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mercoledì 18 gennaio 2012

SE LU DIGHI TU...

Abbiamo già dato voce agli appelli di cittadini portorecanatesi in merito alla futura chiusura della Maternità all'ospedale di Recanati. Ora è la volta dei politici, che non perdono l'occasione per attaccare la fazione avversaria.
Dice la nostra concittadina Anna Rombini, segretaria locale e provinciale del partito "LA DESTRA" nonché membro del direttivo nazionale dello stesso movimento politico, che la colpa per la chiusura del reparto maternità dell'Ospedale di Recanati è da imputarsi al centrosinistra che "impoverisce ancora una volta la provincia di Macerata":

Grazie a : http://www.cronachemaceratesi.it/


Non nascondendo il dispiacere di veder chiudere la struttura in cui alcuni di noi sono nati, l'ARGANO ha voluto approfondire.

Ferma restando l'innegabile volontà del centrosinistra di applicare in maniera per così dire "pedissequa" la norma nelle Marche, sapete chi ha partorito il piano nazionale che prevede la chiusura delle strutture sanitarie che non raggiungono i 500 parti/anno? 

Risposta: il ministro Fazio. Ministro della salute, ovviamente, di quel governo Berlusconi che LA DESTRA di Anna Rombini e Francesco Storace appoggiavano convintamente.

Curioso, non vi sembra?

da www.quotidianosanita.it

venerdì 13 gennaio 2012

BISOGNO DI MATERNITA'

 Riceviamo e pubblichiamo un altro accorato appello di "Portolotto":

Per i pochi che ancora non lo sanno (mi ripeto), il reparto maternità del "nostro" ospedale di Recanati (perché è anche dei portorecanatesi) sta chiudendo. Qualche forza politica si è già mobilitata: Pdl recanatese e lista civica "Per Recanati", ma anche i "secessionisti" di Enzo Marangoni, la Lega nord di Porto Recanati, il gruppo Facebook "Giù le mani dal materno infantile", diversi esponenti di sinistra di Recanati tra cui l'assessore alla Sanità Massaccesi e altri, come pure il sindaco Fiordomo (Pd), che ha inviato una lettera al presidente Spacca (anche se, a mio modesto parere, non si comprende molto, leggendola). Sabato, comunque, dalle 10 alle 12, davanti all'ospedale e in piazza Leopardi (col mercato molti verranno a conoscenza di quel che accade) ci saranno due presidi di protesta contro la chiusura della Maternità e contro il depotenziamento (perché di questo si tratta) dell'intera struttura. Chi vi sta invitando non fa parte di nessun partito e non porta in spalla nessuna bandiera di nessun colore perché le strumentalizzazioni non servono. Non sono schierato, sono padre di famiglia nato a Recanati, col figlio nato anch'egli a Recanati, che apprezza la professionalità del personale dell'ospedale "Santa Lucia" (mi hanno "ricucito" e medicato spesso) e, nel dettaglio, quello dell'Ostetricia-Ginecologia. Voi dove siete nati? Dove sono nati i vostri figli? Dove vi hanno medicato o dove vi siete operati? Chi vi ha soccorso quando avete avuto bisogno? A me piacerebbe dire: "L'ospedale non si tocca!"

PORTOLOTTO

giovedì 5 gennaio 2012

"RECA-NATI", MA LA CICOGNA NON C'ENTRA PIU'

Riceviamo e pubblichiamo l'email del nostro lettore "Portolotto":

 
Forse qualcuno l’avrà sentito dire in giro o magari l’ha letto da qualche parte, ma l’ospedale di Recanati è in gravi difficoltà (con esso i cittadini recanatesi ma anche noi cittadini del Porto). 
Il reparto maternità, infatti, è costretto ad abbassare la saracinesca “grazie” alla Legge Fazio: gli ospedali con meno di 500 nati per anno devono chiudere i battenti. 
Recanati, il “nostro” ospedale a misura di famiglia, da sempre punto di riferimento per Porto Recanati ed eccellenza professionale, tanto da essere insignito del riconoscimento di "Ospedale amico del bambino" da parte dell’Unicef, non accoglierà più i “nostri” nati. Sottolineo “nostri” perché noi portorecanatesi condividiamo con i cugini della Città della poesia proprio l’ospedale. Il reparto di ostetricia e ginecologia, con solo il 6% di cesarei e dunque la predisposizione al parto naturale, uno dei primi reparti a promuovere il parto in acqua, non ci sarà più. 
Di fatto le nostre future mamme dovranno scegliere Civitanova, Osimo, Macerata, Ancona, o un ritorno al passato: il parto in casa. La Regione Marche ha già deciso di tagliare la maternità di Recanati ma qualcuno (senza parlare di bandiere politiche: in questo momento non si sta parlando di politica) si sta muovendo da tempo perché ciò non avvenga. Difficilmente, però, riuscirà a ottenere risultati. Lunedì sera, nel piazzale del "Santa Lucia", 50 persone si sono ritrovate spontaneamente per manifestare. C’erano pure diversi esponenti politici recanatesi, da una parte e dall’altra degli schieramenti e dei banchi in Consiglio comunale. Il Pd ha firmato un documento di salvaguardia della maternità e di potenziamento dell’ospedale (servirà?), il Pdl promette battaglia e manifestazioni insieme alla lista "Per Recanati" (sarà utile?).
A Porto Recanati, invece? Niente si muove, neppure una paglia. Forse nessuno si è ancora accorto di quel che sta accadendo. Mi piacerebbe che qualche partito costiero, qualche associazione o “tutti insieme appassionatamente” contattassero i “recanatesi” o almeno si muovessero di testa loro per fare qualcosa. Magari…
All’orizzonte del nosocomio recanatese il servizio di lungodegenza, ovvero posti letto per gli anziani (che non me ne vogliano, tutti abbiamo bisogno…) e qualche altro servizio. Di potenziamento, però, per il momento non se ne parla.

Voi che ne pensate?

PORTOLOTTO