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martedì 21 febbraio 2017

RIUNIONE CAPI GRUPPO LAST TIME

Nota del Movimento Cinque Stelle

La democrazia diretta della giunta 

UBALDI/MOZZICAFREDDO: convocata la conferenza dei capigruppo per la presentazione del prossimo Consiglio Comunale, oggi per domani alle ore 13! 

Questa la democrazia del SOVIET di Porto Recanati! 

Altro che PUENTE VIEJO. Siamo a Puerto Escondido di DEMOCRAZIA!

Sauro Pigini, capogruppo del Gruppo Consiliare del Movimento 5Stelle del Comune di Porto Recanati

Porto Recanati, 21 febbraio 20

LA RISPOSTA DEL COMITATO MENSA ALL'ARTICOLO DI CRONACHE MACERATESI

Nota del Comitato Mensa:

Il Comitato Mensa, organo che per conto del Comune di Porto Recanati si occupa del controllo del mantenimento degli standard imposti nel servizio di refezione scolastica, intende fare alcune precisazioni in merito all’articolo della giornalista Emanuela Addario comparso in data 20 febbraio 2017 su Cronache Maceratesi.

Innanzitutto precisiamo che questo comitato, pur essendo citato nel testo più volte e pur essendo evidentemente parte in causa, non è mai stato contattato per richiedere le informazioni necessarie per scrivere un articolo corretto e veritiero. Qualora ci fosse stato richiesto avremmo infatti raccontato una storia ben differente a partire dal fatto che nessun genitore (tantomeno in gruppo e tantomeno negli ultimi giorni) ha lamentato, per tramite nostro, una scarsità nelle quantità di cibo servite al proprio figlio. I controlli effettuati dal Comitato Mensa coprono una vasta gamma di aspetti tra cui, ovviamente, quello del quantitativo di cibo servito. In questo caso il controllo non può che essere oggettivo in quanto si tratta di pesare (durante controlli fatti a sorpresa) quanto cibo sia stato effettivamente servito ad alunni presi a campione confrontando il risultato con quanto imposto dal Comune di Porto Recanati in fase di gara e sottoscritto poi con la ditta aggiudicataria (attualmente la CIR FOOD). Tali pesi non sono stabiliti in base alla logica economica o in base all’appetito del singolo alunno ma seguendo tabelle nutrizionali, approvate dalla comunità scientifica, fornite da esperti medici esterni e garantiscono sia un adeguato apporto calorico che, grazie ad un menu vario, un adeguato bilanciamento tra i vari valori. 

Effettivamente si è verificato un solo caso di non conformità in una verifica dell’autunno 2016 ma tutti i successivi controlli (effettuati regolarmente e sempre a sorpresa fino ai giorni scorsi) hanno confermato il rispetto dei limiti imposti. Ciò che possiamo aggiungere al dato oggettivo è che nella quasi totalità dei controlli effettuati il cibo preparato è sempre stato sufficiente ad effettuare “ripassi” laddove richiesti. 

Anche parlare di “meno pasta e più proteine” ci pare quantomeno ardito visto che né la sig.ra Addario né i genitori che presumibilmente l’hanno coinvolta possono basarsi su dati oggettivi (tutti riportati nei verbali dei controlli che però, a quanto ci risulta, non sono stati visionati) ma semplicemente su quanto riportato da bambini che hanno chiaramente dei gusti e vorrebbero, magari, più di quello e meno di quell’altro. Vista la varietà del menu, infatti, è evidente che esso non incontra i gusti di tutti ma va precisato che uno degli scopi che della mensa è proprio quello di fornire un’adeguata educazione alimentare abituando i ragazzi ad un’ampia varietà di sapori ed alimenti che spesso, purtroppo, non sono inclusi negli usi alimentari delle famiglie.

Per quanto a conoscenza del Comitato Mensa, neppure i funzionari del Comune di Porto Recanati nei giorni scorsi hanno effettuato controlli volti a verificare il rispetto dei quantitativi nei piatti degli alunni né, pertanto, sono state verificate irregolarità in merito. Sarà comunque eventualmente il Comune a chiarire questa posizione.

In merito invece all’eccessiva rumorosità dei locali che “a quanto sembra” (cit.) sarebbe presente nei locali della mensa, chiariamo che dubbi in merito sono stati espressi da questo comitato (anche in seguito ad un intervento del Consiglio di Istituto) e proprio nei giorni scorsi abbiamo richiesto ufficialmente al Comune e all’ARPAM di effettuare un controllo fonometrico con strumenti tarati e di stilare una relazione sull’eventuale rischio che dovesse risultare dai risultati ottenuti. Solo dopo tale controllo oggettivo (che auspichiamo venga effettuato in tempi brevissimi) sarà possibile valutare se ci sono rischi e quali siano le opportunità di intervento. Ad oggi però, lo chiariamo, non esiste alcuna emergenza rumore conclamata ma è piuttosto stata richiesta la verifica dei suoi livelli al fine eventualmente di innalzare, se possibile, la qualità del servizio offerto ad alunni ed insegnanti che usufruiscono del servizio mensa.

Essendo già accaduto in passato che si tentasse di “fare notizia” sul servizio di refezione scolastica, invitiamo tutti i giornalisti che in futuro fossero interessati a scriverne ancora di contattare prima, per completezza di informazione, tutti gli organismi coinvolti al fine di raccogliere il maggior numero possibile di dati. Riteniamo infatti che notizie del genere su un argomento così delicato, specie se imprecise o se esposte ricorrendo ai “sembra” e ai “sarebbe”, servano solo ad allarmare inutilmente le famiglie che ogni giorno affidano i propri figli alla Mensa a fronte per di più di un esborso economico. Fatti così graviqualora capitino realmente,dovrebbero invece essere esposti facendo riferimento a situazioni concrete per poter fare chiarezza sull’accaduto e permettere sia ai lettori di farsi un’opinione che agli organi preposti di rispondere, indagare ed eventualmente correggere. Il risultato, invece, di un articolo del genere temiamo che sarà la comparsa di un atteggiamento polemico e allarmistico (oggi immotivato) da parte di molti genitori in quanto essendo esso molto generico non si può che dare risposte altrettanto generiche, non essendo possibileconfutare in senso stretto alcuna delle vaghe problematiche esposte. Riteniamo infatti che fare “informazione” significhi raccontare ed indagare su fatti specifici (anche laddove scomodi) e non piuttosto lanciare tramite un mezzo così facile come la rete notizie generiche ma di sicuro appeal che, specie quando trattano argomenti così delicati, di sicuro aumenteranno il numero della pagina e dei suoi contenuti pubblicitari.

Per quanto in potere del Comitato Mensa, confermiamo che continueremo con lo stesso impegno e la disponibilità di sempre il nostro operato nella speranza che, almeno, questa situazione serva a portare a conoscenza di famiglie (e giornalisti) l’esistenza di un organismo posto a tutela degli studenti e sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento, informazione, problematica.

Il Comitato Mensa del Comune di Porto Recanati

 

 

domenica 19 febbraio 2017

L'IDEA DI PAESE

Quando lo scorso martedï i membri e i consiglieri delle opposizioni  si sono riuniti per dibattere della questione Burchio sondando altresí il terreno sulla eventuale possibilità di perseguire una strategia politica comune, a mio modo di vedere,  avrebbero dovuto semplicemente guardarsi negli occhi e porsi reciprocamente una domanda. Questa:

"che idea di paese abbiamo?"

E constatare conseguentemente se nelle risposte fornite a questa basilare domanda si potesse ricavare una unità di intenti propedeutica ad un agire in modo coordinato.
Avrebbero in questo modo impiegato non più di 5 minuti nel prendere atto che quella visione comune non era presente. Si sarebbero alzati, salutati cordialmente e avrebbero evitato comunicati abbastanza inutili.

Perchè, parliamoci chiaro, il nocciolo politico nella visione urbanistica del progetto non è caratterizzato dall'esame delle carte, dei progetti o della quantità di metratura cubica che si intende costruire. 
No, la materia dirimente in questo caso è un'altra e risponde ad una constatazione abbastanza semplice. Ovvero a due sostanziali antitetiche possibilità:

- La prima, che poi è quella della amministrazione che porterà in Consiglio Comunale la variante, che crede in quell'opera e la considera propedeutica ad uno sviluppo turistico e occupazionale della nostra cittadina.

- La seconda, che poi è quella di UPP, forse del Movimento Cinque Stelle e sicuramente della parte di Città Mia non strettamente riferibile al PD, che sostiene che la nostra cittadina non può permettersi un'altra speculazione edilizia,  anche  in considerazione di una pesante sentenza del Consiglio di Stato che alcune cose le ha enunciate. Nonchè tenendo anche conto del particolare momento socio/economico che la nazione Italia, le Marche e Porto Recanati hanno conosciuto con  il fallimento del principale istituto bancario locale dovuto a fidi non onorati da parte di importanti imprenditori edili locali e con una serie di incompiute che sono in bella vista nella nostra cittadina e nei suoi paesi limitrofi.

Prendere una posizione su una delle due tesi sopra enunciate è indispensabile per chi siede nei banchi dell'opposizione. E non esiste una soluzione intermedia questa volta. Non esiste un iter avviato con i rischi connessi nel dire no (ve lo ricordate il PD?), non esiste la via di mezzo.

Bisogna schierarsi, insomma. Di qua o di là. Ed agire in conseguenza. 

L'attuale opposizione, diciamocelo chiaro e tondo, non è in grado di schierarsi decisamente e convintamente verso una di queste due dicotomiche teorie di "che idea di paese abbiamo?"

Prendiamone atto prima possibile dunque evitando comunicati congiunti che, piaccia o no, non dicono nulla e costituiscono un inutile e improduttivo prendere tempo.

E  (lo ribadisco a chi non ha capito i concetti basilari espressi in questo post) altro non sono che brodini riscaldati di chi, in modo unitario, non può e mai potrà esporre un parere comune. 



venerdì 17 febbraio 2017

I BRODINI RISCALDATI DELLE OPPOSIZIONI CONGIUNTE

La notizia che le opposizioni si sarebbero dovute riunire in forma congiunta per parlare della seconda "vicenda Burchio" era trapelata in città da diversi giorni. Prendiamo atto dal comunicato emesso che questo incontro c'è stato. Gli elefanti si sono riuniti per partorire successivamente un topolino di comunicato che, si presume, abbia fatto perdere il sonno alla Amministrazione Mozzicafreddo. .

Perchè parliamoci chiaro, il comunicato ci va giü veramente duro.... Si narra infatti che preso atto  della frase in esso contenuta  che recita:

"Ci si aspetta che l'Amministrazione Comunale provveda immediatamente a fornire quanto depositato dai proponenti (della variante)" 

Che prosegue con:

"Appena esaminata la documentazione, ci si esprimerà anche sul merito della nuova richiesta di variante"

... bè che dire. Se non che alla lettura di una sbobba simile i polsi della Ubaldi e di Mozzicafreddo  sono tremati e la  maggioranza è caduta nel totale panico!! L'anestetico    profuso a dosi massicce dalle  opposizioni riunite in forma congiunta infatti,  ha provocato un effetto letargico tale su sindaco e assessori che il Comune nelle prossime settimane verrà presumibilmente commissariato in attesa del risveglio primaverile di sindaco e assessori. I quali, da ieri sera, scossi dalla virulenza di un comunicato simile, hanno deciso di rivolgersi in massa alle cure di un pool di psichiatri al fine di evitare i probabili disturbi narcolettici che deriveranno dalla lettura dello stesso. .

Mai mi era capitato in vita mia di leggere 10 righe di roba più insulsa e inutile. Ho provato a stampare questo comunicato che immagino sia stato condiviso da ogni singolo gruppo firmatario  ma la mia stampante ha prodotto un foglio bianco rifiutandosi di sprecare inchiostro. Perchè ho una stampante intelligente, sia chiaro. Ed ha attiva l'opzione "non stampare cose inutili". Facendomi risparmiare prezioso toner.

Bene, dopo questa "scossa" sulla politica locale al cui cospetto gli eventi sismici che hanno martoriato la nostra regione sono zucchero filato, da oggi lo scenario politico cittadino varierà in modo importante. 

Perchè le opposizioni, sul Burchio, hanno fatto richiesta di accesso agli atti. E si esprimeranno conseguentemente. Ergo: sono cazzi.

Sono cose che ti cambiano l'esistenza. A tal punto che sto pensando di chiudere il blog e aprirne un altro che parli  di cucina.  Lo chiamerò "Le ricette della Ubi" 

Voi non lo sapete  ma si narra che il nostro vice sindaco sia molto brava tra i fornelli. Siamo in trattativa. Lei mi fornirà due ricette al giorno che io trasformerò in altrettanti post.

Tutta roba piccante che tiene svegli. Alcune ricette saranno su mia richiesta afrodisiache. Perchè dopo il comunicato delle opposizioni i sessuologi temono un effetto propedeutico alla "pace dei sensi". Insomma Porto Recanati rischia di divenire "Città desessualizzata" - Bisogna fare qualcosa per stimolare le nascite e per evitare che la Lorenzin ci mandi gli ispettori.

L'arte culinaria del resto può  notoriamente  scatenare effetti afrodisiaci. E dopo certe letture di comunicati abbiamo disperato bisogno di rimettere in moto sopiti sensi.

State sintonizzati. 






giovedì 16 febbraio 2017

BURCHIO: IL COMUNICATO CONGIUNTO DELLE OPPOSIZIONI

COMUNICATO CONGIUNTO SULLA NUOVA VARIANTE DEL BURCHIO


Lo scorso martedì, le delegazioni delle forze di opposizione ( Città Mia, Movimento 5 stelle, Porto Recanati a cuore, Uniti per Porto Recanati) si sono incontrate per discutere insieme sulla questione "Burchio", tornata prepotentemente di attualità dopo quanto emerso dalle testate giornalistiche locali. 

Si dovrà tornare ad affrontare, una questione che sembrava ormai chiusa per sempre dalla sentenza emessa dal Consiglio di Stato nell'Aprile 2016.

I Gruppi hanno prontamente richiesto copia della documentazione relativa alla delibera di giunta del 2 febbraio 2017, che ha come oggetto "l'adozione di una variante urbanistica relativa ad alcune aree di proprietà ubicate in zona Montatrice presentata da diversi soggetti, soggetti al momento non meglio identificati.

Ci si aspetta che l'Amministrazione Comunale - secondo quelle regole di correttezza e trasparenza che il Sindaco nei vari Consigli si è sempre vantato di rispettare - provveda "immediatamente" a fornire quanto depositato dai proponenti.  

Appena esaminata la documentazione, ci si esprimerà anche sul merito della  nuova richiesta di variante.


CITTA’ MIA
MOVIMENTO 5 STELLE
PORTO RECANATI A CUORE
UNITI PER PORTO RECANATI


martedì 14 febbraio 2017

IL REFERENDUM (PER IL BURCHIO) E' UNA PROPOSTA BISLACCA?

Ieri Città Mia con una corposa nota ha manifestato i suoi numerosi dubbi sulla vicenda Burchio 2 concludendo il suo comunicato con una richiesta di referendum consultivo per determinare se la città sia a favore o contraria al Burchio.

Qualcuno magari può trovare questa richiesta un po' bislacca e incomprensibile, ricordandoci che chi vince le elezioni e ottenendo la maggioranza relativa ha tutto il diritto di compiere le scelte che ritiene più opportune per raggiungere quello che, dal proprio punto di vista, rappresenta il bene della città.

E' ovvio che per ogni scelta dunque non si possa e non si debba ricorrere a consultazioni popolari.

Ma la domanda da porsi è: "Il Burchio, ovvero la più grande variante urbanistica nella storia della nostra città, può ritenersi una scelta ordinaria?"

A mio modo di vedere no. Essenzialmente per due motivi.

Il primo l'ho già specificato in un post precedente. E consta nel fatto che, piaccia o no, dalle parti della lista di Insieme Alla Gente, nessuno in campagna elettorale aveva preannunciato che in caso di vittoria delle elezioni la prima misura corposa e importante che si sarebbe adottata avrebbe appunto riguardato la reiterazione della Variante del Burchio.

Il secondo è insito nella sentenza del Consiglio di Stato. E se qualcuno se la fosse dimenticata, ricordo che nella parte saliente recitava:

Punto  5.3 della sentenza:

In definitiva il Comune, nell'approvare la variante poi annullata in autotutela, ha considerato una serie di importanti vantaggi che sarebbero potuti derivare dall'operazione (dal potenziamento dell'offerta turistica alla positiva ricaduta occupazionale all'avvio di interventi di urbanizzazione primaria), ma ha del tutto omesso di considerare il gravissimo, negativo impatto che l'opera avrebbe avuto sul delicato equilibrio del proprio territorio.

Così facendo il Comune ha esercitato male la propria pur ampia discrezionalità in materia urbanistica e ha adottato una delibera illegittima, esposta come tale al rischio di annullamento in autotutela che, al variare della situazione politica, si è appunto verificato.


Insomma, se viviamo in uno stato di diritto come io non smetterò mai di credere, le sentenze si rispettano. E delle sentenze bisogna tenere conto nei comportamenti futuri. Se un organo supremo scrive in una sentenza definitiva che la variante avrebbe avuto un "negativo impatto sul delicato equilibrio del proprio territorio", non sarebbe male se prima di riproporla chi ha l'onere e l'onore di amministrare la città si  faccia un bagno di costruttiva umilità chiedendo una consultazione popolare.

Magari l'80% dei portorecanatesi vogliono questa reiterazione di variante. Ma magari no.

Per saperlo,  bisogna chiederlo. E ad organizzare un referendum consultivo non ci vuole tantissimo.








lunedì 13 febbraio 2017

QUESTIONE BURCHIO 2 - LA NOTA DI CITTÀ MIA (CON PROPOSTA DI REFERENDUM)

Nota di Città Mia:

Abbiamo recentemente appreso dai giornali locali l'intenzione della società proponente di ripresentare il progetto del resort del Burchio assieme alla proposta alla giunta di affidamento al dirigente dell'ufficio tecnico dello studio di una variante su quei terreni. Oltre ciò non si hanno attualmente altri elementi in merito.
Ovviamente prima di esprimere un giudizio definitivo è doveroso studiare il nuovo progetto e soprattutto analizzare le differenze con il precedente.
Ricordiamo che la provincia in primo luogo aveva imposto delle prescrizioni molto importanti al progetto, in secondo luogo vi è stata la sentenza del Consiglio che, citiamo testualmente, riferendosi all'amministrazione Ubaldi: "ha del tutto omesso di considerare il gravissimo, negativo impatto che l’opera avrebbe avuto sul delicato equilibrio del proprio territorio". Non si può, infine, dimenticare il riassetto della mappatura del rischio idrogeologico fatta recentemente dalla Regione Marche che riguarda anche quel terreno. 
Tale atto annullato dal CdS ha esposto il comune ad un serio rischio di pesanti risarcimenti, rimane scontato da quanto appena detto, che un progetto  come quello originario o semplicemente con qualche ritocco non possa essere accettabile.
Ricordiamo inoltre le notizie in base alle quali la società avesse intenzione di procedere nella revocazione della sentenza al Cds e le dichiarazioni riguardanti il voler ricorrere al giudice dell'ottemperanza per la quantificazione dell'indennizzo sul marciapiede perché quello proposto dal commissario Passerotti non si riteneva congruo. L'iter precedente non si può dunque ritenersi concluso e per questo risulta a nostro avviso decisamente inopportuno approvare varianti in quella specifica area.
Auspichiamo vivamente che la documentazione del progetto sia messa a disposizione delle opposizioni ed anche della cittadinanza con congruo anticipo in modo da poter effettuare le dovute valutazioni e non come accadde a dicembre 2013 dove fu consegnato solo pochi giorni di anticipo ed a ridosso delle festività natalizie.
Infine ci sembra profondamente inopportuno che una maggioranza votata da poco più del 10% degli aventi dritto porti all'approvazione in solitaria autonomia una variante ed un progetto che ha comportato una profonda spaccatura nella cittadinanza e nella politica locale e che è stato già pesantemente bocciato dall'organo supremo di giustizia amministrativa.
Per questo presentiamo una mozione per impegnare il comune ad indire un referendum consultivo su questo argomento.




CON QUALI SOLDI?

In questi giorni nei giornali locali lo sport preferito è quello di illustrare imponenti progetti che riguardano parti importanti della nostra cittadina.

Nessuno peró ci sta spiegando con quali soldi queste opere di una certa importanza si dovrebbero realizzare.
E in considerazione del fatto che proprio la settimana scorsa abbiamo scoperto che a far fallire Banca Marche sono stati i crediti mai riscossi di imprenditori edili che lavoravano sul nostro territorio, non sarebbe male se da ora in poi, per ogni progetto presentato da uno studio di architettura e pubblicizzato sulle pagine dei giornali locali, si provasse altresì a puntualizzare le modalità economiche con le quali il disegno possa trasformarsi in opera pubblica.

Perchè o si parla di cose fattibili e si narra come possano diventare tali, oppure si parla del solito libro dei sogni destinato alla solita triste fine.

 

 


sabato 11 febbraio 2017

IL DASPO URBANO (A CURA DEI SINDACI)

Fonte: corriere.it

Più poteri ai sindaci per la sicurezza delle città. Il consiglio dei ministri di ieri, su proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, ha approvato un decreto che realizza un patto tra prefetto e sindaci per dare loro più strumenti, come i poteri di ordinanza

In particolare è previsto che chi deturpa zone di pregio delle città non potrà più frequentarle per un periodo di 12 mesi. Un provvedimento simile al «Daspo» in vigore oggi negli stadi. Ma prima di arrivare a questo vengono introdotte sanzioni amministrative da 300 a 900 euro con l’allontanamento fino a 48 ore per chi lede il decoro urbano o la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture, luoghi di pregio artistico, storico e turistico, anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione «in modo ostentato», facendo commercio abusivo o accattonaggio molesto.

Il Daspo urbano interviene quando tali lesioni siano ripetute. Il periodo di allontanamento è di 12 mesi mentre diventa più lungo, da uno a 5 anni, per chi spaccia droga nelle discoteche e locali di intrattenimento. Al giudice invece la possibilità di disporre il ripristino o la ripulitura dei luoghi pubblici (o il risarcimento), per chi deturpa o imbratta beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati. «Non diventiamo come il sindaco di New York ma almeno abbiamo una norma che ci dà poteri concreti» commenta con soddisfazione il sindaco di Bari Antonio Decaro, presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni.

PRIORITÀ

C'e chi critica l'Amministrazione Comunale di fare prioritariamente cose che non erano scritte a chiare lettere sul programma elettorale.

E c'è chi critica l'Amministrazione Comunale di non fare prioritariamente cose che erano scritte a chiare lettere sul programma elettorale.