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venerdì 17 marzo 2017

ARTICOLO DI PATRASSI SUL BURCHIO: ARRIVA LA RICHIESTA DI RETTIFICA

Pubblico sotto il testo della diffida inviata da Lorenzo Riccetti al Corriere Adriatico e, per conoscenza, all'Ordine dei Giornalisti.

                                                                                                                                                                                                                        

        

OGGETTO: RICHIESTA DI RETTIFICA E CONTESTUALE DIFFIDA


Preg.mo Direttore,

faccio riferimento a quanto pubblicato in data odierna sul Corriere Adriatico nella pagina dedicata alla cronaca del Comune di Porto Recanati nell'articolo "Burchio, un resort da sessanta milioni ecco perche non si può dire di no” per denunciare che, a prescindere dalla natura propagandistica da “messaggio promozionale”, che probabilmente corrisponde ad una precisa quanto incontestabile linea editoriale  e  sorvolando su questioni prettamente deontologiche relative al dovere di fornire una corretta informazione, l’articolo appare evidentemente e gravemente lesivo dell’immagine personale del sottoscritto.

In particolare si intende censurare il passaggio nel quale il giornalista Luca Patrassi testualmente scrive: “Di positivo c’è il fatto che la Coneroblu –formata da investitori stranieri – non si è persa d’animo di fronte ai danni prodotti da un sistema politico  e burocratico che consente all’amministratore di turno  di mandare all’aria il deliberato del suo predecessore facendo perdere anni preziosi  a un territorio che ha invece bisogno di riprendere la strada dello sviluppo

Sebbene la genericità delle affermazioni consenta di evitare la configurazione di una fattispecie penalmente rilevante, nello specifico il riferimento "all'amministratore di turno" è evidentemente diretto all'operato della precedente amministrazione di cui ho fatto parte.

Il messaggio che chiaramente giunge ai lettori, è quello di  prefigurare un’ipotesi di danno riconducibile proprio alla condotta degli ex consiglieri i quali, col proprio operato, avrebbero: “mandato all’aria”  deliberazioni che perseguivano l’interesse pubblico;  ostacolato lo “sviluppo” ; e fatto perdere tempo a chi persegue il “vero” bene per il nostro territorio.

Una tale asserzione appare manifestamente falsa oltre che marcatamente omissiva.

 Il giornalista invero nel suo pezzo omette integralmente di fare qualsiasi cenno, sia al fatto che buona parte dell’area in discussione è mappata nel Piano Idrogeologico della Regione Marche come a rischio frana di livello “elevato”, sia che la variante proposta nella sua  precedente formulazione è stata sottoposta al vaglio del Consiglio di Stato che ne ha sancito l’illegittimità.

Pertanto l’atto deliberativo di annullamento in autotutela della variante del Burchio, di cui il sottoscritto è stato proponente nella qualifica di Assessore all’Urbanistica, lungi dall’essere un atto dannoso e pernicioso deve essere considerato atto dovuto diretto ad evitare gli effetti (quelli sì dannosi) tipici dei procedimenti amministrativi viziati.

La censura sulle false informazioni rese a mezzo stampa non si limita però all’aspetto procedurale, ma si estende anche al merito della questione; merito che è chiaramente manifesto nelle motivazioni del Giudice Amministrativo di seconda istanza che per stralcio vengono di seguito riportate.

“In definitiva il Comune, nell’approvare la variante poi annullata in autotutela, ha considerato una serie di importanti vantaggi che sarebbero potuti derivare dall’operazione … ma ha del tutto omesso di considerare il gravissimo, negativo impatto che l’opera avrebbe avuto sul delicato equilibrio del proprio territorio. “

In concreto leggendo la sentenza ben si comprende che la variante Burchio non perseguiva affatto  l'obbiettivo di  un ordinato assetto del territorio ma al contrario lo subordinava ad altre contingenti esigenze e lo piegava all’interesse preponderante del privato.

In definitiva appare chiaro che i ruoli attribuiti dal giornale alle parti, rispetto al concreto perseguimento dell’interesse pubblico risultano totalmente rovesciati .

Alla luce di quanto sopra esposto è evidente che la versione dei fatti proposta dal giornalista risulta  totalmente errata e fuorviante così come del tutto arbitrari risultano gli addebiti fatti, seppur in forma generica, dall’autore. Il pezzo appare altresì gravemente lesivo dell'immagine personale e professionale dello scrivente, e degli altri ex Consiglieri Comunali  che, a ragione, votarono la delibera di annullamento.

 Pertanto, ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948, vi invito e diffido a provvedere alla rettifica di quanto riportato nel citato articolo nella collocazione prevista dalla legge, con risalto analogo a quello riservato al brano giornalistico cui la rettifica si riferisce e con la chiara ammissione dell'errore commesso.

La presente costituisce anche messa in mora in caso di inadempimento.

Vi invito e diffido inoltre a non proseguire nel fornire notizie, contrarie a verità, lesive della mia reputazione, pur se rese in forma indiretta  o volutamente genericamente ma comunque riferibili all’operato del  sottoscritto, anche in considerazione dell’incarico amministrativo a suo tempo ricoperto.


Avv. Lorenzo Riccetti

46 commenti:

  1. Come si dice : ...pia su, ncarta e porta a casa..!!!!

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  2. Non ho simpatia per Riccetti, ma sacrosanta la sua richiesta. Patrassi credo meriti anche una segnalazione all'ordine dei giornalisti

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    1. Perchè ha fatto il suo lavoro, maestrino?

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    2. No, 15.49, perché racconta solo quel che vuole perché imbeccato da qualcuno, saputello

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    3. Il problema è proprio quello: ha fatto il suo lavoro.

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    4. perché il lavoro del giornalista consiste in questo?

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  3. Sottolineo...rettifica di pari spazio, pagina e importanza del pezzo di apertura. Voglio proprio vedere chi riesce, dell'Adriatico, a produrre un pezzo pro-natura&territorio della stessa entità dell'articolo proburchio, locandine comprese e richiamo eventuale dalla prima pagina

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  4. Fa sorridere il fatto che dopo cotanto scrivere, in due passaggi Riccetti nomini la sua persona e gli ex consiglieri e questo porti a pensare ad un estraneo che legge, come se lui fosse stato il sindaco di allora ma in verità la giunta era del sindaco Montali.

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  5. l'italia è al 77° posto come libertà di stampa...un motivo ci sarà, no?

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  6. Una diffida? E poi con quei toni intimidatori che fanno andare la memoria ad altri periodi storici o ai comportamenti di altri personaggi... su piazza? Stiamo Scherzando? O forse ci si è fatti prendere la mano dal "furore professionale", dal sacro fuoco del diritto? Ci manca solo che si invochi la censura (chi impugna la matita rossa e blu, tanto in voga a Palazzo Venezia?) e magari anche l'interdizione perpetua dalla attività giornalistica. Forse anche il... confino. O è più redditizia una querela temeraria?
    Signori, il pluralismo è il sale della VERA democrazia. L'intimidazione, pur se elegante, appartiene ad altri ambienti.

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    1. Il pluralismo è il sale della democrazia. Se esercitato con raziocinio. Quel raziocinio e quella completezza di dati che non erano presenti nell'articolo di Patrassi. Il quale altro non ha fatto che indossare una sciarpa. E sedersi in curva a fare il tifo. Lo puoi fare da normale cittadino. Non lo puoi assolutamente fare da giornalista.

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    2. Forse occorre un corso accelerato (anche a dispense) di giornalismo. Andando in edicola e acquistando più di un giornale quotidiano è facile constatare come, su una medesima notizia, le valutazioni sono diverse. A iniziare dallo spazio che le viene dato, dalla collocazione nella pagina, da quale pagina (la prima, la quarta, la dodicesima?) le viene data. Ecco il pluralismo dell'informazione. Il resto si chiama Gazzetta Ufficiale.

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    3. Tu invece non sai cosa sono le sciarpe. Hai indossato perfino quella della Ubaldi. Ti sei dimenticato?

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    4. "Doveri in tema di rettifica e di rispetto delle fonti. Punto 9: il giornalista non omette fatti, dichiarazioni o dettagli essenziali alla completa ricostruzione di un avvenimento".
      http://www.odg.it/content/testo-unico-dei-doveri-del-giornalista

      Per tifo e pluralismo: la libertà di opinione è sacra, omettere la sentenza del CdS, in determinate ricostruzioni, è discutibile, e discutere non è democrazia, caro vigliacco delle 15:47?

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    5. disse colui (anonimo delle 15:47) che avvertiva i bandidos dell'arrivo dei carabinieri...ahahahahah

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    6. Anonimo delle 17,55 o meglio potrei chiamarti "arrivano i carramba banditos" tu sei il più grande schiavo che abiti a Porto Recanati. Con la tua lingua a penzoloni ci puliscono le strade i netturbini. Dovresti chiuderti dentro casa e buttare la chiave.

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  7. Precisamente i motivi sono il processo a Nuzzi e Fittipaldi per violazione del segreto di stato con Vatileaks e le minacce delle mafie ai cronisti. In parole povere c'azzecca come i cavoli a merenda

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  8. Patrassi ha semplicemte detto la verità...se poi fa male non è colpa di nessuno!

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    1. Non è che faccia male la verità. Fanno male le narrazioni oniriche di Patrassi

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  9. Patrassi e il suo giornale non sono nuovi a scoop del genere e su Porto Recanati Patrassi interviene spesso direttamente e con una "linea editoriale" piuttosto chiara. Non ci resta che sperare nella capacità critica dei lettori. Quanto alla smentita, non ci conterei.

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    1. La smentita deve rispondere a precise regole e queste il proponente, che si firma avvocato, dovrebbe conoscerle o comunque avere gli strumenti sufficienti per comprenderle. Oltretutto la legge in questione sta in appendice di qualsiasi Codice penale. Forse, anzichè affidarsi a una intimazione del genere, avrebbe fatto meglio, sempre il proponente, ad alzare il telefono e parlare direttamente con il giornalista. E' una maniera più civile e decorosa di avere rapporti con l'informazione. Certo meno stalinista.

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    2. Le regole le ha ricordate Trevisani con commento a parte. Vai a leggerle caro "arrivano carramba bandidos"

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    3. Beh, anche i "santoni-cavalieri bianchi" possono avere qualche defalliance. La regola è contenuta nelle legge del 1948. La stessa che "invoca" l'avvocato nel reclamare la rettifica. Il resto è la consueta aria fritta che avvolge il sistema giuridico italiano (restando all'informazione, vogliamo parlare delle diverse "carte" sottoscritte con grande clamore di trombe e poi regolarmente e quotidianamente disattese dagli "operatori"?.

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  10. Io mi domando e dico, perché il Resort lo vogliono fare a P.Recanati, costi quel che costi, nonostante una sentenza del consiglio di stato, nonostante i cittadini o la maggior parte di essi sono contrari, nonostante nonostante, nonostante.......... Cosa c'è sotto? Secondo me qualche istituzione..... ci deve dare un'occhiata e andare a fondo.

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    1. Lo fanno a PortoRecanati perché ci sono dei privati che gli vendono la terra e anche i metri cubi!Non andare a cercare i soliti complotti nascosti!

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    2. Sicuramente con la situazione attuale del mercato immobiliare in Italia deve essere difficilissimo trovare un'area più bella e meno vincolata da acquistare per un resort di lusso...
      Ma che siamo tutti idioti?

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    3. Si, perché vi date risposte senza neanche farvi le domande!

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  11. non c'è da stupirsi se i signori al comando del comune vogliano edificare l'ennesimo ecomostro: TUTTI e sottolineo TUTTI gli edifici più brutti del paese (H.H., grattacielo per dirne due)sono stati edificati nel periodo in cui era al governo cittadino la DC, di cui i governanti attuali sono degni figli

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    1. Complimenti! D accordo al 100 %!

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  12. In casa Riccetti si leggeva l'Unità. Chissà se era così asettica come lui vorrebbe fossero gli altri giornali? Chissà che se lo disturbano gli articoli di Lo Specchio? E cosa ne paensa di Il fatto quotidiano? Se tutti avessimo il metro di giudizio di Riccetti quelli del Fatto sarebbero tutti in galera.Argano, le narrazioni oniriche sono le tue che ne spari una dietro l'altra.

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    1. Lo so: ho il difetto di ricordare come sono andati i fatti. Questa cosa a te e al tuo amico Patrassi dà molto fastidio.

      ARIVANO I CARRAMBA BANDITOS!!!

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    2. Favoloso 17:54, tornerò a leggere il tuo post quando mi sentirò triste.

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    3. Trevisani allora leggerai il post delle 17.54 per tutta la tua vita

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    4. Per tutti meglio andare a sfogliare alcuni "organi d'informazione" di circa 2.000 anni fa, chiamati Vangeli, dove c'è la storiella della pagliuzza e della trave nell'occhio.

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    5. Ride, ride, che mamma ha fatto i gnocchi! Penso pure che certi "cronisti" se non hanno un nemico al giorno non saprebbero cosa raccontare a chi vuole starli a sentire.

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    6. Ah che bello irridere la gente da anonimo, insegnalo ai tuoi figli, abbiamo bisogno di gente di valore come te al Porto! Ciao, fier combattente, nemico del tuo cervello!

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  13. la colpa non e' doPatrassi ma di chi continua a comprare quel giornale. Non per niente lo hanno sempre chiamato " il bugiardo' "

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  14. La critica dell'avviso. Ricetti ha una sua validità, senza dubbio. I dubbi vengono quando si ricorda che una amministrazione è decaduta per le dimissioni dei suoi componenti, dando, di fatto poteri all'attuale giunta.

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    1. Dovresti dare un'occhiata a CHI si è dimesso...

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  15. Che piaccia o non piaccia Riccetti, non cambia la sostanza della questione: troppo spesso il CA si schiera platealmente a favore dei progetti (espliciti o sottaciuti) dell'attuale amministrazione, ma lo fa come organo di stampa "autonomo" (almeno l'unità si sa esplicitamente da che parte sta). La tecnica del CA invece è di indirizzare l'opinione pubblica sparando opinioni come fossero verità di fatto ed omettendo sia i fatti che le confutano sia le opinioni contrarie. Questa non è informazione ed è giusto che lo si dica.

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  16. bisognerebbe mettersi davanti alle edicole ed informare chi compra il bugiardo' che sta per leggere idiozie strumentali ai proponenti LO SCEMPIO DEL BURCHIO

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    1. Bene, allora datti da fare. Inizia tu per primo/a visto che hai tempo

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    2. Io ci sono,con tutte le forze conto LO SCEMPIO DEL BURCHIO

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  17. Avvocato, ma perchè anzichè pensare alle intimazioni "ai sensi di legge" (?) non si mobilita per il referendum, cominciando a mettere giù il quesito da portare al voto dei cittadini?

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    1. Ma mi sa che questo referendum non lo vuole nessuno.

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