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martedì 23 aprile 2013

GITA... FUORIPORTA!

Oggi a scriverci è una giovanissima lettrice che preferisce rimanere anonima:

Dopo tanto lavoro e tanto attendere per la grande gita di terza media eccoci qua. Eh sì, domani partiremo per "l'attesissima" gita, con meta Recanati. Casa Leopardi, staremo fuori da scuola quattro ore... un po' una fregatura, no? Un ragazzino aspetta tanto la gita di terza media, in cui si stanno fuori tre giorni, non quattro ore! Questa cosa proprio non la capisco... perché le seconde medie di Sirolo sono state tre giorni in Umbria e a noi dicono che la preside ha ritenuto giusto abolire la gita perchè non ci sono i fondi? Su internet vari sondaggi mostrano che solo il 4% delle scuole italiane non andrá in gita, perché proprio noi siamo in questo elenco?
 
Un articolo sul tema pubblicato da "La Stampa" lo scorso febbraio
 

11 commenti:

  1. Sicuramente una ragazzina di 13-14 anni va sul sito della Stampa a vedere le statistiche nazionali su quante scuole vanno in gita. Poi ci sono le marmotte che confezionano la cioccolata.

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  2. Più che altro se fossi un insegnante col cavolo che li porterei in gita. I ragazzini di quell'età quando vanno fuori con la scuola, lontanto dagli occhi dei genitori, si trasformano, sono senza freni, bevono, fumano, fanno chiasso di notte. Con le statistiche che si sentono sui giovani fumatori e sul primo rapporto sessuale, chi se la prende la responsabilità della loro incolumità? Chi risponde ai loro genitori della loro idiozia? Io manco morto, per giunta senza rimborso. Che poi comprtandosi così, la maggior parte di questi ragazzini non impara nulla dal viaggio, al massimo fa qualche foto con lo smartphone.
    Non mi sto inventando niente, la mia gita di terza media l'ho fatta 11 anni fa e ricordo cosa succedeva; non è cambiato niente, semmai le cose sono solo peggiorate. Ma non è colpa dei ragazzini, è colpa dei genitori.

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    1. Si vede proprio che non hai figli...

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  3. Quindi ,oh, fateme capì è sbagliato mandarli in gita perchè fanno cose che in passato tutti hanno fatto e perchè i genitori sono incompetenti. Figa come scusa ... Si da la colpa al fatto che le esperienze non vengono più vissute e di conseguenza si continuano a negarle, dirty mind. Chissà che esperienza traumatica sarà stata per i "genitori". Sheldon Cooper (o meglio l'autore o forse da David Saltzberg) disse: abbiamo speso quasi 3000 anni di storia per perfezionare gli interni perchè bisogna fare attività all'esterno. Ma chiudiamoli in classe col catenaccio, e minacciamoli con la cintura piena di fibbie, magari non prendono dai genitori. ;-)

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  4. I commenti di mio figlio sull'uscita didattica a Recanati sono stati anche più lapidari! Io capisco la loro delusione visto che la gita di terza media, oltre a rappresentare l'ultima divagazione prima degli esami e' anche un'esperienza unica da vivere con i compagni di scuola.Anonimo delle 07,50 come fai a dare un giudizio cosi' severo su una cosa che abbiamo fatto tutti? Comunque credo che non si tratti solo di crisi ma credo che i professori siano stati privati dei rimborsi delle trasferte e quindi non sono più cosi' propensi ad accollarsi la responsabilità di una gita. Per quanto riguarda i costi, forse sarò antiquata, ma in passato noi studenti ci siamo organizzati con feste, lotterie ecc... per raccogliere fondi per le gite scolastiche unendo cosi' l'utile al dilettevole.

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  5. E comunque a Recanati ci sono tante cose da poter guardare con attenzione.Un momento signori;non sottovalutiamo la Città Leopardiana.

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    1. A recanati po esse che ce va a scola 5 anni se glie va male de ppiù. Hai voja a non andà a scola e hai voja a visità casa leopardi per Italiano e Lettere.

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  6. ma basta fare ipocrisia...ovvio che la gita di terza media sia importante anche per tutte quelle esperienze che non sono strettamente legate all'apprendimento culturale. chi non ha aspettato la famosa gita di terza per poter passare una notte in bianco a chiacchierare con gli amici di scuola o a corteggiare la ragazzina dell'altra sezione (magari una volta per rubarle un bacio oggi qualcosina di più)?? e allora??? Perché altrimenti se si reprimono gli istinti degli adolescenti fino all'età della ragione (che poi quale sia nessuno lo sa!!!), si crescono persone moralmente ineccepibili? Ve la ricordate la storia dei 2 euro alle scuole medie di qualche anno fa?? erano cose che avvenivano all'interno dell'edificio scolastico in pieno orario di lezione...ma di che stai parlando anonimo delle 7:16

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  7. Io invece capisco la rinuncia e me lo spiego in modo molto diverso da voi. Una gita di tre giorni ha dei costi che purtroppo non tutte le famiglie possono sostenere e per non mettere a disagio i genitori, magari si è pensato di farne a meno. Oggi la priorità delle famiglie è poter fare la spesa, poter pagare le bollette, l'affitto o il mutuo, e a volte anche 100 euro può fare la differenza. Non dimentichiamo che non tutti hanno un lavoro, molti sono in cassa integrazione o ahimè sono disoccupati. Non poter dare la possibilità ai propri figli di partecipare, per un genitore è un grande dispiacere e penso che anche la preside ne è a corrente della situazione generale e forse voleva semplicemente evitare tutto ciò.
    Quanto al commento dell'Anonimo 24 aprile 2013 07:16 posso solo dire che fare d'ogni erba un fascio è sbagliato. Si capisce che non ha figli di quell'età...mio figlio e mia figlia hanno partecipato a vari gite e non è mai successo nulla di scandaloso, vergognoso, criminoso, Pensa un po', secondo gli insegnanti accompagnatori non si sono comportati nemmeno da idioti. Non hanno distrutto nulla e non è rimasta incinta nessuna. Magari non sono stati degli angeli però tutto è filato liscio. Immagini, si sono pure divertiti e hanno fatto anche le foto....anche dei monumenti e dei posti visitati. Quindi, prima di offendere i genitori che si fanno un mazzo tanto pur di trasmettere qualcosa di buono ai propri figli, le consiglio di misurare le parole.

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    1. Aranka sei l unica che ha centrato il problema.

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    2. non sono d'accordo aranka...annullare una gita scolastica per non mettere a disagio i genitori che non possono pagarla è sbagliato. altro discorso si sarebbe potuto fare magari organizzando una fiera, lotteria, pesca di beneficenza ecc. per raccogliere fondi da destinare alle famiglie più in difficoltà a sostenere i costi della gita. Ai miei tempi si faceva (parlo di metà anni 90), le mamme e i babbi d'accordo con la dirigenza scolastica che metteva a disposizione gli spazi, passavano i fine settimana ad organizzare tali eventi. nel modo adottato oggi, secondo me, si scontenta tutti: sia coloro che potevano pagarsi la gita, che coloro che non potendo pagarla, si sentono responsabili della cancellazione della stessa.

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