizzarlo sia stato un grave errore, invito le due fazioni a pensare sugli effetti collaterali che il volantino ha provocato e provocherá e non su quello che lo stesso descriveva.

Tutte le localitá turistiche mettono in azione costose campagne di marketing pubblicitario per farsi conoscere in Italia e all'estero.
Lo fanno per attrarre visitatori, ovvero prodotto interno lordo, ovvero un generale benessere dei cittadini.
Spesso queste campagne pubblicitarie tendono ad abbellire posti che di bello hanno poco. Ma se vendo un prodotto è logico che io debba fare di tutto per fartelo acquistare.
Da noi nelle ultime 36 ore, una persona che i carabinieri stanno cercando, tra gli olè di mezzo paese e di chi ha avuto responsabilità di governo cittadino, ha messo in atto una azione di pubblicità negativa alla nostra città. Lo ha fatto descrivendo fenomeni realmente presenti mi direte. Vero. Ma ha contribuito in modo determinante a mettere in atto la più terribile campagna di marketing contro una località che con il turismo in gran parte ci mangia. O vorrebbe mangiarci.
Chi vi scrive, lo preciso per evitare i malintesi, non ama gli eccessi. Non pensa infatti che le nostre acque siano simili a quelle dei Caraibi. Non pensa che Portò Recanati sia il paese del "tutto sole, tutto mare, tutto divertimento" come il principale quotidiano locale sostiene nei giorni pari e in quelli dispari prima e dopo i pasti.
Ma pensa comunque che darsi le mazzate sulle parti basse alla Tafazzi e apprezzare questo gesto fino ad esaltarlo, sia tipico di un paese cieco. Che antepone la polemica e la visibilità personale al bene comune.
Per cui invito tutti coloro che stanno inondando Facebook con dichiarazioni a difesa del folle espositore di cartelli direzionali ad un approfondimento che più o meno suona così: se l'anno prossimo non riuscirete ad affittare la casetta che i vostri genitori vi hanno lasciato in eredità, se l'anno prossimo il vostro bar dovesse ridurre drasticamente le vendite, se l'anno prossimo il vostro fatturato stagionale dovesse crollare, se l'anno prossimo vostro figlio che lavorava stagionalmente dovesse rimanere a casa, pensate a quel famoso cartello.
E tutti in coro dite: CHE PIRLA CHE SIAMO STATI!!!!

lunedì 29 agosto 2016

CASO BURCHIO: L'INTERROGAZIONE DEI CINQUE STELLE


 

Al Sig. Sindaco del Comune di Porto Recanati

all'Assessore all'Urbanistica

al Responsabile dell'Unità Organizzativa

 

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta su adeguamento delpiano/variante “Parco del Burchio” alle prescrizioni dellaprovincia indicate nella delibera N. 202 del 15/07/2014  Protcomunale N. 17846 del 25/07/2014

Premesso:

che la Provincia di Macerata con propria delibera n. 202 del 15.07.2014, protocollata al n. 17846 del protocollo del Comune di Porto Recanati in data 25.07.2014, ha formulato i rilievi che condizionano l’adeguamento del piano/variante “Parco delBurchio” ai fini del proseguimento dell’iter di approvazione dello stesso, ex art. 26 legge regionale n. 34 del 1992.

rilevato:

che tra i rilievi mossi si evincono i sottoindicati adempimenti a carico del comune di Porto Recanati:

• Correzione delle tavole N. 5 dove il perimetro delle aree egli elenchi catastali risultano discordanti;
• Correzione delle tavole N. 7-8-9-10 dove i perimetri delle areeR1 sono discordanti;
• Correzione delle tavole N. 8-9-10 con il limite della tutela delcorso d’acqua che va portato a 150 m;
• Riperimetrazione della tavola N. 5 del PRG limitatamente all’affaccio collinare costiero, secondo quanto previstodall’allegato N. 1. La stessa delimitazione dell’affaccio variportata in tutte le tavole della variante
• Ridisegno dell’ambito di tutela della chiesa del Burchio, comeespresso dalla Soprintendenza in Prot. N. 1543 del17/03/2014 e Prot. N. 1630 del 21/03/2014, con l'imposizioneche l’area interna all'ambito dovrà restare libera e dovràessere vietata ogni costruzione o installazionecomprese lepiantumazioni;
• Modifica dell'art. 25 bis delle note del PRG, dove vannoeliminate le parole “è comunque vietata la costruzione di nuovi accessori agricoli” che vanno sostituite con le parole “è comunque vietata ogni edificazione”;
• Modifica all'art. 34 delle note del PRG precisando che nellearee della variante con pendenza superiore al 30% è vietata la edificazionee va aggiunto che all’interno dell'ambito di tutela della chiesa del Burchio è vietata ogni nuova costruzione nonché le piantumazioni che possono occludere la visuale;
• Redazione dell’elaborato ricognitivo, prima del prosieguo della variante, contenente tutte le prescrizioni impartite con l’atto della provincia N. 202, comprese quelle degli SCA e delle misure di mitigazione indicate nel rapporto ambientale, nonché illustrativo delle modalità di presa d’atto delle stesse prescrizioni e mitigazioni all’interno del progetto di piano;
• Redazione di tavola contenente tutti gli ambiti di tutela e vincolistici con sovrapposizione delle aree comparto del Burchio,  per verificare si ci sono porzioni del progetto che ricadono in tali limiti.

 

Il Sottoscritto Consigliere Sauro Pigini, capogruppo del Gruppo Consiliare del Movimento 5Stelle

interroga il Sindaco per conoscere:

se sono stati recepiti tutti quanti gli adempimenti prescrittivi indicati nella succitata delibera n. 202 del 15/07/2014 della Provincia di Macerata e protocollata in data 25/07/2014 al n. 17846 del protocollo del Comune di Porto Recanati. 

 

Sauro Pigini, Capo Gruppo Movimento 5Stelle Comune di Porto Recanati.

Porto Recanati, 29 Agosto 2016

 

 

 

CHiUSURA CASERMA POLSTRADA: I COMUNICATI DEL M5S E PAC

L'emergenza terremoto ha rallentato l'attività usuale del blog. Provo a rimediare. Pubblico sotto i comunicati del Movimento 5 Stelle e di Porto Recanati a Cuore sulla possibile chiusura della locale stazione di Polizia Stradale.




 SE CHIUDETE LA POLSTRADA DOVETE APRIRE UN COMMISSARIATO DI PUBBLICA SICUREZZA

In un momento storico come quello attuale, dove c’è bisogno di sicurezza e controlli specifici da parte delle forze dell'ordine, il governo decide di tagliare alcuni presidi di polizia, tra questi il distaccamento della Polizia Stradale di Porto Recanati. Ebbene sì, sta per accadere proprio a Porto Recanati, cittadina rivierasca, meta di turismo con un numero di presenze estive molto elevato, dove negli ultimi anni si è registrata la presenza continua e ripetuta di reati comuni, furti in abitazione, rapine, borseggi, spaccio di stupefacenti, per non parlare della grossa criticità del complesso Hotel House. Un palazzone multietnico, meta regionale di consumatori di stupefacenti, presenza di laboratori clandestini di merce contraffatta,  residenza e base per immigrati clandestini e pericolosi estremisti islamici legati al terrorismo internazionale. Basta leggere la cronaca locale degli ultimi 3/4 anni a questa parte, per convincersi che non stiamo esagerando (e come potremmo dimenticare la presenza di criminali e delinquenti anche di origine italiana, a completare il quadro di illegalità del paese). 

Lo scorso 25 Luglio il sindaco ci ha informato di aver apposto la propria firma al protocollo di sicurezza dei comuni della provincia di Macerata, che si traduce in sconti per l'acquisto di sistemi di allarme da parte dei privati. Ebbene vogliamo ricordare che la sicurezza è un bene pubblico e provvedere alla sicurezza personale non basta, se la comunità non è anch'essa sicura: per questi motivi chiediamo alle istituzioni di agire urgentemente e responsabilmente.

Ora si vuol giustificare la scelta di chiusura della Polstrada, facendo passare il messaggio, che il presidio di Polizia Stradale sarebbe una "presenza superflua" a Porto Recanati, dato che a pochi chilometri è presente quello di Civitanova Marche e soprattutto perché sul territorio di Porto Recanati già esiste una Stazione Carabinieri ed una Tenenza della Guardia di Finanza. Ma negli anni abbiamo constatato che nonostante gli sforzi e i grossi risultati operativi di queste due forze di polizia, non sempre si riesce a gestire al meglio la sicurezza a Porto Recanati. 

Dunque se proprio dovremo sottostare alla decisione di accorpamento del presidio di Polizia Stradale di Porto Recanati al distaccamento di Civitanova Marche, si pensi in alternativa, seriamente,  ad istituire un vero e proprio commissariato di pubblica sicurezza a Porto Recanati.

 

Con un congruo organico di operatori di polizia, offrendo al territorio più sicurezza e vigilanza, con la presenza assidua e continuativa, anche di notte, di una squadra volante, nonché una squadra amministrativa, un ufficio denunce e soprattutto una sezione investigativa, con relativa squadra di polizia giudiziaria. Si sottolinea che un commissariato di pubblica sicurezza a Porto Recanati coprirebbe anche tutta la Riviera del Conero, fino ad abbracciare Scossicci, Marcelli, Numana e Sirolo. 

A Porto Recanati serve questo: serve la presenza di più uomini delle forze dell’ordine, non tagli alla sicurezza. La gente onesta vuole sentirsi sicura fuori e dentro casa.

Una maggiore presenza di uomini e mezzi sul territorio con l’istituzione di un commissariato di pubblica sicurezza e un maggiore coordinamento tra Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato sarebbe un grande passo in avanti per contrastare in maniera efficace e duratura l’illegalità che ormai da tempo infesta il paese.

 

Il Movimento 5Stelle di Porto Recanati

Porto Recanati 26 agosto 2016




Chiusura presidio polizia Stradale.

Abbiamo letto in questi giorni la notizia riguardante la chiusura del locale presidio di polizia stradale.

Porto Recanati a Cuore,  attenta al problema della sicurezza e coerentemente con quanto dichiarato nel suo programma elettorale, condivide totalmente le preoccupazioni del rappresentante sindacale  del sindacato autonomo di polizia Sig.Luca Bartolini. 

La chiusura del distaccamento locale significherebbe per Porto Recanati un ulteriore segnale di debolezza nei confronti di chi considera la nostra città come un fertile terreno per atti delinquenziali. Ricordiamo infatti che,  la polizia stradale oltre a svolgere il suo compito di controllo della rete viaria, sgravando peraltro i carabinieri da eventuali interventi in caso di incidenti o controlli legati alla circolazione, essendo polizia di stato,  rappresenta un chiaro segnale di presenza della forze dell'ordine su un territorio con molte criticità. 

Inutile ricordare che una città sicura oltre che favorire una maggiore presenza turistica, incentiva anche la nascita e la crescita di iniziative commerciali e non ultimo garantisce tranquillità ai propri cittadini.

Auspichiamo dunque, che il Sig. Sindaco consideri con " molta attenzione " l'allarme lanciato dal segretario regionale Luca Bartolini, promuovendo un incontro con il medesimo alla ricerca di una soluzione positiva della questione.

Porto Recanati a Cuore seguirà con molta attenzione l'evolversi della situazione, pronta ad intervenire con azioni a sostegno del mantenimento del locale presidio di Polizia Stradale.

 

Porto Recanati a Cuore

 

domenica 28 agosto 2016

CONSEGNA DEI BENI RACCOLTI AI TERREMOTATI - IL RESOCONTO FINALE.

"Ma poi questi beni, vanno a destinazione vero?  Insomma, mi garantite che andranno ai terremotati?"

E' stata quella sopra la domanda che ci siamo sentiti rivolgere più spesso nella intensa due giorni dedicata alla raccolta dei beni da destinare alle zone terremotate. Perchè si, i nostri concittadini e i nostri graditi ospiti turisti, avevano il desiderio di contribuire. Mettevano tutta la loro generosità nella volontà di aiutare chi è stato colpito da una tragedia immane. Ma, nel contempo, volevano garanzie. Volevano essere rassicurati e tranquillizzati sul fatto che in quello che stavamo facendo, si mettesse il massimo della serietà, dell'etica, della responsabilità.

Quando questa avventura è partita, è stata la prima cosa che ci siamo sentiti in dovere di dover garantire. La trasparenza del nostro agire era un requisito fondamentale. Le persone dovevano essere informate dell'esito della raccolta, ci siamo detti. Così è stato. Dall'inizio alla fine. Così abbiamo proceduto anche per mezzo dell'uso della pagina Facebook di questo blog, visto che la stampa non ci ha seguito più di tanto (oserei dire per nulla...).

Questo post, dunque, chiude il cerchio. Tramite un resoconto finale.

Come nasce tutto?  Tutto nasce da una idea di Giampiero Cappetti e Gianni Cimmino. Due ragazzi dal cuore d'oro e dalla ferrea volontà. Chi vi scrive si è aggregato successivamente.

Giampiero contatta Gianni e gli dice: 

"se organizziamo una raccolta di beni per i terremotati, tuo suocero ci presterebbe il furgoncino per andare a consegnare direttamente ai terremotati?

Gianni gli risponde: 

 "certo che si, poi se dovesse servire tu prendi il furgoncino e io il doblò"

Da qui, prende il via l'operazione "Porto Recanati solidale".

Come potete dunque capire l'intento iniziale era quello di raccogliere qualche pacco di beni, da imbarcare in due piccoli mezzi, e portare nelle zone terremotate.  Gianni e Giampiero non avevano fatto i conti con la straordinaria solidarietà dei nostri concittadini.

La prima cosa da fare era trovare un posto dove poter raccogliere i beni. Il Comune ci è venuto incontro e ci ha messo a disposizione la sala quartieri della scuola Diaz. Un locale di 30 mq  sarebbe stato più che sufficiente per raccogliere quello che era nelle nostre speranze e intenzioni.
Ma dalle 10 di quel giorno, un  continuo fiume di nostri concittadini e turisti è venuto a trovarci. Ed ognuno aveva con sè borsoni di materiale nuovo, appena acquistato, da dedicare allo scopo.
Alle 11,30 quella stanza era già piena e abbiamo pertanto dovuto impossessarci anche dei corridoi della Diaz. Il flusso non è mai diminuito. E' continuato con un ritmo tale che a metà pomeriggio avevamo materiale in quantità tale da riempire un camion di grandi dimensioni.

E noi, nel frattempo, il camion di grandi dimensioni ce lo eravamo procurato.

Alle 19 abbiamo dovuto stoppare la raccolta che era inizialmente prevista anche per il giorno dopo.
L'intero piano terra della Diaz straboccava di scatoloni confezionati da una cinquantina di volontari e divisi per genere. E quei volontari erano persone che ci avevano consegnato beni. Ed erano rimasti con noi per dare un aiuto. Abbiamo chiuso la Diaz quella sera, e straboccavamo di materiale raccolto. Vi confido che quella notte, la notte tra Giovedì e Venerdì, ho dormito pochissimo. Ero da una parte troppo stanco. Dall'altra avevo il timore che non saremmo riusciti a impacchettare e spedire tutto il materiale raccolto. Insomma, avevo paura che l'operazione non andasse compiutamente a buon fine..

Da quel momento in poi e per l'intera giornata successiva, lo sforzo è stato solo logistico. Volevamo fortemente che ogni cosa arrivasse a destinazione. Abbiamo reperito altri due camion. Grazie all'aiuto di molti. Ci siamo organizzati con i bancali, con il muletto. E con il personale che quel muletto ce lo aveva messo a disposizione.
La mattina del giorno 26/8 abbiamo confezionato i bancali. Li abbiamo caricati sui camion. Eravamo tanti a dare una mano, per fortuna. E c'erano tanti giovanissimi.  E tra le 12,30 e le 14, i tre camion sono partiti. Uno dei camion che aveva ancora spazio è passato alla sede della Croce Azzura dove i volontari di quella associazione e i fantastici ragazzi del Moto Club ci hanno aiutato a caricare ulteriore materiale.

La Polizia Municipale, allertata dal competente assessore che ci eravamo premurati di contattare, ci ha sempre aiutato.

Alle 16 i camion  erano tutti a destinazione. 
Il camion grande è stato scaricato a Castelsantangelo sul Nera dove la Protezione Civile si era già strutturata con una propria organizzazione. Gli altri due camion sono proseguiti per Ussita e Visso. Dove hanno scaricato sotto la supervisione (e l'aiuto) dei vertici delle amministrazioni comunali di quei posti.

Tutto il resto è stato documentato con una cronaca serrata del pomeriggio sulla pagina Facebook di questo blog. Sotto, allego comunque nuovamente delle foto che testimoniano il racconto di cui sopra.

Volevamo una operazione pulita, trasparente, partecipata e coinvolgente. Oltre che, naturalmente, solidale. Ci siamo riusciti. Questa narrazione dei fatti era dovuta a chi, con estrema generosità, ci ha donato materiale e beni. Ma giustamente pretendeva trasparenza. Le cronache narrano, purtroppo, di raccolte in denaro finite male (denaro che noi, sia chiaro, ci siamo rifiutati di ricevere). Con i fondi che non sono stati dirottati per l'esigenza per cui erano stati raccolti. Ecco perchè abbiamo voluto e preteso la chiarezza. I beni raccolti dovevano andare ai terremotati. E noi questo lo dovevamo garantire.

Ecco perchè questo post di fine operazione è stato scritto. L'operazione Porto Recanati solidale potrebbe comunque non essere definitivamente compiuta. Stiamo analizzando la possibilità di un ulteriore camion da spedire. Ci sono contatti con Croce Azzura e Moto Club. Vi faremo sapere.

Per i ringraziamenti ho ampiamente usato la pagina facebook di questo blog. Ribadisco che gli italiani, i marchigiani, i portorecanatesi, quando serve, hanno un cuore enorme. Ne abbiamo avuto una ampia e documentata prova. Grazie a tutti. E se i terremotati avranno nuovamente bisogno di noi, ci saremo.

E ho la certezza che saremo nuovamente in molti.