Offese razziste in una partita di ragazzini: Possanzini jr ritira la squadra
(Grazie a Il Resto del Carlino - Cronaca di Ancona)
In un torneo per Giovanissimi un difensore del Porto Recanati è stato 'apostrofato' da un avversario con un insulto razzista. Il suo mister, fratello del più famoso Davide, ha riportato tutti i giocatori negli spogliatoi. Poi le scuse.
Falconara (Ancona), 28 giugno 2011 – Storie di calcio, storie di vita. La settimana scorsa a Falconara si è disputato un un torneo di calcio per Giovanissimi, ragazzini di 13 e 14 anni. In una delle partite del quadrangolare si sono affrontate l'Ancona e il Porto Recanati, allenato da Matteo Possanzini, fratello del più famoso Davide, ex attaccante di Reggina, Albinoleffe e Brescia, nato, peraltro, a Loreto.
Per il Porto Recanati era in campo anche Dani Ficola, fisico da granatiere, alla guida della difesa della sua squadra. Il 14enne agli inizi di agosto si aggregherà all'Atalanta, società che da anni si distingue per la capacità di scovare giovani talenti. I genitori di Ficola sono una coppia "internazionale": lei brasiliana, lui italiano. Per questo motivo Dani è italianissimo e ha la pelle scura.
Ed è proprio questo il punto. Durante la partita con l'Ancona, dopo un contrasto come tanti, la bocca di un avversario ha 'esploso' un insulto. Senza tirare in ballo madri o sorelle, ma cogliendo proprio nel segno: “Negraccio di m...., torna in Africa”. Inevitabile la reazione di Dani e dei suoi compagni, ma nessuna rissa, perché la violenza verbale non si vince con la violenza fisica. E mister Possanzini ha scelto di lanciare un messaggio forte: ha preso sottobraccio Ficola in lacrime e ha ritirato la squadra. Partita finita. Quel calcio che, soprattutto al livello giovanile, DEVE farsi strumento educativo, si è fermato. E non ci sono regolamenti che tengano, come quello che ha 'ispirato' la sconfitta a tavolino del Porto Recanati; anche perché l'arbitro, quell'insulto, non lo aveva sentito.
Ad ogni modo, nei giorni successivi il torneo è continuato. Dani ha ricevuto le scuse dei genitori dell'avversario che l'aveva insultato e, con la sua squadra, è giunto persino in finale. Ancora contro l'Ancona. Stavolta, nessun 'tavolino'. La squadra di Ficola si è imposta per 2-1. E, alla fine, lo sport ha vinto sul razzismo.

bravo matteo.
RispondiEliminaho frequentato un paio d'annni il nostro campo sportivo con mio figlio di 9/10 anni e devo dire che ne sono uscito con immenso piacere.
accanimenti inauditi di genitori verso chi era meno capace,ma che comunque a quell'età ha pieno diritto di divertirsi come chi ne ha di più,ha reffarzato la mia convinzione che non è uno sport educativo.
dare del negro o dire al proprio figlio di non passare la palla a quel determinato compagno non fa differenza.
per uno sport sano bisogna lavorare lì.
bravo matteo