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Visualizzazione post con etichetta mensa scolastica. Mostra tutti i post
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martedì 27 marzo 2012

COUS COUS: LA STORIA INFINITA

Sempre a proposito della famosa questione del cous cous nella mensa delle nostre scuole, abbiamo notato che l'Assessore Sampaolo ci ha dedicato un comunicato  nella bacheca del Pdl lungo il corso accomunandoci ai "cuochi di sinistra" di questo paese, che, si presuppone, osano in qualche maniera mettere in discussione o sottoporre a critica il suo operato. Così, prescindendo dalle etichette che l'assessore ci affibbia,  ci  sembra doveroso pubblicare l'articolo che abbiamo trovato su "Cronache Maceratesi" a firma del noto giornalista e scrittore Giancarlo Liuti che, attratto dalla notizia, ha pensato di dedicarsi alla problematica, e, conseguentemente, al nostro assessore.

di Giancarlo Liuti - Cronache Maceratesi (www.cronachemaceratesi.it)

Già sapevo che Porto Recanati, la mia seconda città, primeggia in iniziative originali (basti pensare ai sassi aguzzi nelle spiagge per attirare l’afflusso turistico dei fachiri), ma l’altro giorno, parlando con un amico lungo viale Scarfiotti, me ne è stata riferita una che ben merita di figurare nel Guinness dei Primati: il divieto, deciso dal Comune, di inserire il “cous cous” nei menù delle mense scolastiche. Con quale motivazione? La trovata, stavolta, è venuta dall’assessore Roberto Sampaolo: “Questo piatto non è tipico della nostra cucina, che è mediterranea e tale deve restare”. Debbo ammettere che in un primo momento sono stato solidale con lui, perché le mie visite a quasi tutti i paesi arabi m’hanno portato a concludere che a me il “cous cous” piace pochissimo e, per esempio, preferisco di gran lunga il brodetto alla portorecanatese. Poi, però, ho capito che il senso di questo anatema non è affatto gastronomico ma esclusivamente politico e consiste nell’evitare che bambini di etnia ariana siano minacciati – profanati, contaminati – da pietanze in uso presso bambini di etnia araba ma anch’essi regolarmente iscritti a quelle scuole elementari. Sono venuti – o sono nati – in Italia? Ok, rassegniamoci. Magari diamogli – obtorto collo – la cittadinanza, se è questo che vuole, imbelle, il governo. Ma siano costretti a mangiare tagliatelle alla papera, spaghetti alle vongole e olive fritte all’ascolana. E rinuncino, almeno nei luoghi delle pubbliche istituzioni, al loro satanico “cous cous.”.
Chissà se nel difendere così strenuamente la cucina mediterranea l’assessore Sampaolo è contrario anche ai wurstel e al ketchup, roba che non ha sangue italiano e che forse, di tanto in tanto, ha lietamente gustato anche lui. Ma, ripeto, il punto suo non è questo. Lungi dall’essere un innocuo pasticcio di semola di grano servito con verdure lesse e carne di pollo o di agnello, il “cous cous” ha, secondo la sua visione del mondo, un forte valore ideologico. Come una bandiera, un inno o una sacra scrittura, esso inneggia a una sorta di crociata contro le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra fede. E non è bastato spiegargli che quel “cous cous” non era un vero “cous cous” ma un semplice semolino con verdure, e che il Comitato mensa era d’accordo, e che la Asl aveva approvato, e che nelle vicine scuole di Loreto lo si cucina normalmente, senz’alcun problema.. Niente da fare. Semolino con verdure? Pazienza, purché non lo si chiami “cous cous”. E’ la parola, infatti, che conta, è la parola che offende, è la parola che oltraggia.
So bene, intendiamoci, che a Porto Recanati la presenza di extracomunitari raggiunge il 15 per cento ed è in gran parte concentrata in quel casermone di vacillante legalità che è l’Hotel House, la qual cosa non manca di suscitare, nella gente del luogo, un diffuso senso d’insicurezza. Questo è un problema, anche se, come spesso ha dichiarato anche il sindaco, il processo d’integrazione va avanti in modo abbastanza positivo. Ma che bisogno c’è di tirarci dentro, in un problema così complicato, il semolino con verdure? Non ci si rende conto che in tal modo lo si riduce a barzelletta, lo si affoga nel ridicolo?
Porto Recanati ha una lunga e importante storia alle spalle. L’imperatore Federico Secondo amava questa terra e nel 1229 decretò che vi si costruisse un castello. Il castello c’è ancora, ed è una perla ammirata da chiunque venga da fuori, extracomunitari compresi. Federico Secondo era chiamato “stupore del mondo” per la sua straordinaria modernità, a quei tempi, per quel suo aprirsi ai popoli, alle diverse culture, alle diverse religioni, tanto che, lui di sangue tedesco, spalancò la propria corte ai filosofi, ai matematici, agli astronomi arabi. Probabilmente gli piaceva pure il “cous cous”. Non risulta, comunque, che l’abbia mai bandito dal menù dei suoi cuochi. Ma sì, buttiamola sullo scherzo. E poniamo il caso che un lontanissimo antenato dell’assessore Sampaolo fosse vissuto nel Cinquecento e avesse avuto responsabilità pubbliche in questa zona del litorale adriatico. Avrebbe forse vietato che i figlioletti dei pescatori mangiassero pomodori, patate e fagioli perché questi ortaggi non rientravano nelle ricette della “cucina mediterranea” ma provenivano dal Messico, dall’Ecuador e dal Cile, ed erano stati portati per la prima volta in Europa da Cristoforo Colombo e dai navigatori portoghesi?

grazie a linkuaggio.blogspot.com

giovedì 22 marzo 2012

COUS COUS ALLA MENSA SCOLASTICA - LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE SAMPAOLO

Riceviamo e pubblichiamo dall'Assessore Roberto Sampaolo:

Sono Roberto Sampaolo, assessore con delega alla mensa scolastica, e vorrei precisare quanto è stato riportato nel vostro blog in merito alla questione cous cous e  cibi biologici. Le mie dichiarazioni alla stampa sono state la seguenti: Il cous cous non è una pietanza italiana e l’amministrazione comunale non vuole creare un precedente con tutte le altre cucine etniche o particolari. Infatti ci sono state altre richieste per introdurre nel menù della mensa cibi macrobiotici o indiani o cinesi ma abbiamo risposto che sarebbe impossibile accontentare tutti tenendo anche presente che è la ASL a decidere se un piatto è conforme per qualità alle normative nutrizionali e che sarebbe impossibile preparare circa 400 pasti giornalieri etnici o particolari anche in considerazione della preparazione professionale delle cuoche. Non ho mai affermato qualcosa in merito alla cucina mediterranea mentre ribadisco che il cous cous non è un cibo italiano anche se mangiato in Sicilia. A titolo informativo il Resto del Carlino, giornale che voi citate, dopo gli articoli apparsi ha effettuato un sondaggio ed è emerso che il 75% dei lettori che ne hanno partecipato crede che il cous cous non debba figurare nel menù della mensa. In merito ai cibi biologici durante il comitato mensa ho chiesto al Dott.Colletta della USL, visto il nuovo appalto che dobbiamo fare entro giugno p.v., se si potevano sostituire dei cibi biologici che sono costosi con altri sempre di alta qualità al fine di non aumentare i costi della mensa. Per Vs. informazione ci sono molte mense nelle Marche che hanno il certificato di qualità ma non hanno cibi biologici. Quindi nessuna volontà di acquistare cibi di scarsa qualità o altro. Tutta la questione è stata strumentalizzata per fini politici da persone che pur non conoscendo gli argomenti hanno voluto dimostrare la propria competenza. Benedetta ignoranza............. Comunque la nostra mensa è di altissima qualità, forse  una delle migliori in Italia, e tale rimarrà anche con il supporto del comitato mensa che in questi anni ha svolto un lavoro encomiabile, al quale va il ringraziamento di tutta l’amministrazione comunale. Il nuovo menù, proposto e concordato con il comitato mensa, è stato arricchito e variato su 6 settimane con l’approvazione dalla USL. 
Cordiali saluti.

Roberto Sampaolo

cous cous

martedì 20 marzo 2012

IL COUS COUS, L'ASSESSORE E LA BEATA IGNORANZA

Riceviamo e pubblichiamo dalla nostra lettrice Laura

Buongiorno ragazzi, leggo sul Resto del Carlino un articolo che, SE riporta fedelmente le affermazioni dell'assessore alla mensa scolastica, mi fa rabbrividire e mi chiedo come vengano assegnate le deleghe.

http://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/cronaca/2012/03/17/682266-cous-cous-scuola-porto-recanati-macerata.shtml


Cito...

... Ma appena presentato il menù al Comune, l’assessore ci ha detto che l’amministrazione non era d’accordo perché ciò che noi chiamavamo cous cous non è una pietanza italiana, quindi da non servire ai bambini»
(...)
Ribatte l’assessore Roberto Sampaolo:

«Non è una pietanza italiana e l’amministrazione comunale non vuole creare un precedente con tutte le altre cucine. La nostra è una cucina mediterranea e vogliamo andare fieri della nostra tradizione culinaria».

Primo: il cus cus è un piatto tipico sì nordafricano MA anche tipico della Sicilia che, a dispetto di quello che pensa qualcuno, è IN ITALIA.
Secondo: la cucina mediterranea che cos'è?? Quella di mamma o quella che usa ingredienti quali olio di oliva, verdura, pasta di semola, legumi, ecc ecc. Guarda un po'... sono gli ingredienti proposti per il cus cus.
L'ignoranza è una brutta bestia...
Ma l'articolo dice anche un'altra cosa, ben più allarmante, che vale la pena diffondere. Parla la presidentessa del comitato mensa:

"I problemi della mensa sono ben altri. Ad esempio ci viene chiesto di eliminare i cibi biologici, perché troppo costosi o i latticini e derivati, ma a questo abbiamo detto no. Secondo noi non è il cous cous un problema, ma tutte queste altre richieste che andrebbero ad abbassare il costo del pasto, ma non garantirebbero più i giusti apporti energetici giornalieri per i bambini».

Grazie e buon lavoro

venerdì 16 marzo 2012

CUS CUS SI O CUS CUS NO ?

Il sondaggio, sotto forma di commento, è ufficialmente aperto.

Siete favorevoli o contrari al fatto che nel menù della mensa scolastica della nostra cittadina venga inserito il cus cus??