Oggi vi presentiamo "I mezzi brudettì de Stefania"... leggete e mandateci le vostre ricette dei piatti tradizionali!
Io, personalmente, più che brodetti, faccio dei "mezzi brudettì", cioè mi arrangio con i tipi di pesce che riesco a trovare (scelta ancora piu limitata vivendo ormai in provincia di Bologna).
Da insegnamenti di mia madre e de Zì Giuliano, pescatore in pensione, pongo massima attenzione al soffritto di olio, aglio, cipolla e peperoncino. Aggiungo la seppia, lascio colorire qualche minuto, poi sfumo con aceto di vino bianco. A questo punto aggiungo del doppio concentrato di pomodoro sciolto in acqua tiepida, sale, e quando inizia a bollire il tutto, aggiungo i pesci cominciando da quelli che necessitano di un maggiore tempo di cottura (tipo uno sgombro, un pezzo di palombo, un ragno pagà, un rospetto) e aggiungendo via via i pesci che si cuociono in meno tempo ('na sfojetta, 'na baraccoletta, busbana/merluzzo, qualche panocchia o altro crostaceo). Faccio bollire qualche minuto a fuoco alto, poi termino la cottura a fuoco basso.
Fedele all'idea che il brodetto è nato a bordo dei pescherecci dove cucinavano con quello che avevano, io non aggiungo zafferano, come ho letto da qualche parte (anche se ho provato e... male non ci sta). Lo preparo comunque in anticipo, lo lascio riposare e poi lo riscaldo pochi minuti a fuoco alto, prima di mangiare. Ovviamente, senza mai girare il pesce!!!
Un saluto a "L'argano" e a tutti i suoi lettori!
Stefania
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| Per la foto ringraziamo Fabio Gava |

Ognuno ha i suoi metodi, ma il Nostro brodetto ha la zafferanella, sennò non è quello di Porto Recanati
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