QUESTO E' UN BLOG "DI PANCIA", SIA CHIARO


Questo blog non è una testata giornalistica ed è aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Gli autori, inoltre, non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti posti all'interno del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Lo stesso per i siti che forniscono dei link alle risorse qui contenute. Il fatto che questo blog fornisca questi collegamenti non implica una tacita approvazione dei contenuti dei siti stessi, sulla cui qualità, affidabilità e grafica è declinata ogni responsabilità. Gli autori dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi agli autori, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Gli autori del blog si riservano il diritto di rimuovere senza preavviso e a loro insindacabile giudizio commenti che risultino offensivi, volgari, blasfemi, inutili, altamente provocatori o che abbiano contenuti di natura pubblicitaria. Inoltre, gli autori non sono in alcun modo responsabili del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità.

Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post

giovedì 13 marzo 2014

I PANNI SPORCHI

Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento 5 Stelle locale (in attesa di apprendere qualcosa anche riguardo al programma con cui si presenteranno alla prossima contesa elettorale):


Il Movimento Cinque Stelle di Porto Recanati ha organizzato una serata con Stefano Santachiara, autore con Ferruccio Pinotti del libro I panni sporchi della sinistra, I segreti di Napolitano e gli affari del Pd, Chiarelettere, Milano 2013.
L'incontro con l'autore si terrà sabato 15 marzo alle ore 21 presso l'Auditorium Enrico Medi, via Alighieri, Porto Recanati.

martedì 1 ottobre 2013

PORTORECANATESI CHE SI FANNO ONORE: A ELETTRA STIMILLI IL PREMIO FERONIA-CITTA' DI FIANO 2013

Oggi vogliamo rendere onore a una portorecanatese che, pur non abitando più nella nostra città, si sta distinguendo nel suo campo.

martedì 31 luglio 2012

LA CULTURA A PORTO RECANATI? IN PERIFERIA!

Riceviamo e pubblichiamo da Falaschini Quirino:

C’era una volta…….. il banchetto dei libri e dei giornaletti usati, che da piccolo mi faceva uscire tutte le sere d’ estate, passeggiare sul lungomare e arrivare fino su al Kursaal in piazza Brancondi dal lato verso l’hotel Nicola Bianchi per vedere se trovavo il numero di Tex o di Zagor di cui facevo la collezione.

venerdì 17 febbraio 2012

PORTORECANATESI DE NA 'O'


Oggi vogliamo segnalarvi un appuntamento interessante: Domenica 19 Febbraio alle ore 17,30, presso la Sala Biagetti, UNIPORTO, associazione molto importante per la formazione culturale a Porto Recanati, in collaborazione con l'associazione LO SPECCHIO, presenteranno l'ultimo libro del professor Lino Palanca.
Il volume parla della vita dei portorecanatesi nel XIX e XX secolo.
Sarà un'occasione per ripercorrere le tappe che hanno portato persone spesso diverse tra loro a diventare una comunità.


giovedì 26 gennaio 2012

IDEE CHE CI PIACCIONO: "BABEL HOTEL" A PORTO RECANATI

Qualche settimana fa vi avevamo presentato, nella nostra "rubrica libraria", il bel volume "Babel Hotel", libro che esplora l'universo Hotel House, curato da Ramona Parenzan, che il nostro blog ha per l'occasione intervistato.

Domani, venerdì 27 gennaio, "Babel Hotel" viene presentato a Porto Recanati, al Cineteatro Adriatico, grazie all'iniziativa dell'associazione "Lo Specchio".
L'aspetto interessante dell'incontro è dato dalla discussione a cui, oltre all'autrice, parteciperanno il prof. Cristiano Maria Bellei, docente di Socioantropologia delle relazioni etnico-culturali all'Università di Urbino, il prof. Alberto Niccoli, presidente della Banca di Credito cooperativo di Recanati e Colmurano, il prof. Gianluigi Mondaini, docente di Composizione architettonica e urbana all'Università Politecnica delle Marche, la prof.ssa Daniela Boccanera, dirigente dell'istituto comprensivo "Enrico Medi", la docente dello stesso istituto prof.ssa Francesca Bianchini e Diop Sek Mustafa, rappresentante delle comunità dell'Hotel House.

A proporre le letture saranno la curatrice Ramona Parenzan e tre delle scrittrici coinvolte nel progetto: Clementina Sandra Ammendola, Rosana Crispim Da Costa e Dusica Sinadinovska.

Sarà senz'altro un'occasione per parlare di Hotel House mettendo al centro l'umanità e le "vite migranti" che lo abitano, oltre che per discutere dei problemi legati all'urbanistica, all'integrazione, al credito e all'istruzione che "il condominio più controverso d'Italia" si trova ad affrontare tutti i giorni.

sabato 12 novembre 2011

I LIBRI DELL'ARGANO: RAMONA PARENZAN, "BABEL HOTEL"

Cari amici,

il libro che vorremmo proporvi oggi ci tocca davvero da vicino. 
"Babel Hotel", il libro curato da Ramona Parenzan (bresciana, laureata in Filosofia e laureanda al corso di specialistica in Sociologia della multiculturalità all'Università di Urbino), risponde a una domanda: Che cosa accade ogni giorno all’interno di un gigantesco condominio composto da 480 appartamenti e abitato, in estate, da tremila persone con lingue, culture e provenienze differenti? Come si intrecciano - e a volte si scontrano - le esistenze e i sogni degli inquilini di questo strano ma realissimo luogo con quelle degli abitanti della limitrofa cittadina di mare marchigiana?
Si tratta infatti, come afferma l'editore, di una “presa di parola” collettiva sul tema delle città plurali e delle diverse forme di marginalizzazione sociale causate anche dal sentimento di paura legato alla venuta dei nuovi intrusi: i migranti. Soprattutto, però, "Babel Hotel" è una potente metafora, una tensione verso il futuro: qualcosa “a venire” che potrebbe con il tempo superare il margine narrativo per trasformarsi in un progetto creativo, sociale e politico più ampio.

Questo libro ci aiuta a vedere un po’ più in là. 
A capire, direbbe il grande Jacob Riis, "come vive l’altra metà"
(dall'introduzione di Gian Antonio Stella).


 
 
INFINITO EDIZIONI
BABEL HOTEL Vite migranti nel condominio più controverso d'Italia
di RAMONA PARENZAN
Introduzione di GIAN ANTONIO STELLA
Formato cm. 15x21, CONTIENE CD CON BRANI E AUDIORACCONTI
Pagine: 192
Prezzo: euro 17.00

Noi dell'ARGANO siamo rimasti molto incuriositi e abbiamo deciso di interpellare direttamente la creatrice di questo bel progetto: Ramona Parenzan.

Ramona Parenzan, come ha conosciuto Porto Recanati?
Mi sono recata per la prima volta a Porto Recanati e quindi all'Hotel House grazie all'indicazione di una possibile tesi in Sociologia della multiculturalità (il mio relatore è il professor Cristiano Maria Bellei) a Urbino...

Cosa fa nella vita, Ramona?
Da anni sono operatrice interculturale e quindi avere la possibilità di intervistare per motivi di studio gli abitanti, migranti e non, dell'Hotel House, mi sembrava particolarmente interessante. La cosa che subito mi ha colpito, all'inizio della mia ricerca, è stata la disponibilità delle famiglie che abitano il grande palazzone a farsi intervistare: mi facevano entrare nelle loro case, spesso li intervistavo mentre mangiavo il cous cous preparato da loro come segno di ospitalità, oppure mi offrivano un caffè al bar... tutto ciò contrastava con l'opinione dei portorecanatesi che, alla parola «Hotel House», arricciavano il naso e mi sconsigliavano vivamente di recarmici, giudicandolo un posto «pericoloso» e anche per certi versi «sconveniente».

Come è continuata, la cosa, e come è nato il progetto di “Babel Hotel”?
Ho continuato a recarmi a Porto Recanati tutte le estati successive, non solo per fare le interviste sull'Hotel House ma anche, lo ammetto, per godermi una bellissima vacanza estiva (amo Porto Recanati, il suo centro, il suo lungomare, la cortesia sobria e mai eccessiva dei ristoratori e la loro magnifica arte nel preparare il pesce...). A un certo punto mi sono accorta che le interviste che avevo tra le mani erano davvero originali, ricche di vita, esperienze, progetti migratori differenti, emozioni, paure, sogni e così mi è sembrata una buona idea coinvolgere amici scrittori, poeti e musicisti, ma anche operatori interculturali e mediatori linguistici e culturali in un progetto di scrittura creativa ma anche in un progetto insieme sociale, politico e interculturale. Così ai vari amici scrittori e musici ho mandato le interviste e loro ispirati da esse, pur nella maggioranza dei casi non essendosi mai recati lì, hanno composto canzoni, poesie e racconti ispirati alle vite migranti (e non) degli abitanti dell'Hotel House che avevo intervistato. Nel giro di due anni ho raccolto ben 28 tra poesie, canzoni e racconti, ho trovato un editore coraggioso disposto a pubblicarli, et voilà, è nato BABEL HOTEL.

Il progetto «Babel Hotel» finisce qui o continua?
Ora Babel Hotel è in cammino, per trasformarsi piano in attività laboratoriali nelle scuole, per essere utilizzato nei corsi di formazione sui temi dell'intercultura, per essere letto e messo in dialettica all'interno di dibattiti, non solo a Porto Recanati, poichè le realtà BABELICHE oggi sono ovunque. Mi auguro davvero tanto che a Porto Recanati (e non solo lì) si cominci finalmente a capire che è tossico e nocivo creare capri espiatori per salvare una supposta comunità innocente, macchiata dai vizi dei nuovi arrivati visti come intrusi, come indesiderati... Mi piacerebbe pensare che le vite «migratorie» dei nuovi cittadini di Porto Recanati possano essere un buon viatico per chi decide di aprire i propri orizzionti per allargare lo sguardo, uno sguardo finalmete aperto alla nuova mondialità. Mi piacerebbe pensare che i racconti vengano letti a scuola, coinvolgendo migranti come portavoce, coinvolgendo artisti del luogo di varia provenienza per insegnare ai nuovi cittadini di domani che l'interculturalità è una scommessa vincente e non un rischio, nè tantomeno un pericolo.

Cos’è quindi, per lei, la migrazione?
Mi piacerebbe pensare che prima o poi si possa smettere di ragionare della migrazione intendendola solo come rischio, problema, insicurezza sociale, ma anche come opportunità, possibilità di allargare il proprio immaginario, di conoscere nuove forme artistiche e nuovi modi di essere al mondo…

Quando verrà a trovarci di nuovo a Porto Recanati?
Verrò a Natale, magari ci incontriamo…


Ramona Parenzan è laureata in Filosofia e laureanda al corso di specialistica in Sociologia della multiculturalità a Urbino. Da anni formatrice e operatrice interculturale, tra le sue pubblicazioni annovera: TI RACCONTO IL MIO PAESE: ALBANIA (con Valbona Jakova), Vannini, 2002; TI RACCONTO IL MIO PAESE: SERBIA E MONTENEGRO (con Nada Strugar), Vannini, 2005; DONNE, CACCIATORI E PERFIDI IMBROGLIONI. I PERSONAGGI DELLA SAGGEZZA POPOLARE ALBANESE, Sinnos, 2006; INTRUSI. VUOTO COMUNITARIO E NUOVI CITTADINI, Ombre Corte, 2009.

sabato 18 giugno 2011

I LIBRI DELL'ARGANO: DON LORENZO MILANI, "A CHE SERVE AVERE LE MANI PULITE SE SI TENGONO IN TASCA"

Quello che vi vogliamo presentare oggi è un nuovissimo "Istant book" edito da Chiarelettere che raccoglie alcuni scritti di don Lorenzo Milani.

Don Lorenzo Milani
A CHE SERVE AVERE LE MANI PULITE SE SI TENGONO IN TASCA
Chiarelettere, 2011
pagg. 89
€ 7.00


«Io insegno come il cittadino reagisce all'ingiustizia. Come ha libertà di parola e di stampa. Come il cristiano reagisce perfino al vescovo che erra. Come ognuno deve sentirsi responsabile di tutto.»
don Lorenzo Milani

«Don Milani si rivolge ai ragazzi della sua scuola come ai "sovrani di domani". Come ai cittadini che saranno, il cui esercizio di libertà è anche esprimere la volontà di leggi più giuste, e dunque anche obiettare, accettando socraticamente le conseguenze penali, a quelle ingiuste [...] Servitù è il vero nome di quell'obbedienza che non è virtù.»
Dall'introduzione di Roberta De Monticelli 

don Lorenzo Milani (Firenze 1923 - 1967)
Si avvicina al cristianesimo all'età di vent'anni e a ventiquattro è ordinato sacerdote. Diventa cappellano a San Donato di Calenzano, importante centro operaio vicino a Firenze, dove avvia il suo esperimento di istruzione popolare contro la scuola classista che condanna i più poveri all'ignoranza, dunque alla servitù.
È un prete scomodo per la Chiesa, che sceglie di isolarlo esiliandolo in una minuscola comunità sopra Firenze: Sant'Andrea a Barbiana. Siamo nel 1954. Nel 1965 don Milani scrive una lettera aperta a un gruppo di cappellani militari che in un loro comunicato ufficiale avevano definito vile e anticristiana l'obiezione di coscienza. Il gesto gli costa un rinvio a giudizio per apologia di reato e una condanna postuma. Con i ragazzi della scuola di Barbiana don Milani compie una straordinaria avventura umana e spirituale, culminata nel maggio del 1967 con la pubblicazione di Lettera a una professoressa, opera collettiva oggi letta in tutto il mondo.
Qua sotto il booktrailer del libro:

martedì 24 maggio 2011

I LIBRI DELL'ARGANO: MARIO DESIATI, "TERNITTI"

Cari tutti,

da oggi vogliamo dare inizio a una rubrica che parli di libri, con recensioni e suggerimenti di lettura.

Cominciamo con un romanzo uscito da poche settimane, ma molto suggestivo:


Mario Desiati
TERNITTI
Mondadori, 2011
pp. 264
€ 18,50

"Ternitti", di Mario Desiati, è una storia sospesa tra la Puglia e la Svizzera dove, negli anni Settanta, gli italiani vanno a lavorare nelle fabbriche di Eternit ("ternitti"), il nuovo materiale che si dice "eterno" e promette ricchezze future. Curiosamente, in dialetto, "ternitti" significa anche "tetto": il romanzo è infatti la storia di una donna, Mimì Orlando, emigrata in Svizzera e tornata in Puglia, che domina la vita con la forza eccezionale di cui è dotata, una vita scandita dai lutti che l'asbestosi e il mesotelioma impongono nel corso dei decenni, un'esistenza a cui Mimì si aggrappa con la vitalità che le deriva dal ricordo dei suoi antenati e dal sole della sua terra.
Merita inoltre una menzione il suggestivo "gruppo" di personaggi secondari: Ippazio, Arianna, Biagino e tutti gli altri.
"Ternitti", oltre che una bella storia d'amore e di riscatto, è anche il tributo a una "strage silenziosa", che Mario Desiati spiega alla fine:

''Tra il 1960 e il 1980 quasi duemila abitanti dei comuni del Capo di Leuca hanno lavorato nella fabbrica d'amianto di Niederurnen, nel cantone Glarus in Svizzera. La maggior parte di loro, oggi, sono morti o ammalati. Solo in poche decine hanno richiesto pensioni e sussidi o hanno proceduto a domande di risarcimento.
 E' questo il motivo per cui non esistono dati ufficiali di quella che risulta la piu' grande e silenziosa tragedia dell'emigrazione italiana''.

Un libro senz'altro da leggere, un libro che sa parlare di lavoro, di ambiente, di umanità e della nostra storia con la leggerezza di un bel romanzo.

A voi il booktrailer di "Ternitti"


Mario Desiati (1977) è originario di Martina Franca, vive a Roma. Ha esordito con Neppure quando è notte (peQuod, 2003). Il suo secondo romanzo Vita precaria e amore eterno (Mondadori, 2006) ha vinto il premio per l’impegno civile Paolo Volponi. Nel 2008 è uscito Il paese delle spose infelici (Mondadori, premio Mondello 2009), seguito dal reportage Foto di classe (Laterza, 2009).