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Visualizzazione post con etichetta evasione fiscale. Mostra tutti i post
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giovedì 15 marzo 2012

45 MILIONI DI EURO (VI SEMBRAN POCHI??)

Apprendiamo e pubblichiamo dal Resto del Carlino di ieri:

Le Fiamme gialle di Porto Recanati scoprono maxi evasione da 45milioni di euro

Dopo un controllo su una società

L'uomo denunciato aveva spostato la propria residenza fiscale a San Marino continuando però ad operare in Italia

La Guardia di Finanza ha scoperto, a seguito di un controllo su una società di Porto Recanati, un evasore totale che aveva spostato la propria residenza fiscale a San Marino: l'uomo non avrebbe dichiarato la bellezza di 45milioni di euro.
Un anno di lavoro, un certosino esame della documentazione bancaria dei 36 conti correnti accesi dall’azienda su banche nazionali e un analitico riscontro dei rapporti con i clienti e i fornitori, hanno consentito ai finanzieri di accertare che si trattava di una cosiddetta società estero-vestita, che cioè, pur avendo spostato formalmente la propria sede fuori dall’Italia, continuava a operare nel nostro Paese.
Consistente l’evasione fiscale accertata in cinque annualità con un picco di oltre 24 milioni non dichiarati solo nel 2007.
Ammonta a quasi 5 milioni l’importo dell’Iva evasa per le vendite effettuate in Italia dalla società recanatese.
Il titolare della società è stato denunciato all’autorità giudiziaria di Macerata.

Osservazione, magari inopportuna: perché i giornali, quando scrivono del piccolo ladro o del rapinatore in banca, indicano molto spesso il cognome e il nome mentre quando debbono raccontare un fatto che riguarda un evasore fiscale totale che ha sottratto alla comunità svariati milioni di euro rispettano la sua privacy non pubblicando il nome del gentiluomo denunciato e indagato?
Se qualcuno fosse in grado di darci una risposta ne saremmo lieti.

giovedì 8 marzo 2012

ANCHE A PORTO RECANATI?

Ci ha colpito, nei giorni scorsi, un articolo de Il Sole 24 ore sui nuovi strumenti messi a disposizione dei Comuni per combattere l'evasione fiscale. Pubblichiamo, copia incollando, uno stralcio dello stesso articolo molto interessante, per rendervi edotti sui potenziali strumenti in mano all'Amministrazione Comunale per combattere il fenomeno.

Speriamo, ovviamente, che ognuno faccia la sua parte. E che l'opposizione svolga il ruolo di "cane da guardia", riferendo in materia alla cittadinanza su ciò che, nella nostra cittadina, si sta facendo per mettere in piedi una seria lotta a chi, in barba a principi costituzionali, non paga il dovuto allo Stato.

Perché, non sappiamo se la cosa è stata ben intesa, ma, come riporta in maniera chiara l'articolo qui sotto, il Comune ha l'obbligo di collaborare nella lotta all'evasione fiscale.

Chiaro?

Di Mariangela Danzì - IL SOLE 24 ORE

Il Dl 78/2010, integrato dal decreto "salva Italia", ha previsto l'obbligo di collaborazione dei Comuni nella lotta all'evasione. In passato, tale forma di cooperazione non è mai decollata a causa del deficit di integrazione delle banche dati e del mancato riconoscimento economico a favore dei Comuni. Ai fini dell'accertamento fiscale, sono significativi i dati provenienti dai permessi edilizi, dalle dichiarazioni Dia e Scia, dalla Polizia municipale, che, in sede di controlli stradali, potrà constatare il possesso di auto di lusso, di mezzi aziendali eccetera. I Comuni dovranno individuare soluzioni atte a evitare il taglio ai servizi e, a fronte delle limitazioni nelle assunzioni, trovare i modi che consentano di affrontare in modo efficace il nuovo compito. Dovranno introdurre, nella propria organizzazione, elementi di flessibilità, come l'utilizzo dei messi comunali e del personale addetto all'anagrafe per tutte quelle attività di accertamento che, di norma, vengono demandate alla Polizia municipale. Previo un idoneo percorso formativo, il personale di Polizia municipale che svolge lavoro d'ufficio costituisce una risorsa fondamentale per i nuovi accertamenti di natura fiscale. (per l'articolo intero cliccate qui)

Grazie a "bachecatermolese.org"

venerdì 10 febbraio 2012

SCIENZA O FANTASCIENZA?

Grazie a zener.blogspot.com
 
Oggi vogliamo proporvi un interessante articolo pubblicato sabato 4 febbraio 2012 sul Corriere della Sera. Avendo dato una sbirciata alle previsioni di bilancio preventivo per il nostro Comune nel triennio 2011/2013, ci chiediamo come verrà applicata dalle nostre parti la straordinaria novità in termini di lotta all'evasione fiscale con il ruolo del "sindaco in prima linea". Infatti, alla voce entrate da "lotta all'evasione" nel predetto bilancio, per il trimestre in questione, non erano previsti surplus di entrate.


IL CORRIERE DELLA SERA - 04/02/2012 - Mario Sensini

Multe e bollette, i sindaci scovano gli evasori

Partita una segnalazione, è probabile che si verifichino i movimenti bancari. Attenzione ai «bed and breakfast»

Anche Tarsu e affitti nel mirino


Un semplice clic, lo schermo che si riempie di dati. Scorrono tutte le vostre dichiarazioni dei redditi presentate dal 2002 a ieri, rigo per rigo, addizionali comprese, tutti gli atti che vi riguardano presenti nelle Conservatorie dei Registri Immobiliari, i versamenti Ici effettuati, ma anche eventuali atti di accertamento per i pagamenti omessi, i dati sulla bolletta della luce dal 2004 ad oggi, quelli sulla fornitura di gas e di acqua, i contratti di affitto in cui figurate come locatore o locatario, la traccia dei bonifici bancari fatti per le ristrutturazioni edilizie, e perfino le denunce di successione ereditaria che vi riguardano.
Il Grande Fratello ha aperto i suoi occhi, e se avete il brutto vezzo di non pagare le tasse, o non tutte le tasse, dovreste preoccuparvi un po' di più di quanto non sia già opportuno fare. Da ieri avete un nuovo nemico, non a Roma o in qualche buio ufficio del capoluogo, ma sotto casa. Dotato di armi telematiche potentissime e oggi anche di un interesse concreto, anzi vitale. Se fino a ieri al vostro sindaco una soffiata al fisco poteva portare solo noie elettorali, da quest'anno, grazie all'intesa appena firmata tra i Comuni e il governo, porterà un bel gruzzolo di soldi. Tutti quelli che avete sottratto al fisco e che il vostro primo cittadino avrà contribuito a scovare segnalando dati, cose e fatti che fino a ieri sfuggivano all'amministrazione centrale dello Stato.
Se non pagate le tasse, ostentare la ricchezza diventa pericoloso e anche la passeggiata in centro con la moglie impellicciata potrebbe esservi fatale. Il prezioso visone è senz'altro un indice di capacità contributiva, e se al sindaco che vi osserva dalla finestra del palazzo comunale gli passa lo «sghiribizzo» di controllare la vostra dichiarazione Irpef, e scopre che siete quasi nullatenenti, sono guai. Le tasse dovute allo Stato, che saranno accertate dall'Agenzia delle Entrate, finiranno a rimpinguare le casse comunali. E così tutti i tributi e i contributi previdenziali recuperati grazie alle segnalazioni dei sindaci, che non dovranno fare neanche troppa fatica. Basterà incrociare i dati del Siatel, che sta per Sistema Interscambio Anagrafe Tributaria Enti Locali, con quelli dell'altro Grande Fratello antievasione, il Sistrel, che significa Sistema Interscambio del Territorio, che permette di interrogare le Conservatorie, e tutte le altre informazioni che i Comuni già conoscono. I pagamenti della Tarsu, l'anagrafe, le multe affibbiate dai vigili urbani, i verbali di accertamento effettuati dalla polizia locale in materia sanitaria o commerciale, le dichiarazioni di inizio attività o di inizio lavori. Senza contare che una volta avviata la segnalazione, è molto probabile che l'Agenzia delle Entrate verifichi il vostro conto in banca, i relativi movimenti, e gli eventuali acquisti superiori ai 2.500 euro, che da qualche mese devono essere «tracciati».

Farla franca rischia di diventare un'impresa anche per gli evasori più incalliti, che potranno dimenticare certi trucchetti del passato. Se i sindaci avranno la reale volontà di collaborare, sarà impossibile per esempio camuffare la cessione di terreni edificabili con la compravendita di un rudere inagibile senza pagare le plusvalenze, sfuggire al regolare accatastamento degli immobili «fantasma», «classare» un'abitazione in una categoria inferiore a quella reale.

Anche il «bed & breakfast», ricavato dentro le mura di casa, da domani, può diventare assai rischioso, anche perché è una di quelle attività che l'Agenzia delle Entrate ha consigliato ai sindaci di monitorare con grande attenzione. Molto spesso si trasforma in un'attività stabile e sistematica, tale da configurare un reddito d'impresa che presuppone una partita Iva, che non c'è quasi mai, e il pagamento delle tasse, che non avviene. Bastano una pubblicità un po' imprudente su un sito Internet e un paio di verifiche dei vigili per finire nei guai. Senza contare che la prospettiva di fare cassa con gli evasori spinge i sindaci non solo a mettere a fuoco i singoli casi, ma anche ad allargare lo sguardo. Un abuso edilizio, da oggi, non sarà più solo uno scempio da sanare con una bella multa. Scatteranno pure i controlli fiscali e non solo sul proprietario, perché nel mirino finiranno anche i professionisti che hanno seguito i lavori e le imprese esecutrici.

giovedì 27 ottobre 2011

IL 20% DEI PORTORECANATESI NON PAGA LE TASSE

Abbiamo trovato questa notizia sul sito Il Cittadino di Recanati:

RECANATI - Un’inchiesta del quotidiano il Resto del Carlino, condotta da Franco aliVeroli, su dati del Sole24Ore, ci da la bella o brutta notizia, a seconda di come la si legga, che il 19% dei recanatesi non paga le tasse, l’81% sì, e che quel 19% è ben sotto la soglia d’infedeltà fiscale che in provincia si attesta al 20.6%. La stima dei contribuenti potenziali è 7560 unità, 1453 contribuenti mancanti quelli individuati.

Continuate a leggere direttamente dal sito internet "il Cittadino di Recanati" cliccando qui

giovedì 8 settembre 2011

LA LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE? NON PERVENUTA...

L'articolo 44 del dpr 600 dell'anno 1973 dispone che

«i Comuni partecipano all'accertamento dei redditi delle persone fisiche avvalendosi della collaborazione del consiglio tributario se istituito».

Questa norma da tempo in vigore è rimasta lettera morta in quanto pochissimi Comuni hanno trovato conveniente sul piano politico attuarla ed è stata riproposta nel 2010 con una norma che introduce la compartecipazione dei comuni ai proventi realizzati nella lotta all'evasione nella misura del 33%".

Non solo quest'ultimo provvedimento recita:

 «I Comuni con popolazione superiore ai cinquemila abitanti sono tenuti ad istituire, laddove non vi abbiano già provveduto, il Consiglio tributario. A tale fine, il regolamento per l'istituzione del Consiglio tributario è adottato dal Consiglio comunale entro il termine di 90 giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione».

 Sembra abbastanza chiaro, da una semplice lettura delle norme, che i Comuni dovevano istituire il consiglio tributario già dal 29 agosto dell'anno scorso, cosa non fatta con buona pace di chi continua a evadere.

Ebbene, nei pochi Comuni dove il Consiglio tributario è stato istituito e funziona in meno di tre mesi sono state segnalate 3216 posizioni all'agenzia delle entrate e 404 avvisi di accertamento che consentiranno di incassare 3,6 milioni di tributi evasi. Noi crediamo che gli strumenti per combattere il fenomeno ci siano tutti, ma manca la volontà politica, per mettere in atto serie azioni di contrasto. E in un periodo di tagli agli enti locali, ci sembra doveroso attivarsi per una giusta ed equa tassazione di tutti i cittadini e non solo piangere sui tagli. Qualche Comune che ha istituito la commissione ha cominciato il lavoro analizzando i rogiti notarili e se ne sono scoperte delle belle... quanti nulla dichiaranti comprano immobili...

Ora, secondo voi, il Consiglio Tributario, a Porto Recanati, è stato istituito?


Per la vignetta ringraziamo Mauro Biani