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martedì 14 febbraio 2017

IL REFERENDUM (PER IL BURCHIO) E' UNA PROPOSTA BISLACCA?

Ieri Città Mia con una corposa nota ha manifestato i suoi numerosi dubbi sulla vicenda Burchio 2 concludendo il suo comunicato con una richiesta di referendum consultivo per determinare se la città sia a favore o contraria al Burchio.

Qualcuno magari può trovare questa richiesta un po' bislacca e incomprensibile, ricordandoci che chi vince le elezioni e ottenendo la maggioranza relativa ha tutto il diritto di compiere le scelte che ritiene più opportune per raggiungere quello che, dal proprio punto di vista, rappresenta il bene della città.

E' ovvio che per ogni scelta dunque non si possa e non si debba ricorrere a consultazioni popolari.

Ma la domanda da porsi è: "Il Burchio, ovvero la più grande variante urbanistica nella storia della nostra città, può ritenersi una scelta ordinaria?"

A mio modo di vedere no. Essenzialmente per due motivi.

Il primo l'ho già specificato in un post precedente. E consta nel fatto che, piaccia o no, dalle parti della lista di Insieme Alla Gente, nessuno in campagna elettorale aveva preannunciato che in caso di vittoria delle elezioni la prima misura corposa e importante che si sarebbe adottata avrebbe appunto riguardato la reiterazione della Variante del Burchio.

Il secondo è insito nella sentenza del Consiglio di Stato. E se qualcuno se la fosse dimenticata, ricordo che nella parte saliente recitava:

Punto  5.3 della sentenza:

In definitiva il Comune, nell'approvare la variante poi annullata in autotutela, ha considerato una serie di importanti vantaggi che sarebbero potuti derivare dall'operazione (dal potenziamento dell'offerta turistica alla positiva ricaduta occupazionale all'avvio di interventi di urbanizzazione primaria), ma ha del tutto omesso di considerare il gravissimo, negativo impatto che l'opera avrebbe avuto sul delicato equilibrio del proprio territorio.

Così facendo il Comune ha esercitato male la propria pur ampia discrezionalità in materia urbanistica e ha adottato una delibera illegittima, esposta come tale al rischio di annullamento in autotutela che, al variare della situazione politica, si è appunto verificato.


Insomma, se viviamo in uno stato di diritto come io non smetterò mai di credere, le sentenze si rispettano. E delle sentenze bisogna tenere conto nei comportamenti futuri. Se un organo supremo scrive in una sentenza definitiva che la variante avrebbe avuto un "negativo impatto sul delicato equilibrio del proprio territorio", non sarebbe male se prima di riproporla chi ha l'onere e l'onore di amministrare la città si  faccia un bagno di costruttiva umilità chiedendo una consultazione popolare.

Magari l'80% dei portorecanatesi vogliono questa reiterazione di variante. Ma magari no.

Per saperlo,  bisogna chiederlo. E ad organizzare un referendum consultivo non ci vuole tantissimo.








19 commenti:

  1. Non vedo nessun problema nell'organizzare un referendum consultivo dopo aver messo al corrente la cittadinanza del progetto e dei pro e contro.
    Che cosa avrà qualcuno da ridere io non lo capisco.E' un modo assoluto di trasparenza e democrazia.

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  2. Sarebbe civiltà, ma chiaramente Ubaldi sa che perderebbe faccia e referendum, trasformando questa amministrazione in una lunga cavalcata di zombie. Meglio portare a casa la variante e succeda quel che succeda.

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    1. Non lo concederà mai, se lo perdesse sarebbe finita, chi glielo fa fare?

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  3. La Ubaldi non permetterà mai alla popolazione di esprimersi direttamente, perché sa che perderebbe clamorosamente. C'è da sperare solo in Mozzicafreddo, sempre che abbia un sussulto di orgoglio

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  4. Lanfranco Picchio14 febbraio 2017 16:21

    Aninimo 12:44 cosa vuoi sperare da Mozzicabaldi?

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  5. No che non è bislacca ma col piffero lo faranno

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  6. Un referendum deve avere un valore assoluto, non semplicemente quello di conoscere il "parere" dei cittadoini. Anche perchè per questo genere di argomenti c'è da mettere in conto una bassissima partecipazione popolare. Senza dimenticare appunto se un tale referendum può "pesare" legalmente. Piuttosto meglio cercare un geologo (nella platea degli oppositori al progetto italo-russo del Burchio non se ne trova uno?) che dica se quelle aree sono adatte o meno a sopportare una costruzione come quella prevista. Troppo difficile? Forse. Di certo meno folcloristico e demagogico. Sicuramente più efficace, visto con chi si ha a che fare.

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  7. A) il referendum sul Burchio lo può proporrete il Consiglio Comunale. Non servono banchetti.
    B) attieniti al post. Ho elencato due motivazioni nel post per cui sarebbe auspicabile il referendum. E nessuna delle due parla del 10%

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  8. Ano delle 8:19 che poi è lo stesso delle 8:25 dell'altro post, è chiaro che sei qualcuno della maggioranza che prova come al solito spostare l'attenzione sull'opposizione con argomenti pretestuosi. Ma prova ad essere obiettivo. In base all'art 49 dello statuto comunale l'amm.ne può ricorrere allo strumento del referendum anche di propria iniziativa. Se il pd nel 2008 organizzava in quattro e quattro otto le primarie, vuoi che a palazzo volpini non sappiano fare di meglio?

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    1. Uno della maggioranza che non ha il coraggio di firmarsi? Che tristezza!!!!

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    2. A parte la... bislacca omologazione con altri commentatori, non capisco perchè se non si è dichiaratamente "contro" l'amministrazione regnante si debba essere necessariamente dalla sua parte. Chiamare in causa l'opposizione non significa addossarle delle responsabilità sul da farsi, ma semplicemente riferirsi a chi, nel consiglio comunale, ha voce in capitolo per esaminare documenti e approntare strumenti di contestazione solidi, com'è appunto quello di una indagine tecnica dal punto di vista geologico. E' un'idea, senza la pretesa di essere l'idea. Poi, se ce ne sono altre di maggiore efficacia, meglio per tutti. O no?

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    3. provateci...se ne siete capaci!

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    4. da quello che so tutti e 4 i gruppi di opposizione hanno fatto accesso agli atti relativi alla variante già da più di una settimana. Nessuno ha ancora ricevuto niente. In altri comuni qualcuno si sarebbe già rivolto alle autorità

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  9. Tranquillizzatevi, perché i pupazzi da tastiera che si sono tanto agitati 3 anni fa non li leggerete più - né qui né altrove - a caldeggiare le ragioni della Ubaldi: la signora ha in mano una maggioranza di 11 sedicesimi e ha chiaramente deciso di procedere a fari spenti fino al voto in consiglio comunale.

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  10. Referendum sul Burchio?
    Soluzione pilatesca, che denota mancanza di spina dorsale e dei concetti basilari dell'amministrare.
    Se ti sei candidato per l'amministrazione e se sei comunque un consigliere comunale, devi avere il CORAGGIO di dire come la pensi ed agire di conseguenza.
    Nascondersi dietro il responso di un referendum significa svuotare completamente la funzione del consiglio comunale: quella di decidere per conto dei cittadini che li hanno eletti.
    Signori del PD o di quello che è rimasto, se non sapete quali pesci pigliare:
    ritornate a casa!

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  11. Ce l'avete tutti col pd!non fa del male a nessuno!

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  12. Caro anonimo 17/2 delle 17:36, non ce l'ho con il PD, sono contro gli ignavi.
    Il PD da molto tempo, specialmente a Porto Recanati, denota proprio questo: ignavia.
    Quando aveva i suoi consiglieri in maggioranza ha assunto un atteggiamento nei confronti della faccenda Burchio assolutamente inspiegabile del quale, ancor oggi, dovrebbe rendere conto alla cittadinanza insieme ai suoi consulenti legali con le loro catastrofiche ed errate previsioni sulla responsabilità dei consiglieri.
    Oggi, dopo la sentenza del Tar e del Consiglio di Stato, non hanno neppure il coraggio di prendere posizione su un intervento edilizio che lo stesso Consiglio di Stato ha evidenziato in sentenza come inopportuno ed errato.
    Quando non sanno dove andare si rifugiano dietro un referendum cercando quella risposta nella cittadinanza.
    Sarebbe come se un capitano di una nave, smarrita la rotta, chiedesse ai passeggeri :"dove vado?".
    A casa, è l'unica risposta plausibile.

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    1. O sommo poeta in che girone dell'inferno vorresti mettere i dirigenti del PD locale? Fossi in te non nominare il TAR perché se ben ricordo lo stesso ridicolizzo' la scelta della giunta Montali.

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  13. Il capitano renzi schettino sa bene da che parte schierarsi e così i suoi discepoli,non certo da quella dei comuni cittadini

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