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mercoledì 27 maggio 2015

IL GOVERNO DI PORTO RECANATI - FACCIAMO UN PO' DI STORIA

Forse pochi lo sanno, ma Porto Recanati ha già vissuto un "caso Re". E' successo la bellezza di 121 anni fa. Corsi e ricorsi storici, in questo studio sui Commissari Prefettizi e Sindaci eletti che hanno governato la nostra cittadina nella sua storia.


Dal primo maggio 1893, giorno in cui diventa esecutivo il decreto reale di istituzione del nuovo comune (15 gennaio 1893), al 7 ottobre successivo svolse le funzioni di sindaco Enrico Lucangeli. Il 7 ottobre suo cugino Giovanni Lucangeli, prestò giuramento come primo sindaco effettivo del nuovo comune di Porto Recanati in seguito alla nomina regia, come voleva la legge del tempo. In consiglio comunale sedevano i liberali (Volpini), i cattolici (Lucangeli) e poi una sorta di lega tra socialisti, repubblicani, anarchici e radicali guidati da Alberto Cittadini, “industriante” (produceva vini spumanti e gazzose). Governavano in maniera unitaria, certo sotto l’effetto dell’agognata “libertà”, come dicevano allora, da Recanati. Ma le cagnare arrivarono subito, in modo particolare per questioni attinenti il personale municipale (TOH!), fino al punto che il consiglio comunale non fu più governabile e il sindaco si dimise (il 10 aprile ’94). Il prefetto attese un po’ di tempo per vedere se si potesse trovare un accordo tra i litiganti. Constatatane l’impossibilità, nominò un commissario nella persona dell’avvocato Roberto Perrino (funzionario di prefettura).

Questi fece quel che gli fu possibile (poco davvero) e poi l’11 ottobre convocò di nuovo il consiglio comunale, al quale né i Volpini né i Lucangeli si presentarono. Allora Cittadini ebbe campo libero e svolse, in pratica, le funzioni di sindaco (senza averne titolo) fino alle elezioni del giugno 1895, che segnarono una schiacciante vittoria per l’alleanza clerico-liberale tra i Lucangeli e i Volpini. Dopo di che venne eletto sindaco Enrico Volpini, che restò in carica fino al 1911, anno della sua morte. Lo sostituì Giovanni Lucangeli, che quindi fu di nuovo sindaco, fino alle dimissioni nel 1919 (motivi di salute, disse). Dopo Giovanni venne un Volpini, Alceo, e poi il figlio di Enrico Volpini, Giuseppe, sindaco dal ’20 al ’24, l’anno in cui arrivarono le leggi elettorali fasciste e quelle sul riordino dei comuni e Giuseppe passò da sindaco a commissario prefettizio (1924-’27).

Seguirono, dal ’27 al ’29, i commissari prefettizi: Giuseppe Cuzzaniti (fu lui a organizzare nell’estate ’27 la grande festa per la celebrazione della vittoria di Lepanto, alla quale partecipò pure Beniamino Gigli), Antonio Fabbri (parente del notaio Fanti, originario dell’alto pesarese e residente a Roma), Carlo Perrone Capano (menava a quelli che maltrattavano le mogli), Augusto Berardinelli.

Dal ’30 al ’34 avemmo il primo dei nostri due podestà nella persona di Antonio Fabbri, tornato qui (è un benemerito: ha fatto la pescheria a Castelnuovo, i campi da tennis al Nazario Sauro, il mercato coperto, il mercato del giovedì, il teatro Littorio poi Kursaal e parecchio altro). Tra il ’35 e il ’36 furono commissari prefettizi: Antonio Santollino, Cesare Marzetti, di nuovo Antonio Santollino e Michele Volpini. Quest’ultimo fu nominato podestà nel 1936 e ci restò fino al ’43, sostituito (fino al maggio ’44) dal commissario prefettizio Giuseppe Crisafulli.

 L’ultimo dei commissari prefettizi nominati in regime fascista (in questo caso repubblichino di Salò) fu Gino Incerti, che era capo tecnico alla Montecatini  (accettò la nomina per puro spirito di servizio e non lasciare il paese senza alcuna guida al momento del passaggio del fronte). Stette in carica fino alla metà di luglio. Da allora, dopo i due sindaci di nomina del CLN (Camillo Pauri) e del prefetto (Romolo Matassini), sono sempre stati sindaci persone elette nelle tornate elettorali amministrative: Jorini (’46-’59), Feliciotti (Lucidio: sostituì Jorini, nel 1959, fino alla scadenza della consiliatura nel ‘60), Moroni (’60-’70), Bianchi (’70-’80), Matassini (eletto nel 1980 e dimessosi nel 1986, prima della scadenza del secondo mandato), Vecchi (‘86-’90), Giampaoli (’90-’99), Fabbracci (’99-2009), Ubaldi (’09-’14), Montali (’14-’15).

E adesso, il Dr. Mauro Passerotti , 12° commissario, ma il 2° nominato per crisi politica, dopo Perrino.

* Per i commissari di epoca fascista, è ovvio, non si può parlare di nomine per crisi politiche o simili: erano funzionari che venivano inviati in attesa di trovare disponibili persone con i requisiti per fare il podestà: semplici ordini di servizio.

Notizie tratte da pubblicazioni di Lino Palanca:
- Portorecanatesi nel XIX e XX secolo (2012)
- Poi chissà come l’andrà – Il Porto dalla grande guerra al fascismo (2014)

- articoli vari in Potentia-Archivi di Porto Recanati e dintorni.

martedì 26 maggio 2015

RIFLESSIONI SULLE CONFERENZE STAMPA (E SUL GIORNALISMO IN GENERE)

Premessa: chi si sta rivolgendo a voi non è iscritto  nè all'albo di pubblicisti, nè a quello dei giornalisti.  E' un cittadino che si è inventato attraverso un blog un modo di comunicare e dare voce alle persone.

Proprio perchè non essendo nè pubblicista e nè giornalista quando ci sono le cosiddette "conferenze stampa", vengo invitato a fasi alterne (o meglio quasi mai). Questo anche se porto avanti un blog abbastanza conosciuto in paese e letto da chiunque si occupi di politica.

Per fare un esempio, nell'ultima di Sabrina Montali e Lorenzo Riccetti (gruppo UPP compreso), mi sono intrufolato con un mezzo permesso dell'ex vice sindaco, ma senza permesso del Sindaco al quale avevo inviato un sms che non ha ricevuto risposta. E il  sindaco, ad un certo punto, il fatto che non ero invitato (da lei) e nonostante tutto osavo porre domande, me lo ha fatto pure notare. Facendomi palesemente capire che ero persona sgradita.

Proprio per quanto sopra rappresentato, forse sono l'ultimo a poter pretendere di parlare del modo in cui si svolgono le conferenze stampa (politiche)  a Porto Recanati.
Ma siccome questo è un blog e qui abbiamo una discreta libertà di pensiero e di scrittura, io, sul modo in cui vengono svolte le conferenze stampa nel nostro paesello, qualcosa da dire l'avrei......

Partiamo dal presupposto che prima di tutto bisogna vedere per cosa si svolge una conferenza stampa. Ovviamente se è stata indetta per annunciare una certa iniziativa politica, istituzionale o frutto di una azione di governo, è normale che prima di tutti a prendere la parola sia chi deve illustrare quel dato progetto. Spiegandolo e specificandone i dettagli. Per poi dare spazio ad eventuali domande dei giornalisti intervenuti.

Ma se la conferenza stampa è indetta a seguito, ad esempio, di una prematura fine consiliatura, o per annunciare delle dimissioni, a mio modo di vedere, le cose cambiano.
Si certo, è normale che chi la convoca abbia il diritto di fare un piccolo preambolo di una decina di minuti in cui riassume determinate motivazioni. Ma poi le conferenze stampa non possono, come abitualmente accade a Porto Recanati, trasformarsi in comizi politici.

Al Bar Emma, al cospetto di ex sindaco e ex vice sindaco,  lo scorso mercoledì, abbiamo contato in due ore e 40 minuti, in tutto  5 o 6 domande poste dai giornalisti (Addario, Carbonetti, Trevisani e Bufalari) e un paio fatte da un blogger (chi vi sta scrivendo). 
Sei misere domande in due ore e quaranta minuti.
Per il resto, se ponevi una domanda, partiva automaticamente il comizio. La media della risposta era tra i venti e i venticinque minuti. Riccetti lo ha fatto due volte. Ha preso la parola e non se la finiva più. Prima di lui, allo stesso modo, aveva fatto la Montali. Ho provato ad interromperla una volta perchè secondo me non stava rispondendo alla domanda fatta da Emanuela Addario e mi ha dato dell'esagitato. (ho preso però contestualmente atto, nell'occasione, che conosce a memoria tutti i commenti del blog.....)

Due ore e quaranta minuti di conferenza stampa per sei domande. C'è qualcosa che non quadra, a mio modo di vedere. 

Pertanto io da questo blog lancio una proposta: se decidete di indire conferenze stampa, chiunque voi siate (destra, sinistra, centro, maggioranza, opposizione), a parere di chi vi scrive dovreste procedere in questo modo: piccolo preambolo di una decina di minuti. Poi parola alla stampa. Domande dei giornalisti chiare e coincise e risposte contenute nei tre o quattro minuti.

I giornalisti devono essere messi in condizione di fare i giornalisti (ovvero fare tutte le domande che vogliono). E i politici forniscono risposte attinenti alla domanda senza partire con eloqui pari al Leopardiano Zibaldone in versione Riccettiana.

Sarebbe tutto più frizzante, interessante, vivace. E si renderebbe un maggiore servizio a chi poi potrà leggere l'indomani gli articoli sugli organi di informazione.

Per i comizi, le forze politiche, o i gruppi politici come UPP, possono organizzare delle pubbliche assemblee. E in quell'occasione parlare quanto vogliono. Le conferenze stampa, invece, dovrebbero essere un'altra cosa...

Vabbè, scusate l'intrusione. Torno a fare il blogger.....


lunedì 25 maggio 2015

CASO LEONARDI: CI SCRIVE LA PROPRIETÀ DEL BALNEARE IN QUESTIONE

Argano, Buon Giorno, ci preme fare alcune precisazioni riguardo quanto successo l’altro giorno al nostro chalet.

Prima di tutto, non si è trattato di una cacciata, nessuno era armato, di roncola di asce o forconi, ma bensì si é trattato di un garbato invito a non occupare il campo di basket.

Dispiace che il fatto sia stato strumentalizzato e qualcuno si sia stracciato le vesti come Caifa. Speriamo non si sia trattato di un opportunismo elettorale che non può interessarci e coinvolgerci. I bambini in questa storia non c’entrano e nessuno ha rivolto loro alcuna parol, tantomeno con atteggiamenti maleducati o verbalmente violenti come si vuol far credere (roba da querela, ma lasciamo stare e stendiamo un velo pietoso).

Teniamo a precisare che non c’è nulla da collegare, con quanto successo l’altro giorno e, fin troppo enfatizzato, con la politica, anzi abbiamo sempre detto, ribadito e lo confermiamo anche qui, la nostra più ampia ospitalità e disponibilità nei confronti di qualsiasi soggetto per le proprie iniziative quali i dibattiti, incontri, impegni elettorali ed altro che riguarda la vera democrazia con la D maiuscola. Come per un qualsiasi cliente, le idee politiche che ognuno di noi ha, sono personali e non riguardano certamente le proprie attività lavorative.

Inoltre, tutti sono stati liberi di giocare da noi, anche se non sono clienti, tranne i maleducati, i prepotenti e i cafoni, è stato sempre così, basta vedere il campo di basket durante le stagioni estive.

Accendere gratuitamente la macchina del fango, oggi per Porto Recanati non serve a nessuno e chi ora si lagna non ha trovato mai una soluzione a determinate problematiche. Solo gli operatori turistici possono capire cosa significhi trovarsi in certe situazioni.

Per concludere vogliamo specificare che ciò che é accaduto non é riferibile ad una mera contrapposizione politica, come speriamo di aver chiarito, ma bensì di comportamenti. E invitiamo la Leonardi, se ha interesse, ad un sincero chiarimento, soprattutto per rasserenare gli animi.

Concludiamo questo breve intervento di precisazione riportando la frase di un famoso SIGNORE a noi tutti molto caro: “Chi non ha peccato scagli la prima pietra” .

Saluti a voi tutti, Buona Estate, speriamo.

Chalet, anzi… no, Balneare Attilio.

 

SALVINI ALL'HOTEL HOUSE - STAMANE


INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO - OGGI INCONTRO IN COMUNE

Oggi alle ore 17 presso la Sala Consiliare del Comune si terrà un incontro per dibattere sull'attuazione del piano di localizzazione degli impianti di Stazione Radio Base per telefonia mobile sulla base di indagini fisico - elettriche e sul monitoraggio dei campi elettromagnetici a radio frequenza mediante centraline ad acquisizione continua.

La centralina di rilevamento è stata installata sul balcone della abitazione di chi vi scrive. In Piazza del Borgo/Via dei Cementieri.

Per i rilevamenti dei dati il sito è quello della POLAB (cliccate qui)






LE BUGIE E LE VERITA'

Vi piaccia o no, c'è una cosa nella storia degli ultimi due mesi dell'avventura della Giunta Montali che a mio modo di vedere deve essere chiarita. E non può essere lasciata cadere nel vago.

Mi riferisco a quel giorno in cui, per la prima volta, si dimisero Dezi, Canaletti, Fiaschetti, Agostinacchio e Palestrini con tanto di conferenza stampa al Deep Blue. (Se ricordiamo bene era il 9 aprile 2015)
Parliamo delle dimissioni seguenti al caso Agostinacchio/Farmacia, per capirci.

A detta di Dezi (e non solo, abbiamo sentito anche Fiaschetti) quelle dimissioni scaturirono da una riunione che i dimissionari tennero preventivamente con Sabrina Montali. Che fu informata della cosa. E preso atto di ciò non fece assolutamente nulla per evitarle.

Il succo del discorso, per farla breve è questo: i tre assessori più Agostinacchio e Palestrini avrebbero dovuto, con quelle dimissioni, mandare un segnale a quelli di UPP. I quali avevano appena emesso un comunicato durissimo sulla scelta di Agostinacchio alla Farmacia. Seguito da un altrettanto duro comunicato dei socialisti di Pierini sullo stesso argomento.

Ora, 50 giorni dopo, noi vorremmo capire se le cose narrate come sopra sono vere. Perchè il dubbio che lo siano è fortissimo. Ed è testimoniato dai diretti interessati (a parte Sabrina Montali).

Se le cose andarono in quel senso, questo significa che la Sabrina Montali ora contigua e vicinissima a UPP e a Lorenzo Riccetti, appena sette settimane fa, avallava dimissioni di suoi assessori pur di dare una lezione alla stessa UPP.

Si lo so, vi sta venendo il mal di testa. Ma se Sabrina Montali (che non ha confermato questa versione dei fatti) mente, ora verrebbero meno tutte le teorie della giunta caduta per mezzo dei "poteri forti" e della questione Burchio. E avremmo la conferma che la giunta è caduta per implosione e per i molteplici disaccordi che la caratterizzavano. E soprattutto perchè UPP, che voleva costantemente mantenere posizioni egemoniche e caratterizzarsi per smarcarsi su scelte che altri approvavano, di fatto, stava sulle balle a tutti all'interno del resto della coalizione. Sabrina Montali inclusa.

Ecco, gli interessati, in proposito, dovrebbero compiere una operazione verità. Perchè il paese e gli elettori hanno diritto di sapere chi sta mentendo su un fatto così determinante.
E perchè, soprattutto, gli elettori debbono sapere se la stessa Sabrina Montali, ora un tutt'uno con Lorenzo Riccetti e tutta UPP, meno di due mesi fa macchinava insieme al resto della coalizione per colpire la stessa UPP.

Chi è stato protagonista della vicenda parli. E lo faccia subito.

Il paese, recentemente infarcito da episodi discriminatori di una cattiveria unica, ha bisogno di sapere.


domenica 24 maggio 2015

SOLIDARIETA' A AURELIO BUFALARI

Uniti per Porto Recanati (a mezzo Facebook)
Uniti per Porto Recanati esprime tutta la propria solidarietà al cronista del Corriere Adriatico Aurelio Bufalari per l'attacco deplorevole e vigliacco di cui è stato vittima.

Rosalba Ubaldi (a mezzo Facebook)
Piena e torale solidarietà ad Aurelio Bufalari e al Corriere Adriatico vittime di un gravissimo episodio di intimidazione alla libertà individuale e di stampa. Mi auguro che siano presto individuati gli autori di tanta vigliaccheria ed assicurati alla giustizia, La testata giornalistica ha sempre e solo registrato i fatti e riportate le dichiarazioni delle persone effettuando semplice cronaca ed informazione. Se fosse appurato che questa città è arrivata al punto di intimidire chi fa solo e con estrema moderazione il proprio dovere, dovremmo davvero preoccuparci tutti. Tali metodi non appartengono alla cultura ed alla storia dei migliori portorecanatesi

Movimento Cinque Stelle Porto Recanati:

Siamo sgomenti e deploriamo l'atto vandalico ai danni del giornalista Aurelio Bufalari. a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà.


sabato 23 maggio 2015

AUTO DI BUFALARI DATA A FUOCO: IL COMUNICATO DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI

"L'Ordine dei giornalisti delle Marche esprime preoccupazione e sconcerto per l'incendio doloso che ha distrutto nelle prime ore di ieri mattina dell'auto del collega Aurelio Bufalari, corrispondente del Corriere Adriatico da Porto Recanati. Si tratta di un gesto gravemente intimidatorio che, unito a minacce più o meno esplicite ricevute di recente da altri giornalisti locali, getta ombre inquietanti sulla situazione dell'ordine pubblico in una cittadina ultimamente turbata da tensioni e gravi episodi di cronaca e induce a riflettere sulle difficoltà e i rischi connessi al dovere professionale di informare la collettività. Nell'esprimere al collega Bufalari la piena solidarietà dell'Ordine e l'apprezzamento per il rigore professionale che contraddistingue il suo lavoro  esprimiamo l'auspicio che la Magistratura e le forze di polizia possano assicurare rapidamente alla Giustizia i responsabili del gesto criminale, per restituire tranquillità al lavoro dei cronisti locali e all'intera comunità portorecanatese".

Dario Gattafoni Presidente Ordine dei Giornalisti delle Marche

BRUCIATA L'AUTO DI AURELIO BUFALARI

Questa notte, verso le 4, l'auto  del cronista del Corriere Adriatico Aurelio Bufalari è bruciata.. Per quello che può contare, da questo blog, porgiamo la massima solidarietà ad Aurelio.
Aspettiamo di conoscere dalle indagini se si è trattato di atto doloso.
Se così fosse, è evidente che a Porto Recanati abbiamo un problema.

E non è un piccolo problema.

UPDATE:

L'incendio è doloso. Sotto pubblichiamo la foto dell'auto.

Ci chiediamo, nel contempo, che paese stiamo diventando.
Ci chiediamo quali possano essere i motivi che spingono qualcuno ad un gesto simile.
Ci chiediamo se il tutto è riconducibile all'attività professionale di Bufalari. Ovvero giornalista di riferimento per le pagine di cronaca locale del noto quotidiano anconetano.
Ci chiediamo soprattutto se l'evento possa essere anche minimamente connesso alle recenti vicende politiche del nostro paese.
Ci chiediamo se dobbiamo iniziare ad avere paura di esercitare diritti previsti dalla costituzione quali la libertà di pensiero ed opinione.
Ci chiediamo che paese stiamo lasciando in mano ad un commissario prefettizio.
Ci chiediamo cosa sia diventato Porto Recanati.
E oggi, la risposta, non può che essere condita da tanta tristezza.




venerdì 22 maggio 2015

DEZI NON CI STA.......

UNITI PER PORTO RECANATI - A MEZZO FACEBOOK





La risposta di Andrea Dezi. Sempre a mezzo Facebook:

Cari consiglieri di UPP , innanzitutto chiedo di lasciar fuori dai vostri scritti la mia famiglia ( nella citazione 'vizi di famiglia' ) poiche' cio' , mio malgrado , mi sta inducendo a collegare fatti e situazioni accadute in questi giorni proprio alla mia famiglia di cui ovviamente non daro' conto in questo social ma in altre sedi ( non di certo la pubblica piazza come piace a qualcuno ) . Quanto al merito , si e' vero Dezi non ci sta/va a continuare a partecipare a riunioni di maggioranza dove sembrava sempre di essere in un aula di tribunale ( Riccetti vs tutti ) , a sopportare le quotidiane intromissioni dei consiglieri riccettiani nelle proprie deleghe assessorili ( alcuni non avevano ben compreso la differenza istituzionale tra consigliere e assessore ) , ad associare la propria firma ad atti confezionati ad hoc "contro" le persone (categorie ,associazioni e dipendenti) in nome di una sete di pulizia che UPP sbandierava a destra e manca come se avessimo dovuto ingaggiare la caccia alle streghe per poi bruciare sul rogo ; ma soprattutto Dezi non ci sta piu' a sedersi accanto a chi voleva sostituirlo con Poeta quando ancora faceva parte della maggioranza ( il concetto di traditi - traditori mi pare sia un po' da rivedere ) . Dezi non ci sta a farsi dire di non avere partecipato a riunioni di maggioranza o di giunta da chi proprio per il tramite dell'ex assessore al bilancio Zoppi diceva testualmente al sottoscritto : 'Dezi con tutte le ore che passi in comune i rimborsi al tuo datore di lavoro ci costano assai ' .Ho assunto decisioni difficili con l'unico scopo di portare avanti il progetto di NPP nel migliore dei modi anche contrapponendomi al mio partito e rischiandone l'espulsione ( questione Burchio in primis ) . Non venga Riccetti a farmi lezioni di partiti lui che ha sempre malamente rifiutato di iscriversi al PD ma che poi in campagna elettorale ne chiama proprio gli iscritti perche' vadano a cercargli i voti . Figuriamoci poi ora quale campagna elettorale sta mettendo in atto contro il PD ...del resto quello che ha sempre fatto . Il sottoscritto per lo meno in qualita' di iscritto del PD ha interloquito con altri iscritti...non come qualcuno che si dichiara Piddino secondo la convenienza del momento .La democrazia non consiste nel mettere all'angolo chi non la pensa nel tuo stesso modo solo perche' si ha la "forza" di una maggioranza di 6 consiglieri . Democrazia non e' attaccare il tuo sindaco a mezzo stampa perche' ritorni su alcune decisioni prese . Democrazia non e' impedire ad un assessore di prendere visione di documenti e delibere . Democrazia non e' ricevere scherni su facebook da un consigliere della tua maggioranza ( questo in tempi non sospetti ) per decisioni diverse dal dictat riccettiano .Forte della mia liberta' , della personale realizzazione professionale e della correttezza che mi contraddistingue , non ho bisogno di dire come sindaco e altri , " torno a fare quello che facevo prima " perche' , io non ho mai smesso di lavorare .Una battuta , consentitemela , invece di star li' tutto il giorno a giocare su fb , e' ora ormai che qualcuno vada seriamente a lavorare ....il lavoro nobilita l'uomo ! Dezi A.