Riceviamo e pubblichiamo la riflessione del nostro concittadino Daniele:
A Roma come nel piccolo di Porto Recanati, assistiamo a uno scontro quasi "totale" tra forze politiche contrapposte: ognuna prospetta un futuro differente e spesso non riesce a dialogare con l'altra per trovare un punto di contatto, cioè quelle scelte, parzialmente o ampiamente condivise da entrambe, che porterebbero più "avanti" la collettività, sia essa il popolo italiano, sia la cittadinanza portorecanatese.
Molto spesso, però, l'alternativa allo scontro frontale è quella del cosiddetto "inciucio": gli schieramenti opposti sottoscrivono (metaforicamente parlando) un "patto di non belligeranza" e, per così dire, di "staticità" su alcuni temi (nel senso di "non decisione"), magari proprio i problemi più spinosi e determinanti, patto che dà un'immagine molto degradata della politica soprattutto ai cittadini, che vedono tale pratica come un semplice modo per "perpetuare" il potere e la presenza degli artefici nello scenario politico.
Ora mi chiedo: è giusto che ci siano sempre un partito di maggioranza e uno di opposizione che si combattono a vicenda o qualche volta è anche possibile mettere da parte i "coltelli" e fare davvero qualcosa, senza tentennamenti o inerzie, per il bene di tutti, oltre che del proprio schieramento?
Da parte mia, spero che prima o poi si possa praticare anche quest'ultima "via", almeno per i problemi più urgenti, siano quelli della nostra nazione o della nostra bella città.
Grazie agli amici dell'Argano
Daniele
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