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martedì 25 agosto 2015

LA PAROLA A CARLO REBOLI (SU PALIO E BURCHIO)

Carlo Reboli ha rilasciato una interessante intervista a Radio Erre. La trovate qui. Ha parlato di un palio che in qualche modo non coinvolge più la cittadinanza come una volta. Ha precisato che il suo quartiere ha fatto veramente di tutto per mettere in piedi una squadra senza riuscirci. Ha parlato di una perdita generalizzata di appeal dell'evento. (Chi scrive, stranamente concorda con Reboli....) Ha preso inizialmente ad esempio, come paragone, l'attaccamento dei senesi al Palio di Siena ("bisogna creare i presupposti perché questa roba sia sentita. Siena é Siena perché ci si scanna"), ha detto, per poi specificare, a fine intervista che il paragone con il Palio di Siena, quando lo fa un blog (uno a caso.... ) é ridicolo. (Presupponiamo dunque che la prima citazione di Siena fosse una farneticazione Reboliana..)

Tubaldi gli ha messo in bocca frasi scritte da me in questo blog. Reboli ha risposto che spesso si vede attribuite, come virgolettato, parole che non ha mai detto. Ha detto: "questo fanno i blog" Io specifico a Reboli e a Tubaldi che quelle frasi sono miei opinabili pensieri. E io non le ho mai attribuite a Reboli. E mai virgolettate. Anche perché non ho mai attribuito a nessuno frasi che non abbia realmente pronunciato. Per cui questo, i blog, (cioé L'ARGANO, visto che non ci sono altri blog a Porto Recanati) NON LO FANNO.

Poi ha parlato di Burchio. Ripercorrendo l'iter della variante e le vicissitudini giudiziarie in corso tra Tar e Consiglio di Stato sulla materia. Ha ribadito la sua contrarietà al progetto ricordando le varie attività svolte contro lo stesso. Ha usato il termine "scempio" nel definire il progetto Burchio. Perché il verde, in quei posti pieni e stracolmi di cemento, é da proteggere a tutti i costi. Ha auspicato, nella peggiore delle ipotesi, che la tempistica delle decisioni del Consiglio di Stato vada oltre le prossime elezioni comunali. In modo tale che le elezioni si possano trasformare in un referendum pro o contro Burchio. Con il voto a decidere. Ha ribadito come quel posto dove dovrebbe sorgere il resort é una schifezza. Con una visuale costituita dal depuratore. Ha puntualizzato come secondo lui l'operazione Burchio altro non é che una speculazione edilizia per far si che si costruiscano delle villette che rimarranno in gran parte disabitate. O per essere rivendute.

Questo e molto altro ancora in una intervista che consiglio di ascoltare.

 

 

 

 

 

 

domenica 23 agosto 2015

P.A.C. - POSSIBILI ALLEANZE (DI) CENTRODESTRA

A parere opinabilissimo di chi vi scrive, gli amici di Porto Recanati a Cuore, con il comunicato stampa di ieri, (che poi può essere inquadrato come un vero e proprio manifesto elettorale), hanno semplicemente voluto rompere il ghiaccio. Sondando la sponda dei moderati destrorsi della nostra cittadina. Il loro scritto, forse, é così riassumibile: "ci sono anime e/o movimenti o pseudo partiti che hanno la volontà di prendersi la responsabilità di governare Porto Recanati, tenendo ben presente quali sono le priorità da affrontare che vi abbiamo riassunto nello scritto? "

I ragazzi di PAC, nell'annunciare una loro lista per le prossime amministrative, non possono infatti non tenere conto di un fattore determinante: da soli, sono condannati all'opposizione. Solo stringendo alleanze possibili e fondate su alcuni principi aprioristicamente messi nero su bianco e pattuiti, si potrà ambire alla conquista di Palazzo Volpini.

Porto Recanati a Cuore, dunque, spariglia le carte, scalda i motori e, sulla base di un piano progettuale, vuole vedere se qualcuno prova a rispondere "presente".

Magari prenderò una cantonata in sede di previsione: ma a mio modo di vedere non riceveranno dei grandissimi consensi e/o adesioni. La Porto Recanati politica, infatti, é caratterizzata sia a destra che a sinistra da divisioni ataviche, che spesso si fondano su antipatie reciproche. E in questo contesto non é facile trovarsi intorno ad un tavolo già a fine Agosto, dibattendo in modo univoco di programmi e potere da gestire. A mio modo di vedere al di là di una serie infinita di incontri, spesso inconcludenti, solo quando le elezioni saranno veramente imminenti, le possibili liste e alleanze saranno messe in cantiere. E spesso si aspetterà prima, come in una partita a scacchi, la mossa dell'avversario politico più temibile. Perché le decisioni che questo prenderà, condizioneranno tutte le alleanze possibili. Così é stato nelle elezioni del 25 Maggio 2014, allorché Noi Per Porto Recanati da una parte e Rosalba Ubaldi dall'altra, solo ad un paio di mesi dalla consultazione, hanno avuto chiaro il quadro degli alleati con cui presentarsi al cospetto degli elettori.

P.A.C. pertanto, in questo momento, interpreta un altro acronimo: Possibili Alleanze di Centrodestra.

Bisognerà vedere come, la stessa Porto Recanati a Cuore, che dubitiamo fortemente sarà disponibile a correre da sola, sia considerata e valutata come ipotetico alleato da quelle forze che a Porto Recanati potrebbero schierarsi sotto le bandiere, tutte riconducibili ad aree di destra, come quelle di Fratelli d'Italia, Lega Tosiana o Salviniana, Sirocchi's fans, e altri che magari sono già al lavoro e verranno allo scoperto prossimamente. Il puzzle, insomma, anche a destra, é assolutamente difficile da comporre.

E questo i ragazzi di PAC lo sanno benissimo.

 

 

 

 

 

 

PORTO RECANATI A CUORE FARÀ UNA PROPRIA LISTA

Riceviamo e pubblichiamo da Porto Recanati a Cuore. Che gioca d'anticipo, si tuffa in campagna elettorale e rompe decisamente il ghiaccio.....
 

 

COMUNICATO STAMPA

LISTA CIVICA "PORTO RECANATI A CUORE"

In quest'ultimo anno di vita politica e amministrativa del paese abbiamo assistito ad eventi, spesso connotati da confronti aspri e certo poco edificanti, che nulla hanno avuto a che fare con il buon governo della Città.

Questo è evidente a tutti, così com'è evidente il fatto che la paralisi amministrativa in cui il paese è caduto, grazie soprattutto alle vicende intestine della precedente maggioranza, non dovrà in alcun modo ripetersi per non arrecare ulteriori danni alla cittadinanza.

Porto Recanati è un paese che vive in larga parte di turismo e la sua prosperità nel tempo passa necessariamente dal perseguire obiettivi fondamentali e di pari importanza, quali:

LA CURA E LA MANUTENZIONE DEL DECORO URBANO E DEL VERDE PUBBLICO;

LA MANUTENZIONE ED IL MIGLIORAMENTO DELLA VIABILITÀ;

L'IMPLEMENTAZIONE DEI SERVIZI;

LA SALVAGUARDIA DELLA SICUREZZA;

LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA' TURISTICHE E COMMERCIALI;

LA TUTELA DELLA COSTA E DELLA SALUBRITA' DELLE ACQUE.

Tali aspetti, che così elencati possono sembrare pochi e riduttivi, si traducono in una serie di molteplici azioni ed interventi che andranno a richiedere massimo e costante impegno da parte di un'amministrazione locale, la quale dovrà dimostrarsi capace di dialogare con gli altri Comuni limitrofi e con gli Enti sovraordinati per poter ottenere i risultati sperati.

Il raggiungimento di tali obiettivi, difatti, rappresenta il miglior biglietto da visita di una cittadina turistica che voglia definirsi tale.

Emerge, quindi, in maniera prepotente la necessità (non più oltremodo procrastinabile) di risolvere definitivamente problematiche legate al sistema di scarico delle acque a mare, si pensi in primis alla questione fiumarella o alla bonifica delle aree inquinate (zona capannone Nervi), al fine di rendere le nostre acque finalmente sicure.

La manutenzione delle strade (sia centrali che periferiche), la sistemazione delle aree destinate a parcheggi, l'implementazione di servizi pubblici quali il trasporto urbano, i servizi igienici, i servizi di assistenza scolastica, così come (seppur possano sembrare questioni di minore importanza) la realizzazione di nuove aree cani unitamente alla sistemazione di quella esistente (preso atto del costante aumento della presenza di detta specie animale) e l'acquisizione della struttura dei campi da tennis (area bocciodromo), devono rappresentare traguardi da conseguire nel brevissimo periodo.

Per quanto concerne il capitolo "sicurezza", invece, si ritiene che non si possa prescindere dall'adozione di misure d'intervento, da concertare con la Prefettura, mirate al contrasto alla criminalità presente presso strutture condominiali, quali l'Hotel House o il River Village, che necessitano con assoluta urgenza di essere ricondotte nell'alveo della legalità.

Simili situazioni costituiscono infatti emergenze sociali, con ricadute negative sia sulle persone che ivi abitano nel rispetto delle regole del viver civile sia sull'intera cittadinanza di Porto Recanati, che incidono e determinano il proliferare della microcriminalità in Paese.

Porto Recanati a Cuore inoltre, QUALORA SARA' POSSIBILE REPERIRE RISORSE FINANZIARIE DA DESTINARE A TALE SCOPI O SVILUPPARE SINERGIE CON SOGGETTI PRIVATI, ritiene di dover dedicare impegno ed attenzione anche alla realizzazione delle grandi opere, le quali andranno a costituire una sicura occasione di crescita per la Città.

Si pensi, ad esempio, alla riqualificazione della Scuola Diaz, del Kursaal, della zona "Pineta Volpini" e del laghetto ivi presente (nel quale potrebbe realizzarsi un approdo/porticciolo dando, così, seguito ad un progetto già esistente), la realizzazione della darsena a nord, il miglioramento del collegamento periferia-centro mediante la realizzazione del sovrappasso pedonale e park multi piano nell'ex Campo Nazario Sauro, così come la realizzazione di un presidio medico unitamente alla nuova sede della Croce Azzurra .

La realizzazione di spazi musico-culturali (che potrebbero trovare collocazione nell'ambito della eventuale ristrutturazione del complesso Diaz) e la realizzazione di un importante "polo sportivo" nella zona industriale, laddove ora sono presenti solo due campi da calcio.

Una maggiore attenzione alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico.

Da non trascurare, poi, un necessario intervento finalizzato alla cura e sviluppo -nel pieno rispetto delle normative ambientali- del polo industriale sito in S.Maria in Potenza.

Simili progetti, la cui realizzazione richiederà, in qualsiasi caso, un arco temporale di medio-lungo periodo, potranno e dovranno essere coltivati per assicurare alla Città una posizione di preminenza tra le località della riviera adriatica.

La realizzazione di detti progetti sarà possibile, come sopra specificato, solo con la preventiva disponibilità di risorse finanziarie da parte dell'amministrazione o con l'intervento e la partecipazione di soggetti privati, pertanto, non intendiamo fare inutili promesse -per mera e semplice finalità elettorale- che poi non potranno essere mantenute.

Il rapporto con i cittadini dovrà essere chiaro e schietto sin dall'inizio, caratterizzato da ascolto e dialogo costante tra le parti, in modo tale da poter trarre, altresì, importanti suggerimenti dalla stessa cittadinanza per la risoluzione delle varie problematiche locali.

La difesa della costa, infine, che rappresenta una preoccupazione primaria di questa lista (così come, ci si augura, lo sarà di ogni altra lista e/o coalizione) poiché, quantunque la materia sia di competenza esclusiva della Regione, essa costituisce l'imprescindibile priorità per la effettiva sopravvivenza dei servizi turistici di Porto Recanati.

Da qui il massimo impegno di Porto Recanati a Cuore nel perseguire tale obiettivo, che si attesta tra le urgenze della nostra cittadina affinché, in un'ottica di costante e proficua collaborazione con gli Organi Regionali preposti, non si disperdano le risorse a ciò già destinate per il nostro paese.

Questi rappresentano i veri traguardi da raggiungere al fine di riconsegnare a Porto Recanati quella posizione di primissimo piano tra le realtà turistiche della nostra Regione.

Il gruppo PORTO RECANATI A CUORE comunica, dunque, la propria intenzione di partecipare alla prossima competizione elettorale costituendo una lista civica (forse l'unica vera lista civica), che porterà il nome ed il simbolo del gruppo, aperta a coloro che ne condividano gli ideali e gli obiettivi per la Città dovendo tuttavia escludere (per ovvi motivi che, comunque, nulla hanno a che vedere con la sfera personale dei singoli individui) i soggetti ed i gruppi e/o movimenti che hanno composto la precedente maggioranza con la quale, nell'ultima tornata elettorale, non sono stati trovati elementi di condivisione.

A breve verrà inoltre completato il nuovo sito internet www.portorecanatiacuore.it, dove chiunque potrà consultare le news e gli eventi riguardanti la nostra città, conoscere i componenti e le finalità del gruppo, postare suggerimenti e idee o inviare, tramite e-mail, osservazioni o segnalazioni d'interesse civico.

PORTO RECANATI A CUORE

 


sabato 22 agosto 2015

MONTARICE NON CORRE IL PALIO (E SPIEGA PERCHÉ)

In una nota inviata al Cittadino di Recanati (come penso abbiate compreso da tempo, non ci sono relazioni diplomatiche aperte tra questo blog e il Presidente Reboli), il Comitato del quartiere Montarice spiega perché non correrà questa sera il palio. Le motivazioni si possono essenzialmente riassumere in:

 

A) ci mancano gli sciabbegotti

B) ci mancano perché in questo periodo di agosto sono impegnati in preparazioni atletiche per le rispettive discipline sportive che praticano

C) abbiamo fatto presente, senza essere mai ascoltati, che il periodo in cui si disputa il Palio (per le motivazioni di cui al punto B) non é il più idoneo e che la manifestazione andrebbe anticipata ai primi di agosto. Ma non ci ha ascoltato mai nessuno.

D) il Commissario ci ha invitato a trovare altri atleti per partecipare comunque alla manifestazione, ma noi non siamo riusciti a trovare nessuno

E) é inutile prendersela solo con il nostro quartiere quando altri, in passato, non hanno partecipato alla manifestazione senza che si propagassero le stesse polemiche. Non ci sono altre motivazioni, se non quelle indicate ai punti A) e B) che hanno portato alla nostra defezione.

 

 

Le spiegazioni fornite potrebbero risultare più che idonee a motivare la mancata partecipazione del quartiere. A me però sorgono alcuni dubbi e/o quesiti. Che provo ad estendere ai lettori del blog:

 

A) Il palio si corre da sempre in questo periodo di Agosto (tra il 22 e il 28/8). Come mai negli anni passati Montarice riusciva sempre ad organizzare una squadra più che competitiva, nonostante le concomitanti preparazioni atletiche dei suoi atleti per le discipline praticate, e quest'anno non ci riesce? Perché questa tempistica? Si potrebbe interpretarla nel senso che Montarice voglia mandare un segnale inequivocabile agli organizzatori e all'Ente Palio dai contenuti espliciti? Ovvero: o spostate il palio ad altra data o a noi non ci vedrete mai più?

 

B) Montarice dice, giustamente, che altri in passato non hanno partecipato. Senza che si scatenassero polemiche. Ma non é forse vero che un palio senza Montarice perde di significato? Non é forse vero che proprio Montarice, in passato, é risultato uno dei quartieri più battagliero nel preparare e interpretare l'evento uscendone spesso vincitore? Un palio senza Montarice, non é paragonabile ad un campionato senza Juve o Roma (o Milan o Inter)?

 

C) la ipotetica motivazione del punto B) non rafforza ancora di più la motivazione del punto A)? Ovvero, a Montarice da domani, non diranno mica ai vincitori... : "ti piace vincere facile eh..!!!"

 

In tutti i casi c'é un concetto che risulta piuttosto evidente. Piaccia o no, non c'é assolutamente feeling tra quartieri (soprattutto Montarice) e Ente Palio. Non sappiamo se questo dipenda dai personaggi che ricoprono ruoli di comando nell'uno o nell'altro versante. Ma che il giocattolo si é rotto lo capirebbe pure un bambino. E qualcuno, da una parte o dall'altra, ne dovrebbe prendere atto facendo spazio a figure più conciliative.

 

Oppure chiudiamo i battenti. E inventiamoci qualcosa d'altro per concentrare l'attenzione su Porto Recanati in questo periodo. Alla prossima amministrazione democraticamente eletta, spetterà anche questa ardua decisione.

 

 

venerdì 21 agosto 2015

IL COMITATO PORTO RECANATI NORD INCONTRA IL COMMISSARIO

Decisamente positivo il primo incontro del Comitato Porto Recanati Nord con il Commissario prefettizio comunale.

L’appuntamento, chiesto ieri mattina, era stato immediatamente fissato per il giorno dopo dal Commissario, che ha accolto cordialmente il Consiglio Direttivo nel proprio ufficio, alla presenza del Segretario comunale, del Responsabile dell’Ufficio Tecnico e del Comandante dei Vigili urbani. 

L’elenco delle richieste parte ovviamente dalla difesa della costa: tema vitale per questo Comune, che in alcune zone viene periodicamente flagellato dalla furia del mare, a causa della quasi totale assenza di idonee scogliere di sbarramento. Su questo vasto ed importantissimo tema il Commissario fornirà dettagliate risposte ed informazioni in settembre, dopo i suoi contatti diretti con la Regione.

Sono state messe in  rilievo altre problematiche di vecchia data legate all’inquinamento: l’eternit dell’ex Montecatini (pericolosissimo per la salute), la “fiumarella” all’inizio del centro e la fogna a nord (che si trova tra Acropoli e il Brigantino), che scaricano direttamente sull’arenile, le condizioni inaccettabili del Potenza e del Musone (aggravate dalla presenza di un numero sempre maggiore di nutrie, fino ad ora incontrastate nella loro proliferazione).

Infine è stata posta l’attenzione su questioni che potrebbero essere risolte in tempi brevi: l’insufficiente illuminazione sulla ciclabile nord-centro, il degrado del quartiere di Scossicci (ad esempio la scarsa pulizia, la viabilità da rivedere, la necessità di provvedere a periodici tagli dell’erba, la ri-sistemazione di vari marciapiedi e della ciclabile), il problema della sicurezza sulla strada provinciale, la ciclabile incompiuta verso nord.

Il Commissario ha ascoltato con estrema attenzione, riconoscendoche, se questi problemi vengono segnalati non solo da singoli cittadini ma addirittura da un comitato ad hoc, significa che “qualcosa non funziona o non ha funzionato a livello comunale”. Detto questo, ha assicurato la propria disponibilità a passare ai fatti, a partire dalle cose immediatamente realizzabili.

Già da domani i primi provvedimenti.

E’ stato poi fissato il prossimo incontro, nel corso del quale sarà data ampia informazione sui fatti e sulla tempistica dei progetti.


(nella foto il Commissario dott. Mauro Passerotti con tre membri del CD del Comitato: la dottoressa Marina Conversini, l’avvocato Oriana Raffaela Battesini e il vice-presidente Andrea Marcelli).



mercoledì 19 agosto 2015

COMITATO PORTO RECANATI NORD

Riceviamo e pubblichiamo dal neo costituito Comitato Porto Recanati Nord:

 

19 agosto 2015

Più di ottanta persone hanno preso parte ieri al Malibù alla riunione di presentazione del “Comitato Porto Recanati Nord”, che era stato costituito una settimana fa da sette fondatori, in rappresentanza di attività commerciali e di proprietari di immobili nella zona.

La difesa della costa, la sicurezza e i diritti dei pedoni, la viabilità, l’illuminazione, la pulizia, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti,l’inquinamento del mare e dei due fiumi, ma anche la richiesta di chiarimenti sui possibili danni alla salute in relazione al soffitto dell’ex Montecatini saranno i temi principali di cui si occuperà il Comitato, che oggi stesso chiederà al Commissario prefettizio di Porto Recanati di poter fissare un incontro per discutere di alcune priorità.

Dopo la presentazione delle finalità illustrate dal vice-presidente Andrea Marcelli e dall’avvocato Oriana Battesini, è stata data la parola a chiunque volesse intervenire.

Le conclusioni sono state poi sintetizzate dal presidente Enzo Ascani.

Ben 57 le adesioni al Comitato in questa fase iniziale.

Le iscrizioni, che potranno continuare presso l’agenzia “Vacanze Mare”, gli stabilimenti balneari “Barracuda” e “Palm Beach” e il ristorante “il Brigante”, rimarranno aperte a tempo indeterminato.

Gli aderenti potranno comunicare tramite facebook nell’omonima pagina chiusa. Inoltre - sempre su facebook – sarà creata una pagina pubblica per evidenziare di volta in volta i punti critici più importanti.

Nella prima assemblea del prossimo anno, prevista in uno dei tre mesi estivi, si provvederà al rinnovo delle cariche.


martedì 18 agosto 2015

BURCHIO: IL CONSIGLIO DI STATO HA ACCOLTO LA RICHIESTA DI SOSPENSIVA DEL COMUNE

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Comune sulla sospensiva dei termini previsti dalla sentenza del Tar sul Burchio. Nella imminente data dell'8 Settembre lo stesso Consiglio di Stato, in seduta collegiale, dovrà ratificare o meno in modo definitivo la predetta richiesta.

 

 

venerdì 14 agosto 2015

LA PAROLA AL COMMISSARIO

Il Dott. Passerotti, Commissario Prefettizio del Comune di Porto Recanati, ha rilasciato una intervista ad Asterio Tubaldi di Radio Erre. Sotto trovate il video/audio su you tube. Si parla soprattutto di Burchio. Ma non solo....

Un grazie a Radio Erre per l'intervista.


giovedì 13 agosto 2015

UPP SULLE DICHIARAZIONI DI CANALETTI

Riceviamo e pubblichiamo da UPP:

Leggiamo con stupore le dichiarazioni rilasciate da Italo Canaletti sulla mancata edizione del Palio 2014.

Non comprendiamo le ragioni che lo hanno portato a rispolverare una questione ampiamente discussa lo scorso anno, se non il suo recente trasferimento di residenza a Montarice in una villetta "popolare".

Essendo stati chiamati in causa due esponenti di UpP, ci teniamo a fare alcune puntualizzazioni: in primo luogo precisiamo, per chi già non lo sapesse, che la manifestazione è organizzata da un'Associazione privata e non dall'Amministrazione comunale. Nel 2014, a seguito dei noti contrasti tra le squadre e l'Ente Palio, il Sindaco e gli organi comunali si sono adoperati in una attività di pura mediazione tra le parti con esiti che sono di dominio pubblico.

Inoltre, suona strano che Canaletti tiri in ballo proprio l'ex consigliere Sampaolesi come fomentatore quando quest'ultimo, in sua presenza, aveva dichiarato di rimettersi alla volontà del Sindaco in quanto in conflitto d'interessi quale responsabile della ciurma di Montarice.

Non ci risulta neppure che il presidente di Montarice abbia mai inviato messaggi maldestri su Facebook a Sampaolesi con le istruzioni su come gestire la propria delega, come invece successe proprio a Canaletti quando ricopriva il ruolo di Assessore.

Canaletti, però, non è nuovo ai vuoti di memoria, infatti non ricordava nemmeno di aver inviato sms compromettenti ( l'ormai famoso "tengo famiglia"). All'ex assessore, che paventa chissà quali strumentalizzazioni politiche, ricordiamo che il motivo che ha portato le ciurme a non correre era di tutt'altro tenore e ha visto l'opposizione di tutte le squadre partecipanti, non solo quella di un quartiere che Canaletti definisce politicizzato.

Se Sampaolesi avesse voluto politicizzare la partecipazione al Palio avrebbe avuto ben 11 altre occasioni negli anni precedenti.

In secondo luogo, ci suona oltremodo strano che proprio Canaletti contesti questi accadimenti, dato che fu proprio l'ex Assessore a cercare, non riuscendoci, di dirimere la matassa, essendo egli stesso in conflitto d'interessi quale storico socio dell'Ente Palio. Se fosse stato coerente avrebbe dovuto tirarsi indietro e lasciar mediare altri, ma la tanto sbandierata coerenza, come ci fa notare costantemente la sua pagina Facebook, gli appartiene ben poco.

Ricordiamo, a tale proposito, che è difficile dichiararsi coerente dopo aver dato le dimissioni per ben due volte nell'arco di 15 giorni e di aver fatto cadere l'Amministrazione proprio a Maggio, alla vigilia di una stagione estiva che avrebbe dovuto garantire in qualità di Assessore al Turismo, dopo aver giurato fedeltà al Sindaco solo 24 ore prima di firmarne la caduta dal notaio.

Concludiamo augurando a Canaletti una buona estate e semmai avesse ulteriori sussulti saremo sempre pronti a ricordargli quei "piccoli" particolari che sembra aver dimenticato.

UNITI PER PORTO RECANATI

 

NOTA ARGANO:

Io, da queste colonne, non entrando nel merito delle motivazioni che UPP rappresenta (come non sono entrato ieri nel merito delle dicharazioni rilasciate da Canaletti) , mi permetto di avanzare una critica. La chiusa del comunicato, é pessima. Perché contiene un messaggio trasversale pessimo. Sottinteso. Minaccioso. Dai toni del "se non taci abbiamo argomenti scomodi per farti tacere". Ecco, da una forza come UPP che ha fatto del cambiamento ideologico nell'intendere la politica il suo core business, l'esercizio di un linguaggio del genere é semplicemente diseducativo. Molto più consono ad una Corleone di Mario Puzo che ad una Porto Recanati del 2015. Dicevano, dalle parti di Upp, che avrebbero rinnovato la politica, anche dal punto di vista semantico. Se questo é il risultato, stiamo freschi....

 


 

 


 

 

 

COSA DICE IL RICORSO BERTI (ANZI, IL RICORSO PASSEROTTI) - PARTE PRIMA

Oggi sul Corriere Adriatico é uscito un articolo che tenta di spiegare in poche righe il contenuto e le motivazioni del ricorso avanzato al Consiglio di Stato dal Commissario Passerotti che si è avvalso, per questo, dell'Ufficio di Avvocatura Pubblica presieduto dall'Avv. Berti, con cui il nostro Comune é convenzionato. Non abbiamo voglia di fare polemica. Ma a nostro modesto avviso l'articolo, forse anche per la sintesi obbligata dovuta sllo spazio in pagina, non é chiarissimo. Proviamo dunque a capire che cosa scrive Berti nelle motivazioni che, a suo avviso, rendono la sentenza del Tar appellabile al Consiglio di Stato.

 

Berti scrive che a suo modo di vedere le sentenze del Tar presentano errori e contraddizioni, ponendosi in relazione a numerose questioni oggetto di controversia, in aperto contrasto con gli orientamenti giurisprudenziali prevalenti: esse si prestano pertanto ad impugnazione davanti al Consiglio di Stato, se non altro per una serie di motivi che poi sinteticamente illustra. Berti inoltre constata che il termine di 45 giorni imposto dal Tar é assolutamente incongruo, anche alla luce del fatto che, qualora l'Amministrazione decidesse di approvare la variante, sarebbe comunque necessario adeguare i relativi elaborati alle numerose prescrizioni cui è stato subordinato il parere favorevole della Provincia.

 

L'avvocato di Gabicce precisa inoltre che secondo la consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, la spontanea ottemperanza da parte dell'Amministrazione alle sentenze di annullamento del Giudice di primo grado non comporta di per sé acquiescenza, salvo che emerga in modo esplicito la volontà di accettare l'assetto di interessi definito nella sentenza medesima e di rinunciare all'appello e ciò vale anche quando l'ottemperanza richieda l'adozione di nuovi atti amministrativi in sostituzione di quelli annullati dal Tar. L'ottemperanza alla sentenza di primo grado ( nel nostro caso la conclusione del procedimento di variante) costituisce infatti atto dovuto per l'Amministrazione senza che ciò implichi necessariamente il recesso del convincimento sulla legittimità delle determinazioni originariamente assunte ed il venir meno dell'interesse all'appello che può peraltro fondarsi anche sulla opportunità di scongiurare il rischio di pretese di tipo risarcitorio. Pertanto qualora il Comune decidesse (come ha poi fatto con la decisione di Passerotti) di proporre appello alla sentenza del Tar, nell'ottica del doppio scenario tracciato dalla sentenza dello stesso Tar si osserva che:

A) nell'ipotesi in cui il procedimento si concluda con la non approvazione della variante, non si pomgono particolari problematiche in ordine alla compatibilità della decisione assunta con la proposizione dell'appello.

B) nell'ipotesi in cui il procedimento si concluda con l'approvazione della variante sarà opportuno indicare espressamente nei relativi atti amministrativi che essi vengono adottati al solo fine di ottemperare alla sentenza, senza che ciò implichi acquiescenza all'appello e con l'espressa avvertenza che i loro effetti verranno meno in caso di eventuale riforma della sentenza di 1 grado.

 

I MOTIVI DELL'IMPIGNAZIONE DELLA SENTENZA DEL TAR (SEMPRE SECONDO LA MEMORIA BERTI AVALLATA DAL COMMISSARIO PASSEROTTI):

 

- Inammissibilità dei ricorsi

 

L'articolo 6 dell'accordo procedimentale stipulato tra il Comune (amministrazione Ubaldi) e la Coneroblu prevedeva che "esulassero dagli obblighi assunti dal Comune qualsiasi evento od atto che possa arrestare o modificare la proposta di variante, essendo le relative determinazioni di competenza della Provincia. Esula parimenti da ogni responsabilità del Comune l'eventuale vittoriosa impugnazione della variante di che trattasi, una volta approvata, avanti ai competenti organi giurisdizionali. In conseguenza la parte privata rinuncia sin d'ora ad ogni azione (ivi compresa quella risarcitoria) per la mancata approvazione della variante o per la sua modifica sostanziale per effetto di determinazioni degli organi del Comune o delle Pubbliche amministrazioni che, per legge, interverranno nel procedimento o per l'annullamento della variante al PRG in sede giurisdizionale, da qualsiasi ragione originata"

 

Il Tar non ha accettato questa inammissibilità del ricorso sollevata dal Comune in base alla clausola di cui sopra perché :

A) la clausola va interpretata nel senso che la rinuncia é limitata al caso in cui la variante non fosse stata approvata a causa di problematiche emerse nel corso della V.A.S. e/o della verifica di conformità con la pianificazione sovraordinata oppure per considerazioni di ordine urbanistico espresse dal C.C. - nella specie, come si é già detto, l'amministrazione ha invece fondato il diniego di approvazione della variante sul fatto che é stato annullato in autotutela l'atto di recepimento dell'accordo, con ciò incidendo sulla stessa efficacia dell'atto giuridico che contiene la clausola di preventiva rinuncia"

B) oltre ciò va detto che una clausola di rinuncia preventiva a far valere l'illegittimità di atti amministrativi sarebbe nulla, perché al privato non é consentito di autorizzare preventivamente la P.A. ad agire contra legem, il privato può al limite rinunciare a proporre un ricorso una volta che l'atto lesivo sia stato adottato o anche a rinunciare all'azione in corso di causa, ma non preventivamente.

 

Secondo Berti, con la prima argomentazione il Giudice non ha interpretato la norma, ma l'ha integrata, trascendendo dal suo tenore letterale, con la seconda argomentazione ha confuso l'istituto dell'acquiescenza con l'altro e diverso istituto del divieto di abuso del processo e del divieto di venire contra factum proprium richiamato dalla difesa del Comune.

Errata valutazione in ordine al rapporto tra le due delibere impugnate:

I ricorsi erano volti alla caducazione (annullamento) di due distinti atti :

1) la delibera del Consiglio Comunale n. 46 del 21.11.2014 con cui si é disposto l'annullamento d'ufficio della Deliberazione C.C. n. 63 del 30.12.2013 avente ad oggetto l'approvazione dell'accordo procedimentale Comune - Coneroblu

2) la delibera del Consiglio Comunale n. 47 del 21/11/2014 con cui si é stabilito di non approvare la variante adottata con le deliberazioni del Consiglio Comunale n. 64 del 30/12/2013 e n. 7 del 8/4/2014.

Il TAR ha annullato la seconda delibera (47 del 2014) perché ha ritenuto che non avesse una sua autonomia rispetto alla prima cosicché, ritenuta illegittima la prima, ha ritenuto tale anche la seconda "a cascata". In realtà, come ammesso dagli stessi ricorrenti (Coneroblu) nel ricorso la seconda delibera aveva una sua autonoma causa e motivazione, in quanto il Consiglio Comunale ha indicato ulteriori motivi per non approvare la variante urbanistica. Quindi i due atti e relativi procedimenti erano "collegati" da un nesso di presupposizione non necessaria, in quanto la delibera n. 47/2014 (di non approvasione della variante) era atto a motivazione plurima, fondata su più motivi distinti e autonomi, con la conseguenza che avrebbe dovuto ritenersi legittima se almeno uno dei motivi posti a suo fondamento fosse risultato idoneo.

Errata valutazione in ordine alla natura della delibera di non approvazione della variante.

La delibera di non approvazione della variante il Comune ha considerato che "per costante giurisprudenza é del tutto fisiologica l 'ipotesi in cui un piano sia prima adottato e successivamente non approvato (Cons. Stato 2361 del 2012) e tale atto, a prescindere da come venga chiamato e giustificato, coatituisce sempre espressione di scelte di politica urbanistica che ciascuna amministrazione é libera di perseguire con gli atti di pianificazione del proprio territorio (Cons. Stato sez. IV 21.05.2004 n. 3316) - (così testualmente la delibera n. 47/2014)

Nel corso del giudizio la difesa comunale ha richiamato la costante giurisprudenza secondo la quale l'Amministrazione può sempre decidere di non approvare la variante e ciò nell'esercizio della massima discrezionalità amministrativa (che impinge finanche nel merito insindacabile in giudizio), l'unico limite essendo rappresentato dalla logicità e dalla coerenza della motivazione.

Il Tar, ha ritenuto la giurisprudenza richiamata non risolutiva perché: " la sentenza 3316 del 2004 si riferisce ad un caso in cui era stata "revocata" la delibera di adozione di una variante al PRG (mentre nella specie il ripensamento del Comune si é verificato nell'ultima fase del procedimento e, oltre tutto, l'adozione non é stata oggetto di ritiro o annullamento)".

Secondo Berti la sentenza del Tar, sul punto, é palesemente errata in quanto la decisione del Consiglio di Stato, adottata con sentenza 3316 del 2004, afferma un principio valido anche nel nostro caso. Eccolo:

"A questo riguardo, va in primo luogo precisato che l'atto impignato, sebbene sia espressamente definito annullamento e venga giustificato con il richiamo ad una serie di elementi che ne porrebbero in dubbio la validità, in realtà costituisce espressione delle scelte di politica urbanistica che ciascuna amministrazione comunale intende perseguire con gli atti di pianificazione del suo territorio. L'atto in questione, in altri termini, partecipa della stessa natura degli atti di adozione degli strumenti generali di pianificazione, che, in quanto atti generali di programmazione, manifestano l'indirizzo di politica urbanistica che l'ente locale intende imprimere al proprio territorio e non richiedono, anche per espressa previsione normativa, una particolare motivazione, come emerge dall'art. 3 legge 241/90 , la dove esclude dall'obbligo di motivazione gli atti normativi e quelli a contenuto generale ( nel cui novero rientra lo strumento urbanistico generale). Al pari delle scelte effettuate dall'Amministrazione nell'adozione del piano, che, secondo pacifica giurisprudenza, costituiscono apprezzamento di merito sottratto al sindacato di legittimità, salvo che non siano state inficiate da errori di fatto o abnormi illogicità, anche la delibera con la quale l'amministrazione decide di annullare un semplice progetto di variante generale al PRG, che non ha ancora proseguito l'iter previsto per la sua approvazione finale, non deve essere sorretta da motivazione particolare. A questi fini, é sufficiente che l'atto di annullamento epsliciti le ragioni che inducono all'amministrazione a ritornare sulla propria decisione e, poiché, nel caso in esame, tali ragioni investono tutta una serie di parametri che normalmente decono essere tenuti presenti in sede di adozione del piano, ritiene il Collegio che le doglianze rivolte dai ricorrenti in concreto si risolvono in critiche all'apprezzamento di merito, di esclusiva pertinenza dell'amministrazione.

To be continued......

 

Sotto vi alleghiamo l'articolo odierno del Corriere Adriatico. Che si chiude con una domanda che non abbiamo capito.