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mercoledì 7 giugno 2017

BILANCIO COMUNALE: LA NOTA DEL PD

Nota del PD

Il “Rendiconto 2016” in discussione il 5 Giugno da parte del “Consiglio comunale”, CERTIFICA che i cittadini-contribuenti porto recanatesi, negli ultimi anni, hanno ricevuto dal Comune meno servizi in rapporto a quanto hanno regolarmente pagato, per uno scarto complessivo di €3.593.419,82. 

 

Tale importo si è così accumulato in bilancio: Euro 1.063.117,90 nel 2016, Euro 1.158.411,79 nel 2015, Euro 879.119,43 nel 2014 e il resto negli anni precedenti. 

 

Il “fondo” creato, che in realtà serve per coprire un “buco finanziario” formatosi negli ultimi dieci/quindici anni, è registrato in bilancio sotto la forma di “AVANZO DI AMMINISTRAZIONE”. 

 

I mezzi finanziari accumulati nell’avanzo di amministrazione, sono stati ACCANTONATI eVINCOLATI forzatamente, secondo precise norme di legge legate al “Pareggio di Bilancio”, in sostanza “ipotecati”, tranne 22.782,84 Euro. I dettagli sono riportati e descritti nella tabella che segue, tratta dal rendiconto 2016.

 

 


La necessità di questi accantonamenti e vincoli è divenuta stringente, poiché negli anni si sono accumulate insolvenze di notevole entità e di difficile esazione. 

 

Riguardano TARI, TARES, TARSU, ICI, IMU, contravvenzioni del Codice della strada e regolamenti, fitti attivi e non ultimo parte degli oneri PEEP dei quali mancava la copertura fideiussoria.

 

Queste entrate coprivano spese che sono state sostenute in concomitanza con le medesime entrate (comprese le opere di urbanizzazione della zona PEEP). Ora bisogna mettere i conti a posto. 

 

Non sufficienti, nel 2016, si è provveduto a integrare l’avanzo vincolato con “oneri per costruire” di questo anno, per un importo di 179.339,52 Euro su un totale riscosso di €197.428,07 pari al 91%.

I mezzi finanziari dell’avanzo di amministrazione sono stati reperiti tagliando i servizi ai cittadini mentre il contribuente pagava per intero quei servizi: nella sostanza, invece di tappare le buche del Corso Matteotti e di via Garibaldi, tanto per citare due esempi, si è dovuto tappare i buchi finanziari. 

 

L’organo politico della maggioranza, nel tentativo di sminuire la gravità della situazione, ha già annunciato in varie occasioni (Bilancio di previsione 2017) che l’operazione serve solo per adempiere a un obbligo di legge: al pareggio di bilancio. Come se i servizi non fossero stati tagliati e gli oneri di urbanizzazione non utilizzati per operazioni diverse dal mettere a posto i marciapiedi.

 

Il bilancio e la realtà, invece, dicono che nell’applicare il pareggio di bilancio messo in Costituzione, operazione iniziata dal Commissario Prefettizio, abbiamo scoperto che le nostre finanze, i nostri conti economici e il nostro Paese, in senso stretto e concreto, sono in completo disordine e abbandono: basta guardarsi intorno, o leggere attentamente il bilancio per capirlo.

 

Troppo è stato tollerato, negli anni, mentre si nascondeva all'opinione pubblica e ai propri elettori, ciò che si doveva conoscere. Ricordiamo ancora il principio contabile n°165, che si riferisce alla relazione nel rendiconto della giunta: non celare ciò che invece l’informazione deve rivelare. 

 

Si tratta di milioni di Euro, e purtroppo per le tasche dei cittadini, l’operazione di pulizia dei residui attivi, non è ancora finita poiché nel preventivo 2017 è conteggiato un ulteriore accantonamento per più di 600.000 Euro.

 

Chiarezza e trasparenza nelle pratiche amministrative sono finite ancora una volta nella categoria degli annunci e delle buone intenzioni. Ad eccezione dell’anno del Commissario, il 2015, che ha scoperchiato il vaso di pandora.

 

La responsabilità di tutto è principalmente della parte politica che ha governato dal 2000 al 2016.

 

I consiglieri di “Città mia” stanno riportando queste considerazioni in consiglio comunale, il PD lo farà in uno specifico incontro con la cittadinanza.

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